Viviana Varese premiata impegno LGBTQ+

Viviana Varese premiata per l’impegno LGBTQ+ da 50 Best Restaurants

La nuova iniziativa Champions of Change dei migliori 50 ristoranti del mondo premia Viviana Varese per il sostegno alla comunità LGBTQ+

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I 50 Best Restaurants, la lista dei migliori 50 ristoranti del mondo, con Champions of Change premia Viviana Varese per il sostegno alla comunità LGBTQ+.

Questa prima edizione di Champions of Change fa parte del programma 50 Best for Recovery, volto al rilancio del settore della ristorazione nel post-pandemia. In questi ultimi mesi, 50 Best ha messo in campo molte iniziative in questo senso, per sostenere, anche economicamente, i ristoratori.

I Champions sono gli “eroi non celebrati” del mondo dell’ospitalità, che con le loro azioni guidano un cambiamento positivo in favore dell’inclusione sociale. Oltre a Varese, sono stati premiati altri due chef, lo statunitense Kurt Evans e Deepanker Khosla.

Durante questi ultimi 18 mesi, nonostante le circostanze, Varese, Evans e Khosla sono riusciti a promuovere azioni significative all’interno della propria comunità. E 50 Best for Recovery, con i fondi raccolti, effettuerà una donazione sostanziale per ciascuna delle cause supportate dagli chef. In questo modo, i vari progetti potranno contare su una base economica più solida.

“Siamo entusiasti di riconoscere Viviana, Kurt e Deepanker come Champions of Change della prima edizione del nostro premio,” commenta William Drew, direttore dei contenuti di The World’s 50 Best Restaurants. “La loro passione e coraggio nel guidare un cambiamento positivo nel settore dell’ospitalità possono essere di ispirazione per tutti. Siamo impazienti di vedere come useranno le donazioni per supportare i loro eccezionali progetti. Siamo onorati di rendere omaggio al lavoro che stanno facendo e all’esempio che stanno dando al mondo della ristorazione e non solo.”

Viviana Varese e l’inclusione sociale

Country House Villadorata Noto Sicilia Viviana Varese

Viviana Varese ha 1 stella Michelin con il suo ristorante Viva, all’ultimo piano di Eataly Smeraldo a Milano, finalmente riaperto nei mesi scorsi. Attivista a favore della comunità LGBTQ+ e, più in generale, sostenitrice dell’inclusione sociale, ha sperimentato in prima persona episodi di discriminazione. Fa anche parte dell’associazione no-profit Parabere Forum, che vuole rafforzare il ruolo delle donne che lavorano nell’ospitalità.

Durante questa pandemia, Viviana non è stata comunque con le mani in mano. Ha creato un nuovo ristorante, il W Villadorata Country Restaurant, a Noto , in Sicilia. Un concept orientato all’inclusione sociale del personale, a prescindere da genere, razza, età e orientamento sessuale.

Oltre ad assumere e formare agricoltori over-60 che hanno perso il lavoro, Varese collabora con fornitori che impiegano persone con disabilità per realizzare i piatti e le ceramiche dei suoi ristoranti.

Gli atri due premiati: Kurt Evans e Deepanker Khosla

Oltre a Viviana Varese, premiata per l’inclusione di persone LGBTQ+, ci sono anche due altri premiati.

Lo chef statunitense Kurt Evans è co-fondatore del Down North Pizza a Philadelphia, un ristorante con finalità sociali.

Down North Pizza è una pizzeria Detroit style e impiega esclusivamente ex-detenuti, a cui offre opportunità di crescita professionale e una retribuzione equa. La pizza in stile Detroit è una pizza rettangolare con una crosta spessa, croccante e gommosa.

Lo chef Evans è impegnato anche in “End Mass Incarceration”. Sono cene a sostegno della riforma carceraria che mirano a ridurre il tasso di recidività e porre fine all’incarcerazione di massa. Si occupa anche di insicurezza alimentare tramite l’associazione “Everybody Eats Philly”, fondata con altri chef di colore. L’associazione provvede pasti gratuiti e beni di prima necessità a chi ne ha più bisogno.

La donazione di Champions of Change andrà a sostenere queste iniziative di Evans.

Durante la pandemia, lo chef indiano Deepanker Khosla ha trasformato il suo ristorante Haoma di Bangkok, Thailandia, in una mensa per persone in difficoltà. Grazie ai fondi raccolti tramite la campagna “No One Hungry”, è riuscito a distribuire pasti gratuiti ai senzatetto e al suo staff, formato da immigrati. Infatti, lo chef impiega nel suo ristorante persone provenienti dal Myanmar e dal Nepal, spesso prive di cittadinanza. Nonostante la pandemia, Khosla è riuscito a preservare il posto di lavoro di tutto il personale

La donazione di Champions of Change gli permetterà di creare e gestire una vera e propria cucina per il progetto No One Hungry, fornendo pasti a migliaia di persone in difficoltà.

Un premio al cambiamento e all’inclusione LGBTQ+ a Viviana Varese

Un premio al cambiamento e all'inclusione LGBTQ+ a Viviana Varese

L’inclusione sociale, la solidarietà, il senso di accudimento delle propria comunità, la lotta alle discriminazioni, dentro ma anche fuori dalle cucine. Ben venga quindi il premio a Viviana Varese, paladina dei diritti delle donne e delle istanze LGBTQ+. Così come gli altri due premi, è un modo per attirare l’attenzione, una volta di più, su queste tematiche.

Sono tutti temi cruciali nella nostra società, che possiamo vedere quasi ogni giorno sui giornali e sui social, con toni più o meno accesi o violenti. Un dibattito presente a livello internazionale. Proprio oggi Ursula von der Leyen, Presidentessa della Commisione europea, ha pronunciato parole di condanna verso Polonia e Ungheria, che hanno proclamato delle zone “LGBTQ+ free”. Mentre in Italia è tuttora infuocato il dibattito sul ddlZan, che da ultimo ha visto Chiara Ferragni battibeccare via social con Matteo Renzi.

Di Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da oltre 40 anni. Legge compulsivamente da oltre 50 anni. Mangia da oltre 60 anni. Racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non, da una decina d'anni. Verrà ricordato per aver fatto la foto della pizza di Cracco.