riaperture di ristoranti

Coronavirus 2021. Riaperture di ristoranti e pizzerie non prima di maggio

Riaperture di ristoranti, bar e pizzerie diventano difficili da prevedere per il 3 maggio. La zona gialla e il pranzo si allontanano

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Dense nubi si addensano sulle riaperture di ristoranti, bar e pizzerie ad aprile dopo Pasqua. Con ogni probabilità se ne riparlerà a maggio.

Il quadro di previsione che si sta delineando in queste ore in vista del nuovo decreto che andrà a sostituire quello in vigore e che scadrà il 6 aprile non spinge all’ottimismo. Anzi.

Le anticipazioni riportate dai maggiori quotidiani italiani dipingono una situazione che, se non è peggiorato, non permette di guardare alle riaperture delle attività di ristorazione.

Dopo Pasqua, l’Italia sarà ancora in zona rossa e arancione. Di zone gialle, e quindi di aperture solo a pranzo, nemmeno l’ombra.

Le riaperture in zona rossa riguarderanno solo le scuole e in zona arancione al 50% in presenza con regole strettissime. A poter rientrare in classe saranno solo i piccoli delle materne e gli alunni delle elementari. Il resto della popolazione scolastica dovrà continuare con la didattica a distanza.

Il dietrofront della cancelliera Angela Merkel sulla stretta di Pasqua non sembra fondato sul merito quanto su questioni piuttosto formali. In pratica uno scarso tempo per avvisare la popolazione e l’incongruenza di chiusure dei negozi alimentari per tutti i giorni di Pasqua.

Sul piano del merito parlano i numeri dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. L’Italia, insomma, nel paragone con la Germania resta blindata perché il “decreto Pasqua” è uscito per tempo.

E sul piano formale, come stiamo ascoltando in questi giorni (una per tutta la dichiarazione del Presidente del Senato Elisabetta Casellati), la strada è quello del decreto piuttosto che del dpcm. Un provvedimento che coinvolge anche il Parlamento, dunque.

Le regioni rosse e arancioni

Ma senza perderci nelle formalità, i numeri dicono che la Val D’Aosta diventerà rossa da lunedì. E sarà in compagnia di Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte, Provincia di Trento, Marche, Lombardia, Puglia. In bilico il Veneto che spera di ritornare in arancione, ma si saprà a breve.

Il limite dei 250 casi per 100 mila abitanti è quello che fa scattare la zona rossa. E prima di poter passare in arancione, quindi di migliorare, la regione deve stare in rosso per 14 giorni. Se c’è miglioramento si va in arancione dopo aver passato l’esame di due monitoraggi consecutivi della Cabina di Regia.

La Toscana, per esempio, chiude la settimana con 247,8 casi su 100mila e quindi dovrebbe restare arancione.

Il Lazio non dovrebbe avere problemi con un Rt prossimo a 1 e dunque dovrebbe riaprire le scuole da lunedì.

In questo scenario, prova a difendersi la Sardegna che conferma l’obbligo del tampone e le regole restrittive per poter entrare nella regione. Un provvedimento analogo a quello della Gran Bretagna che non vuole far uscire dai propri confini i cittadini per evitare le varianti di ritorno.

La Puglia sembra intenzionata a chiudere tutte le attività commerciali alle 18.

Riaperture di ristoranti difficili per il 3 maggio

Ma, come sappiamo, zona rossa o zona arancione, per bar, ristoranti e pizzerie cambia poco. Restano chiusi. Anche a pranzo.

Le previsioni del Corriere portano una data: 3 maggio. Ma difficile che si possano prevedere riaperture di bar e ristoranti.

L’ipotesi più probabile è che si fissi un calendario condizionato all’andamento della curva epidemiologica fino al 3 maggio, consapevoli però che sarà molto difficile poter riaprire bar e ristoranti. E che si decida di prolungare lo stato di emergenza almeno fino a giugno, quando l’inoculazione dei vaccini dovrebbe essere a regime.

Diventa preoccupante l’ipotesi di dover attendere fino al 17 maggio per vedere riaperture di bar e ristoranti. Con la possibile previsione di una distanza di due metri tra tavoli e commensali non conviventi. Questo per il combinato tra minori restrizioni in zona gialla e meccanismo dell’osservazione e della permanenza in fascia per 14 giorni.

Della cena al ristorante, invece, si sono perse le tracce.