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Sono food influencer e ti svuoto la pizzeria ovunque sia

Andate in pizzeria ascoltando la storia di un influencer, vi affidate alle recensioni negative degli utenti, a un sito o fate di testa vostra?

Pizzerie

Non chiedete all’influencer quale sia la pizzeria affondata dalle sue storie su Instagram. Perché “con alcune mie parole e alcune esternazioni posso affollare locali, così con alcune mie osservazioni posso fare in modo che le persone disertino determinate attività”.

Sono le parole che riaprono il caso recensioni negative: giusto farle oppure no, pioggia o non pioggia e relativo green pass?

Un ritardo per mangiare la pizza che delude e l’influencer pubblica le storie su Instagram per raccontare cosa è successo. Il video arriva ai titolari del locale che, probabilmente, riconoscono la pizza e rispondono via social con un video su Facebook. 

Niente nomi. Non li fa nessuna delle due parti.

L’influencer non farà nomi per “non creare dei disagi, soprattutto in un periodo del genere”.

La critica, più che alla pizza è a “quei tanti food influencer che girano, fanno, che pubblicizzano, dicono”. 

Prima di far innamorare ignari seguaci che poi vanno a spendere soldi inutilmente in alcuni locali bisogna pensarci due volte.

La pizzeria che si riconosce nel video di un influencer

Loro sono Daniele Ferrara e Valerio Iessi di I Borboni Pizzeria di Pontecagnano Faiano. Diversi premi e riconoscimenti come la menzione pizzeria più social d’Italia. Tanto per rimanere in tema. 

E sarà per questo che Daniele spende 7 minuti e più per parlare al “suo pubblico” e all’influencer in questione. Che però, ricordiamolo, non ha mai fatto il nome della pizzeria. E che nemmeno lui cita.

“Sì, ma a me è arrivato il video da amici, clienti e competitor dicendomi: <<guarda questo parla di te>>. E io non potevo non rispondere, visto che a tanti è arrivato il messaggio che quelle brutte parole fossero per noi”, spiega Daniele Ferrara raggiunto telefonicamente. 

“La serata storta può capitare, può capitare che si perda la comanda, che i clienti facciano tardi alla prenotazione e facciano slittare gli altri tavoli. In agosto (quando è successo il caso), in settimana facevamo due rotazioni di tavolo a serata su un numero di 200 posti a sedere all’aperto. E il sabato addirittura tre rotazioni. Arriviamo a servire 500 persone”. Daniele ribadisce ciò cha detto anche nel video. “Se abbiamo sbagliato ci scusiamo, e quando succede siamo pronti anche a offrire la cena, o a reinvitare il cliente: perché noi lavoriamo così. Ma quella sera non ci è giunta nessuna lamentela, saremmo andati a scusarci. Qualsiasi fosse il cliente” dice e conclude “avrei preferito che me lo dicesse di persona. E anche nel video che facesse nomi e cognomi così da legittimarci a rispondere”. 

Affidarsi al consenso o all’informazione

Spostare clienti da un locale ad un altro è la forza di un influencer che sono un po’ i PR delle discoteche degli anni ’80 e ’90. Creare consenso e non fare informazione sembrerebbe lo scopo. E invece l’influencer vuole il criterio “obiettivo”.

Peccato che non lo faccia nel momento in cui generalizza senza dare nome e cognome della pizzeria e dei food blogger che pubblicizzano chiedendo consenso.

E non fa informazione la pizzeria che è attività commerciale e difende operato e prodotto. Chiede consenso per il suo comportamento.

In una parola, manca l’informazione. E voi lettori direte che pecchiamo anche noi in questa ricostruzione.

Ma a noi interessa sapere come vi regolate. Vi fate influenzare o vi informate prima di scegliere una tavola?