Tipi e stili di birra: che differenza c’è (davvero) tra artigianale e industriale?

La birra artigianale viene regolamentata da una legge del 2016. Ecco cosa prevede e in che modo una birra artigianale si differenzia da una industriale

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Negli ultimi anni, parlando di tipi di birra, abbiamo assistito a un boom di quella artigianale, sia nei locali e nei pub che nelle abitazioni dei consumatori. Complici anche i frequenti kit in commercio per preparare la birra in casa.

Ma esistono differenze tra la birra artigianale e quella industriale? E quando si può definire –davvero– una birra “artigianale”?

Prima dell’entrata in vigore dell’attesissima legge spinta dal movimento UnionBirrai alla Camera, la dicitura “birra artigianale” veniva applicata sulle bottiglie più per una faccenda di marketing che per segnalare un modo di produrre la birra.

Una pratica che si è trasformata presto in una frode alimentare, perché di fatto non esistevano leggi a tutela di quella dicitura.

Nel 2016 la birra artigianale è stata invece regolata con la legge 154/2016 Capo V, attraverso cui si sono create una definizione univoca della birra artigianale e tre regole da seguire per la definizione di birra “artigianale”:

  • – Deve essere prodotta da birrifici indipendenti che utilizzano impianti di produzione propri;
  • – La produzione deve rimanere sotto il limite di 200 mila ettolitri di birra l’anno;
  • – La birra non dev’essere sottoposta ad alcun processo di pastorizzazione e microfiltrazione.

Di conseguenza, la birra artigianale si definisce così:

È artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione.

Dopo l’uscita di questa legge, molti birrifici industriali che utilizzavano la dicitura “birra artigianale” sono stati costretti a tornare sui propri passi. Mentre la vera birra artigianale viene oggi prodotta principalmente in microbirrifici e brewpub, che realizzano il prodotto esclusivamente per il consumo interno al locale.

Non esistono invece linee guida precise per la produzione, con il risultato che nel corso degli anni sono nati numerosi tipi di birra artigianale. Ognuna di queste, oltre agli ingredienti classici (cereali, acqua, lievito e luppolo), può prevedere l’aggiunta di aromatizzanti naturali, come le castagne, il miele o la frutta.

Un modo per dare vita a nuove birre, nuovi sapori e nuove esperienze da gustare.

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