Ai Tre Monelli, pizzeria che va forte con una donna al comando

Ai Tre Monelli è una pizzeria consigliata e non solo perché è a un tiro di schioppo dal casello di Angri dell’autostrada Napoli – Salerno. Dunque, ottima posizione che la rende stazione di rifornimento del palato. C’è dell’altro. A partire dalla doppia vocazione sala e asporto. Ma con l’asporto – a piano terra – che dispone comunque di tavoli cui poter consumare la pizza. Una soluzione fast più veloce che fermarsi a una pompa di benzina.
Qui trovate Jessica Sorrentino che è pizzaiola acquisita. Il suo curriculum dice che è biologa, ma per amore del marito ha trasferito in pizzeria le sue conoscenze e ha anche sviluppato senso di comunicazione. Prestando il suo volto alla trasmissione Pizza Girls.
È lei la promotrice della pizza proteica che ora alberga stabilmente il mercoledì e il venerdì nel menu della pizzeria Ai Tre Monelli. L’ha inserita senza abbandonare la tradizione della famiglia che di cognome fa per parte materna Malafronte. E quindi voi avveduti lettori di Scatti di Gusto che conoscete l’area avrete capito che parliamo di Gragnano. E del famoso panuozzo. Tocca quindi riavvolgere il nastro e dare un’occhiata alla storia della pizzeria di Angri.
Come nasce la pizzeria Ai Tre Monelli ad Angri

Facciamo un passo indietro nei favolosi anni ’80 e ritorniamo per un momento a Gragnano dove nonno Luigi Malafronte aveva aperto nel 1936 la sua prima pizzeria: “Luigi O’ Furnar”. Specialità, pizza a chilo e panuozzo. Regina Malafronte, la figlia, e il marito Giovanni Sorrentino si trasferiscono ad Angri e qui aprono la pizzeria Tre Monelli. Un nome riferito ai tre figli Giuseppe, Arianna e Gianluigi.
Alla famiglia si uniscono i tre partner che decidono di condividere l’attività in pizzeria. Appunto Jessica e con lei Alessio e Anna. Tre famiglie e il capostipite sono il motore di questa pizzeria. Anche se sarebbe più corretto parlare di pizzerie. Considerato che piano superiore con la sala e piano terra con l’asporto vivono momenti distinti.
La pizza proteica Low Carb
E qui entra in gioco Jessica Sorrentino che introduce la pizza a basso tenore di carboidrati. Un pool di donne nutrizioniste la affianca nella realizzazione della pizza che promette di essere, più che digeribile, poco calorica. Le nutrizioniste sono Sofia Alesio, Clea Allocca, Virginia Covelli, Emanuela Croce, Monica Ruotolo, Katia Stoia. C’è molto rosa in questo progetto che punta su 5 obiettivi.
- ridurre carboidrati mantenendo basso l’indice glicemico ed evitando picchi di zucchero nel sangue
- Fornire più proteine per favorire sazietà, supportare la massa muscolare, aiutare chi segue diete chetogeniche o comunque fitness
- Spingere sui grassi vegetali
- utilizzare farine meno abburattate
- mantenere livelli di energia costanti
Con la promessa che il gusto e il piacere della pizza non ci perda.
Come si mangia alla pizzeria Ai Tre Monelli

Fatte le debite premesse attacchiamo con il classico di casa Sorrentino, il panuozzo. Nel suo formato extra lungo fa subito venire voglia di addentarlo. Nessuna concessione all’innovazione.

La farcitura è con mozzarella di bufala e pancetta. Un classico insuperabile e qui il panuozzo ha la sua crosta croccante e il cuore morbido (16 euro e si può anche richiedere il mezzo panuozzo).

Plus: portato a casa (impossibile mangiarlo tutto in 2 persone e assaggiare altro), la mattina ha fatto da ottimo intermezzo con il caffè semplicemente riscaldandolo in padella.
La Low Carb

E siamo alla pizza con impasto Low Carb. Farcitura con scarola fresca, pomodorini rossi e gialli confit, stracciatella, semi di zucca e gocce di pesto di basilico (13 euro). È una variazione senza alici della “Rinascita Metabolica“, studiata con Emanuela Croce. La formula originale alla bilancia dichiara 490 kcal, 7,6 g di proteine e 18 g di grassi.


In questa versione ancora più monastica la limatura è verso il basso. Ma il giudice supremo è il palato. Che avverte in lontananza un gusto di popcorn dell’impasto. Mentre il topping è gradevole, fresco e non ha alcun effetto da castigo, anzi. Buona la cottura mentre lo sviluppo non può dire molto, ma non si può volere tutto.
La pizza chilo

Ritorniamo sulla strada della “perdizione” con l’altra specialità di casa Tre Monelli, la pizza chilo. Formato lenzuolo da 750 grammi, diviso in 2 gusti.
La margherita con mozzarella di bufala e la Monaco. Cioè fiordilatte, provolone del monaco, pomodorini gialli, pancetta e a rifinire rucola confit. Siamo quasi alla pizza da forno del pane con la base di un impasto che può reggere l’impossibile.
Buona la classica margherita ma la preferenza è da accordare alla più tosta Monaco (22 euro) che – oserei dire nonostante la rucola – si fa apprezzare per la rustica combinazione degli ingredienti. Lasciate da parte il termine esperienza. Ai Tre Monelli vi vogliono vedere uscire soddisfatti e desiderosi di ritornare.

Avrete l’imbarazzo della scelta con una corposa lista di pizze che mescolano il sacro e il profano (si fa per dire, ma qui c’è l’Arianna con panna, mais e prosciutto cotto). E variazioni come per la Dei Principi e Dei Principi 2. O variazioni delle variazioni (la Nonno Josef ne conta 5, la Porcini 4).
Un mondo che non nega il passato e lo fa convivere in allegria con un presente disciplinato. La forza di una pizzeria difficile da classificare in questo o quel campo. L’importante è che la pizza è buona.
Anche riscaldata in padella il giorno dopo.

Voto: 7,5/10
Ai Tre Monelli. Via dei Goti, 160, 84012 Angri SA. Telefono: 081 513 1344. Instagram




