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Riaperture a maggio. Quasi fatta per i ristoranti aperti a cena a metà mese

Le riaperture a maggio dei ristoranti è più di una speranza. Il Governo pensa ad autorizzare anche la cena. Ma si mangerà solo all'aperto

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Crederci e non solo sperare per le riaperture a maggio dei ristoranti. Possibile data, lunedì 17 maggio.

Il Governo ha compreso che è necessario un calendario delle riaperture a maggio per non lasciare nello sconforto una categoria molto colpita dai lockdown delle zone. Le spinte per riaprire, in sicurezza è il necessario sottotitolo, sono fortissime nella maggioranza. Praticamente tutto l’arco costituzionale del Parlamento. Cui si aggiungono tutte le sigle rappresentative, storiche, istituzionali e nate come gruppi social.

Resta la postilla del “deve andare bene la campagna vaccinale”. E “i numeri dei contagi e della pressione sugli ospedali” devono permetterlo. Ma la strada delle riaperture è stata imboccata. A partire dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che ha spiegato come la medicina per l’economia siano le riaperture e non i (magri) ristori o sostegni che dir si voglia.

Il popolo dei ristoratori in piazza crede più alla possibilità di fatturare per bilanciare le perdite ingenti che agli aiuti. La richiesta è via le tasse di ogni ordine e genere, blocco degli affitti e delle utenze. Ma soprattutto riaprire per respirare un po’ di aria economica.

Per respirare aria ed evitare coronavirus e varianti, l’alleato è la bella stagione. Il sole e le temperature che si alzano sono diventati il mantra poco scientifico ma molto invocato. Se lo chiamano al tavolo nelle regioni più fredde del nord Europa, perché non dovrebbe sedersi nel Belpaese.

Riaperture a maggio, le regole

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E quindi si apre, con molta prudenza e con nuove regole da scrivere a cura del Comitato Tecnico Scientifico. Che sostanzialmente sono poche. Servizio ai tavoli ma all’aperto dove il rischio di contagio è mitigato.

La distanza di un metro da rispettare tra i tavoli all’aperto, mentre in uno step successivo ci si potrà accomodare all’interno. Ma a distanza di due metri tra tavoli. Quattro commensali non di più in ogni caso.

E non solo a pranzo ma anche a cena con uno spostamento del coprifuoco dalle 22 a mezzanotte. Saremo un po’ più cenerentole, ma la firma da mettere sotto l’atto è già pronta.

Più stringenti le regole per le sale interne dei ristoranti. Oltre ai due metri di distanza (trattasi di ipotesi), ci potrebbe essere l’aggravio del tesserino vaccinale. Le altre regole sarebbero quelle già conosciute a partire dalla rilevazione della temperatura. E dall’obbligo della prenotazione. Valido anche per pranzare e cenare all’aperto.

Sulla data di riapertura all’interno, l’orientamento è per giugno. Quando praticamente tutti cercheranno spazi esterni per mangiare.

Ovviamente il discrimine c’è. Non tutti i ristoranti hanno spazi all’aperto ed è necessario prevedere degli allargamenti o delle concessioni di aree che in regime di normalità non sarebbero stati concessi.

Ovviamente oltre a prevedere che sia cancellata la voce tassa per occupazione di suolo pubblico.

Ora per le riaperture a maggio, guardate al calendario e segnate venerdì 16 aprile per la sperabile cabina di regia e 26 aprile come data ultima per il nuovo decreto maggio. Potrebbe essere quella la data per vedere un po’ di giallo spuntare in Italia.