Pizza di Cracco: zuffe social anche per il piatto anti spreco

La pizza di Carlo Cracco per promuovere la cultura anti spreco in cucina fa arrabbiare il popolo del web per la connessione con MasterChef

Tempo di lettura: 3 minuti

La pizza si conferma la bestia nera di Carlo Cracco. Criticata a spada tratta eppure di successo.

Al lancio della sua margherita nel bistrot in Galleria a Milano, la Margherita divenne un caso nazionale anche e soprattutto per la nostra foto. Una pizza che in pochissimi assaggiarono ma tutti criticarono soprattutto al Sud e a Napoli.

pizza cracco

La pizza “tumefatta” costava 16 € e già solo per il prezzo, ancor prima del gusto, venne bersagliata. Fu comunque un successo mediatico tanto che finiva velocemente – trasformando la percezione del bistrot in una pizzeria – e il prezzo fu aumentato a 20 €. Con buona pace dei critici delle fotografie.

Non è diventato un nuovo caso nazionale, ma poco ci manca, l’iniziativa di Carlo Cracco per la prima Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari, istituita dalla FAO e dalle Nazioni Unite.

11 chef in tutta Italia, rappresentanti dell’eccellenza dell’alta cucina, il 29 settembre renderanno disponibili “Chef Box” contenenti il loro piatto antispreco, accompagnato dalla ricetta. Gli utenti potranno prenotare la box tramite l’app Too Good To Go e ritirarla direttamente al ristorante, nella fascia oraria indicata.

L’obiettivo è rendere chiaro che il cibo non si butta.

Carlo Cracco ha lanciato una piccola provocazione che, come annuncia nel video, serve a spiegare lo spreco ai clienti in maniera concreta.

Poiché 1/3 del cibo viene sprecato, Cracco ha preso la sua famosa pizza e ha tolto uno spicchio corrispondente a 1/3. Ai clienti a tavola nel dehors in Galleria arrivano solo i restanti 2/3.

Il video accompagna l’annuncio delle ricette anti spreco che saranno disponibili sull’app Too Good To Go.

Il video della pizza di Carlo Cracco

Sulla pagina Instagram il post ha raccolto un bel po’ di mi piace e circa 200 commenti. Come quello del tristellato Norbert Niederkofler: Grande Carlo.

Ma c’è chi non ha gradito la provocazione soprattutto pensando al prezzo della margherita.

“È per questo che fai i piatti minuscoli? Per sprecare di meno?”, “Meglio dire che sul prezzo non ti sprechi…”.

Non sono mancate le offese di chi nel piatto vuole vedere quantità inaudite di cibo: “Di sicuro non c’è da preoccuparsi nel tuo ristorante e la cosa divertente è che nel tuo locale non ci sono sprechi anche perché nei piatti non metti quasi un ca**o di cibo”.

Cracco, MasterChef e il lancio nel cestino

Cracco a Masterchef

Ma è soprattutto la connessione con MasterChef, di cui Cracco è stato giudice, a scatenare le critiche più appuntite. Un piatto bocciato finiva inevitabilmente nel cestino. Pratica abolita nelle ultime edizioni, ma la memoria sul web non sempre è corta.

Ed ecco allora il ricordo

“Però lanciate i piatti in diretta televisiva ! Patetico ! Vai a vendere patatine che forse quello è il tuo reale lavoro!

“Co***one….allora quando fate quelle ca**te di programmi tipo Masterchef dovreste non sputare su un piatto riuscito male o addirittura buttarlo dentro il secchio della spazzatura ………rifletti im******* prima di dire certe cose”

“Si dovrebbe cominciare con abolire i programmi di cucina dove tutto viene gettato via l’esempio che date voi chef televisivi non è dei migliori”.

Un campionario di critiche che non oscura la bontà dell’iniziativa. Anche perché, come si vede nel filmato, il terzo di pizza tagliato via viene consegnato ai legittimi proprietari.

2 Commenti

  1. Il prezzo però ho letto altrove che non è diminuito del 33%, ma che bravo…
    Come dice quel comico “son tutti fi*occhi col c*ulo degli altri”.

    • A me dispiace veramente leggere commenti ad ca*ium come i tuoi. In questo caso, se ti fossi peritato di guardare il filmato fino in fondo (deficit di attenzione?), avresti sentito il buon Cracco dire “naturalmente il terzo che manca non lo abbiamo buttato via”, e vedere che veniva portato al tavolo.
      Come diceva il saggio, anche per fare i gradassi ci vuole cu*o. E un minimo di attenzione.

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