Mozzarella di bufala congelata: la congiura e la Guerra dei Pizzaioli

La mozzarella congelata è una novità che non piace a molti pizzaioli. E lo scontro tra opposte fazioni prelude a una nuova guerra della pizza

“Non è possibile!”, gridò esasperato Papilionem.

“Cosa è accaduto mio caro amico?”, fece Magnataro intento a levare dalle tasche i pesci che copiosi si erano intrufolati nel mantello fradicio della grande ondata che si era abbattuta sul litorale. 

“La tempesta che ha scatenato Poseidone ha colpito anche te mentre eri impegnato nei tuoi riti di devozione con Pasteus?”

“Peggio, molto peggio. Anni di tavole rotonde con Bufalus distrutti in un battito di ciglia”, rispose adirato.

“Le mie sono volate via”. Ancora più disperata Iulia Pugna che cercava di acconciarsi il diadema sulla testa regalo del Cavalier Servente. Che guardava inorridito il buco nella sua tunica nuova ktm.

“Smettetela. Tutta la Terra di Mezzo è venuta qui nella nobile Poseidonia per officiare i riti di Bubalus e della sacra palla bianca. Tutti a pregare e poi questa mozzarella congelata”. Papilionem aveva abbandonato gli ziti a scuocere nell’orcio tanto era depresso.

Il papiro recitava: “Salis ha ucciso la sacra mozzarella nel freddo della neve”.

“Fammi leggere”, ordinò Magnataro che a vedere mozzarella e uccisa sulla stessa riga avrebbe tirato un fendente all’autore.

Gaio Magnifico Mercatus, messo della Città di Centro, aveva divulgato per caso la buona novella. Inutile conservare la freschezza della mozzarella da mangiare subito, quasi calda di latte. Meglio metterla sotto la neve, stordirla e poi grattugiarla come un pezzo di carne salata. O un provolone.

“Geniale così si conserva a lungo e si può portare da un capo all’altro della Terra di Mezzo senza nemmeno dover trasportare appresso l’inutile acqua di governo”, esclamò il Cavalier Servente.

A Iulia Pugna venne in mente Ifigenia attaccata al palo davanti al mare che sobbolliva infilzato dal tridente di Poseidone.

“Mi sa che non vedi oltre il tuo naso e il tuo cavallo”, rispose Magnataro. “Immagina cosa succederebbe come spiega questo scritto. Inutile usare il latte di questa terra, inutile parlare dei nostri avi, assurdo parlare di mangiare piano”.

“Salis va denunciato al collegio dei Probiviri. Preparo subito gli ostrakon per le votazioni. Che sia allontanato per sempre dalla Terra di Mezzo e dalla nobile tavola della pizza”, si incollerì Papilionem il cui volto tendeva al colore del vino.

“Ermete Trismegisto non avrebbe sprecato nerofumo sul papiro se non ci fosse altro”, ragionò Magnataro. “Non è l’azione di un solo pizzaiolo”.

“E chi altri?”, fecero all’unisono i tre con gli occhi sbarrati.

“Bufalus non può esserci d’aiuto ora che non è più sugli scanni dei Custodi”, pensò ad alta voce. 

“Ma che c’entrano i Custodi? Loro sono per la difesa strenua dello status quo. Denunciano a destra e a manca i tentativi di falso in tutta la Terra di Mezzo e anche oltre”, disse perplesso il Cavalier Servente che continuava a non capirci niente.

“Sì, certo. La mozzarella è sacra e loro sono quelli che conservano la sacra scrittura delle 60 ore dalla mungitura. Ma ricordati quello che ci ha detto Sigarus, il Primus inter Pares. Dobbiamo lasciare l’acqua di governo per far volare le nostre bighe più veloci. Gelata sotto la neve, la mozzarella non ha più bisogno di acqua. Semplice, no?”

“Ma scherzi?, gli fece Papilionem, “significherebbe stravolgere le sacre scritture”.

“Già è stato fatto per combattere l’influenza che ha preso tutta la Terra di Mezzo mettendo il latte sotto la neve. Ora vogliono passare alla mozzarella congelata”, rispose Magnataro mentre una goccia di sudore gli imperlava la fronte.

“Sacrilegio!”, esclamò Iulia Pugna. “Se è così bisogna stanare Sigarus ed evitare questo abominio”.

“È tutta colpa tua che hai detronizzato Salis con la benedetta lotteria degli scontrines. Che idea malsana quella di mettere bianco su nero”, saettò Papilionem alla volta di Magnataro.

“Non dire scemenze, ma toccherà cercare un Campione che voglia combattere Salis”, sibilò.

Ercole e Masuccio alla guerra della mozzarella congelata

Francesco Martucci e la mozzarella di bufala non congelata

“Non ce n’è bisogno”. Ercole, il pizzaiolo dei Due Golfi richiuse la porta mentre il vento sembrava volesse strappare gli alberi nemmeno fossero i capelli di Papilionem del tempo che fu.

“E tu che ci fai qui?, non è tempo di cene e di tavolate”.

“Io vado in viaggio da nord a sud con le mie pizze e mi aspettavo di trovarvi a consesso dopo le prediche su radici e territorio. Ma guardate il corriere blu”.

La mozzarella di bufala campana dop mi piace mangiarla ad una certa temperatura

L’ideale secondo me è tra i 18 e i 23 gradi

Anche sulla pizza da servire dopo cottura

Oppure cotta ma con temperatura di partenza sempre come sopra indicato

Sempre secondo me solo così rimane intatto il lavoro dell’artigiano, i tanti anni che hanno fatto si che questo straordinario prodotto sia invidiato da tutto il mondo

Ecco bisogna difendere lo straordinario lavoro di chi ci ha preceduto conservandone intatte le peculiarità di cui questo prodotto ne fa vanto

Questa è la vera eredità che dobbiamo lasciare ai nostri figli

“Ma chi lo ha scritto?”, chiese Magnataro.

“Masuccio Casertano. Ed ha già dispiegato le sue armate in campo con tante ogive pronte a volare. Non lascerà che nemmeno una goccia di latte venga sprecata. Lo ha giurato e molti di noi sono con lui”, fece raggiante Ercole.

“Ma devo avvertirvi. Questa nuova guerra della Pizza di Mezzo si combatterà senza risparmiare colpi a nessuno. Ne va della nostra identità. Anche se sulla pizza ci va solo il Fiordilatte”, esclamò il pizzaiolo da viaggio.

“Hai ragione. Solo Caseus II può darci una mano. Un latte che viene in aiuto di un altro latte. Le sacre scritture lo dicevano: verrà il giorno in cui il bianco dei grandi aiuterà il bianco dei pochi. Che la profezia della mozzarella congelata si avveri”.

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