Ghedam e il ristorante Eritrea a Roma: è un miracolo e non solo di cucina

A Roma, al Gazometro, c'è il ristorante Eritrea dello chef Ghedam che ha messo alla stessa tavola Eritrei ed Etiopi. Ecco come si mangia

Ristoranti

Maria De Filippi inizierebbe con “Questa è la storia di…”, noi questa volta vogliamo prendere spunto proprio da lei, sì, perché questa più che una recensione è la storia di Ghedam, che con un ristorante ha unito di nuovo, in maniera simbolica, Eritrea ed Etiopia, realizzando non solo un sogno gastronomico ma forse anche sociale.

La storia di Ghedam

Quando Ghedam arriva in Italia dell’Eritrea è giovanissimo. Sull’onda delle grandi emigrazioni politiche di quegli anni raggiunge la meta ambita da molti dei suoi compatrioti, l’Italia. In tasca poco e niente se non l’entusiasmo di realizzare proprio qui un sogno.

Come in tutte le belle storie Ghedam in Italia trova l’amore e un motivo in più per rimanere, un lavoro. Dopo un po’ di adattamento arrivano anche la forza e il coraggio di aprire proprio insieme alla moglie Simona il ristorante Eritrea. Dove? Nel quartiere romano di Ostiense sotto l’ormai famoso Gazometro.

Ma si mangia Eritreo o Etiope?

Ma c’è una cucina Eritrea o Etiope in questo ristorante? È nota e dolorosa la situazione di continua guerriglia tra queste due nazioni confinanti. Ma i due Stati hanno avuto una storia comune e sono state in passato un unico territorio, mescolando usi, costumi e cibo.

Da questo periodo storico è uscito fuori qualcosa di probabilmente unico, che Ghedam ha voluto portare nel suo ristorante, sulla sua tavola, e sicuramente nel suo cuore.

Questa storia però ha portato un curioso fenomeno di targhettizzazione del locale. Pare infatti che un eritreo mai si sognerebbe di andare a mangiare in un posto che nel menù riporta, grande come una casa, la scritta “cucina tipica eritrea ed etiope”.

La clientela di Ghedam quindi è per la maggior parte italiana. Ama il cibo etnico e non ha nulla a che fare con le guerriglie interne di due Paesi che hanno una storia ben più interessante da raccontare, così come Ghedam.

Il menu e i prezzi del Ristorante Eritrea

ristorante eritrea pane

Qui troviamo piatti che ci portano in un bellissimo viaggio, da Asmara ad Addis Abeba, passando per la Somalia. Troviamo quindi lo Zighinì che è il piatto principe delle due culture eritrea ed etiope, ma che si differenzia per preparazione, spezie, ingredienti e cottura. In menu lo troviamo di pollo, manzo, agnello e pesce e il costo va dai 13 ai 15 €. Ho assaggiato quello più classico, di manzo in salsa piccante, rispettando la sacrosanta tradizione di non usare le posate. Il mio unico aiuto per tirare su lo zighinì è stato l’ingera, il tipico pane del posto. Il mix di verdure e salse ad accompagnare il piatto era di per sé un altro godurioso piatto.

La cucina etiope di Ristorante Eritrea

ristorante eritrea piatto unico

Più vicini alla cultura etiope troviamo i Gored Gored (bocconcini di carne di manzo appena saltata insaporita con spezie e berberè) e il Kitfo, in menu entrambi a 14 €.

Non potendo ingurgitare in una sera la quantità di cibo di una settimana, tra i due ho scelto il Kitfo. Un piattino di carne di manzo cruda macinata, lavorata con Burro aromatico e spezie piccanti. La presentazione è sorprendente, sembrano perline di carne luccicanti. La ciotola bollente, insieme alla lavorazione col burro e le spezie, trasmette un calore tecnico alla carne che risulta leggermente cotta in alcune parti, mantenendo comunque la peculiarità importante della crudità.

La cucina eritrea

ristorante eritrea spriss

Avvicinandoci alla cultura eritrea ho trovato molto interessanti il Tibsi e lo Spriss. Il Tibsi è la carne di manzo saltata con la cipolla, peperoncino verde e/o berberè, a seconda della versione, bianca o rossa. Lo Spriss potrebbe sembrare simile al Tibsi, ma è incredibile come qualche ingrediente e un taglio diverso della carne possano cambiare un piatto. Parliamo di dadini di carne di manzo saltati con cipolla, burro speziato e peperoncino verde o berberè, anche qui a seconda della versione, bianca o rossa. Entrambi i piatti nel menu a 14 €. Mi ha sorpreso molto l’utilizzo che si fa del burro speziato o aromatico e che dà a questi piatti un nota piacevolmente invadente.

Come non parlare degli antipasti del ristorante Eritrea?

antipasto

Tornando indietro nel menu, e anche nella mia serata un po’ eritrea e un po’ etiope, un applauso va anche agli antipasti. Mi son affidata a Ghedam che mi ha fatto assaggiare un antipasto misto di Sambusa (triangolini di pasta fillo fritti ripieni di manzo macinata o verdure speziate), Kategna (rotolini di ingera con burro speziato e Berberè) e le Falafel (polpette di ceci con erbe aromatiche). Un inizio bellissimo, non tanto per i sambusa che siamo abituati a mangiare (seppure con nomi diversi), ma per i kategna, niente di più semplice a prima vista, ma dentro c’è della difficoltà, la mia soprattutto quando mi sono messa in testa di rifarli.

Ma le cose di un luogo vanno fatte non solo con gli ingredienti di quel luogo, ma anche con lo stesso cuore, e il mio, per quanto possa essere grande e accogliente, non è così internazionale. Ci riproverò. Questo piatto lo trovate in menu a 10 €.

Ghedam

ristorante eritrea location

Questo paragrafetto si chiama solo Ghedam. Nessun appellativo, nessuna frase a proseguire, nessun accompagnamento di salsa o spezie. Ghedam ha aperto questo piccolo e accogliente posticino all’ombra del Gazometro, come lui stesso ama definirla. Parliamo di un quartiere romano che sta diventando sempre più frenetico, tanto da essere stata annoverato dal The Guardian, nella classifica con i 10 quartieri più cool d’Europa, come il quartiere più cool d’Italia, occupando un prestigiosissimo ottavo posto. Per dirne una Ozpetek, che ci ha visto lungo, ci ha costruito praticamente tutti i suoi film lì intorno, e anche la sua casa.

Insomma Ghedam l’ha scelta anche per viverci questa zona, fregandosene del quartiere eritreo per eccellenza che si sviluppa da tutt’altra parte, nei pressi della stazione. Non lo ha fatto di certo per essere distante dalla concorrenza, ma perchè anche se esistono posti giusti e posti sbagliati, ci sono luoghi a cui dobbiamo dare qualcosa e non solo ricevere. Se il quartiere Ostiense quindi ha dato a Ghedam una casa, Ghedam ha dato a quello che ormai è diventato il suo posto un piccolo scorcio d’Africa, delle sue tradizioni, sapori e colori.

E poi Ghedam basta guardarlo in faccia per capire che vi farà mai uscire scontenti dalla sua piccola fortezza. E a dirla tutta nemmeno troppo poveri. 

Ristorante Eritrea. Piazza del Gazometro, 1. Roma. Tel. +393515304043