No show in Italia: prima denuncia di un ristorante. Prenotano per 30 ma non si presentano

È successo all'Antica trattoria Coan di Cordignano, in provincia di Treviso. I titolari si sono subito rivolti alle associazioni di categoria

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No show in Italia. Avevamo detto che è un vizio imperdonabile per i ristoratori, quindici giorni fa, quando un gruppo di 27 persone ha prenotato nel ristorante Tom Kerridge del Corinthia Hotel di Londra senza poi presentarsi, e senza neanche avere l’accortezza di disdire.

Lo chiamavamo “pacco”, prima che venisse adottata universalmente la più elegante espressione inglese. “No show”, appunto.

Dopo il devastante no show da 27 persone, Tom Kerridge, chef inglese due stelle Michelin, aveva indirizzato agli sconosciuti buontemponi via Instagram il seguente poco cordiale messaggio:

“Questo settore è al collasso. Vi siete comportati in modo miope e decisamente vergognoso. Mettete a rischio il nostro lavoro, siete il peggior tipo di cliente che un ristoratore possa avere”.

Primo no show denunciato in Italia

Antica trattoria Coan

Ora il pessimo scherzo, ma forse dovremmo smettere di chiamarlo così visti i danni economici che provoca, è toccato all’Antica trattoria Coan di Cordignano (Treviso). 

Il Gazzettino di Treviso ha raccontato che domenica scorsa, 28 luglio, il ristorante si era attrezzato per accogliere un gruppo di 30 (presunti) sportivi, che aveva richiesto al telefono un menù speciale per celiaci.

La titolare del ristorante, data la pretesa particolare, si era fatta dare un recapito telefonico dalla persona che stava prenotando. Così, una volta interpellato il cuoco sul tipo di menù, avrebbe potuto confermare il tavolo.

Così è stato: la titolare ha acquistato gli ingredienti adatti ai commensali intolleranti al glutine, il cuoco ha preparato i piatti per celiaci, ma domenica delle 30 persone nessuna traccia. Ovviamente la persona che aveva prenotato non ha più risposto al telefono.

Per l’Antica Trattoria Coan il danno è stato triplo: il menu pronto e inutilizzato. Il personale chiamato apposta da pagare comunque. I posti a sedere rimasti vuoti. Senza contare che, nel momento in cui molti ristoranti sono costretti dal lungo lockdown a lottare per sopravvivere, i no-show risultano indigeribili.

Anche e soprattutto per questo, i titolari del ristorante hanno presentato denuncia contro l’avventore, del quale avevano nome, cognome e numero di telefono. La denuncia contro un no show dovrebbe essere una prima assoluta per l’Italia.

Antonella Secchi, direttrice di Ascom Vittorio Veneto, associazione di categoria alla quale i titolari dell’Antica Trattoria Coan si sono rivolti, ha raccomandato ai pubblici esercizi di tutelarsi in vista del prossimo Ferragosto. ”Se non conoscono gli avventori di persona, i ristoratori prendano in considerazione l’eventualità di farsi corrispondere un acconto o una caparra confirmatoria”.

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