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Pizzerie
2 Aprile 2026

Campionato della Pizza 2026: pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno

La pizzeria Don Antonio 1970 è tra le 8 ripescate della classifica che partecipano al Campionato della Pizza 2026. Ecco come è andata
Campionato della Pizza 2026: pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno

Siamo a Salerno con il Campionato della Pizza 2026 fa tappa alla pizzeria Don Antonio 1970. Ci troviamo vicinissimi al Teatro Verdi, a pochi passi dal lungomare e dalla Villa Comunale. Il locale si distingue per un’impostazione che va oltre il modello della pizzeria tradizionale. Gli ambienti sono eleganti e ordinati, con un’attenzione evidente ai dettagli dell’arredo e alla disposizione degli spazi, elementi che contribuiscono a creare un’atmosfera raffinata ma allo stesso tempo accogliente.

Il payoff spiega subito il tipo di locale: “Pizzaria Contemporanea” . Ed infatti leggendo il menù si capisce che siamo in un posto in cui convivono le origini familiari dei Di Giovanni e la visione “contemporanea” di Fabio DI Giovanni che ha raccolto l’eredità di nonno Don Antonio portandola verso una interpretazione più moderna della pizza.

Quali pizze trovate alla pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno

La proposta si apre con le creazioni di Fabio: pizze contemporanee (12 – 16 € ) e padellini (12 – 14 € ). Dopodichè, si (ri)parte con fritti che vanno dal crocchè (4 € ) alle varie frittatine (5 € ).

A seguire di nuovo pizze, ma stavolta le tipologie sono a rot’ e carrett’ – che da Don Antonio 1970 prevedono solo margherita (10 € ), marinara (10 € ) e provola e pepe (12 € ) e una sarà provata per il Campionato 2026. Ci sono poi i ripieni (10 € ) e le pizze baby (per i più piccoli) a 6 €.

La Capricciosa. Foto da Facebook.

Ancora, troviamo le pizze della tradizione come Margherita Scarola (10 € ), Carminuccio (12 € ) e Capricciosa secondo Fabio (15 €). Interessante su quest’ultima notare il cambio di marcia rispetto alla versione provata nella scorsa edizione del Campionato della Pizza. Nel 2025 infatti il menù prevedeva una diversa Capricciosa (12 €). Oggi troviamo una versione “secondo Fabio” che prima di tutto è bianca e non più rossa, quindi con base fiordilatte; che poi sostituisce il prosciutto cotto con uno affumicato, utilizza dei funghi cardoncelli saltati in padella – invece degli champignon, ed infine usa la polvere di olive nere al posto delle olive denocciolate. Infine, aggiunge due grandi assenti: il salame ed i carciofini e lo fa in uscita con una salsiccia secca rossa cilentana ed il carciofino bianco.

I nuovi classici e le variazioni della Margherita

Il menù continua con i nuovi classici: Anormale, L’impiccata, Zia Viola (tutte a 12 euro). Ci sono poi le pizze che prevedono frittura che si dividono in fritte e ripassate in forno (12 – 15 €) e ripieni fritti (10 – 12 €). A menù è presente una carta di margherite, 5 variazioni sul tema incentrate soprattutto sul pomodoro (12 euro). Per chiudere: i dolci (6 euro).

I prezzi non sono affatto bassi. Cattura la nostra attenzione che la marinara, quella classica, sia presente solo nella versione a ruota di carro con il prezzo di 10 euro. Ma anche la fritta con cicoli, ricotta, Grana, pepe e provola segna 12 euro.

Con queste scelte forse sarebbe stato più saggio evitare il richiamo a “pizzaria” che individua una tipologia di offerta che mira al popolare. Ma Don Antonio 1970 ha una solida clientela che guarda di più al piatto.

Le pizze della pizzeria Don Antonio 1970 al Campionato 2026

Passiamo all’ordine e chiediamo spediti e diretti una Margherita ed una Marinara classiche e poi una Fritta. A guidarci è il cameriere che si occupa del nostro tavolo che ci suggerisce di scegliere una delle due classiche nella versione A rot’ e carrett’. Gli diamo carta bianca e lui opta per la marinara in tale versione (anche perché, come precisato, questa tipologia di pizza non è presente se non in quella sezione). La domanda: “la faccio fare con la bufala?”, quando si ordina una Margherita è proibita! La risposta sarà sempre no, perché la Margherita esige il fiordilatte. Sulla fritta, ci elencano le opzioni: ripieno fritto o doppia cottura. Ancora una volta ci affidiamo al consiglio e accettiamo un classico ripieno fritto con cicoli.

Ecco come è andata questa prova delle Qualifiche che porterà 16 pizzerie alle sfide dirette con il Tabellone.

1. Marinara A rot’ e carrett’

la marinara a ruota di carro della pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno al Campionato della Pizza 2026

Pomodoro San Marzano, aglio, origano di montagna, olio evo (10 euro).

La prima pizza di Don Antonio 1970 assaggiata per il Campionato 2026 è una Marinara in stesura a rot’ e carrett’, quindi con il tipico diametro molto ampio. Il topping è quello classico.

la marinara a ruota di carro della pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno al Campionato della Pizza 2026

Alla vista la pizza appare scenografica. Il grande diametro della Marinara di Don Antonio 1970 supera i bordi del piatto e crea un impatto visivo importante anche per i giudici del Campionato 2026. Tuttavia, proprio questa caratteristica si rivela poco pratica durante il servizio. La pizza viene infatti appoggiata su un’alzatina per tenerla centrata sul tavolo, ma il suo strabordare rende instabile la gestione degli spicchi che più volte rischiano di scivolare dal piatto.

pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno pizza marinara cottura

Dal punto di vista aromatico il primo impatto è assai promettente. Il profumo del pomodoro insieme all’origano e all’aglio è intenso e invita all’assaggio, richiamando immediatamente la tradizione della marinara napoletana. Il risultato al morso, però, non mantiene le aspettative. Lo spolvero di farina di riporto utilizzato durante la stesura risulta evidente sia nella consistenza sia nel gusto, lasciando una sensazione polverosa e una nota amarognola che interferisce con il profilo aromatico della pizza. A compromettere ulteriormente l’equilibrio interviene anche l’olio extravergine, che invece di valorizzare il topping risulta poco funzionale e tende a disturbare il sapore complessivo.

2. La pizza Margherita di Don Antonio 1970 al Campionato 2026

La margherita della pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno al Campionato della Pizza 2026

Pomodoro San Marzano, fiordilatte, olio evo e basilico (8 euro).

Per la pizza Margherita da presentare al Campionato 2026, la sala di Don Antonio 1970 sceglie la stesura contemporanea (quella a ruota di carro porta il prezzo a 10 euro). L’aspetto della pizza presenta alcune imperfezioni: il disco non mantiene una forma regolare e mostra un’evidente ammaccatura laterale che rompe il cerchio. Anche il topping non appare particolarmente invitante. Il latticino ha un aspetto spento e poco filante, mentre il pomodoro sembra appena steso sulla base, dando quasi l’impressione di essere crudo.

la margherita della pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno al Campionato della Pizza 2026

Al naso la pizza non esprime particolari profumi: né l’impasto né gli ingredienti riescono a emergere in modo definito. Manca quell’aroma caldo e fragrante che normalmente anticipa il gusto di una buona margherita. L’assaggio conferma questa sensazione di anonimato.

Il boccone risulta privo di carattere, sciapo, senza che pomodoro, latticino o basilico riescano a costruire un equilibrio gustativo riconoscibile. A menù, le specifiche sul pomodoro non cambiano tra marinara e margherita, ma alla prova dell’assaggio ci appaiono ben diverse. Ancora una volta emergono i due elementi negativi già percepiti nella marinara: l’olio extravergine poco gradevole e lo spolvero di farina sulla base che introduce una sensazione amarognola persistente. La cottura pecca soprattutto all’interno del cornicione che presenta una eccessiva umidità.

3. La pizza Fritta di Don Antonio 1970 al Campionato 2026

la fritta della pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno al Campionato della Pizza 2026

Pizza fritta ripiena, cigoli, ricotta, Grana Padano DOP, pepe e provola (12 euro).

La terza preparazione è una pizza fritta farcita, una delle ricette più iconiche della tradizione napoletana.

la fritta della pizzeria Don Antonio 1970 a Salerno al Campionato della Pizza 2026

Alla vista la pizza appare piuttosto piccola e soprattutto intrisa d’olio. La superficie, lucida e pesante, già visivamente trasmette la sensazione di una frittura non gestita al meglio. L’odore conferma subito il problema: il profumo dominante è quello dell’olio che risulta marcato e poco gradevole. Al tatto la pizza rivela la quantità di grasso presente: l’impasto unto rende impossibile mangiarla con le mani e costringe ad utilizzare le posate. Guardando l’interno si nota l’impasto crudo per tutto lo spessore a conferma di una frittura poco accorta. Inevitabile che il gusto di questa pizza non riesca a trovare un equilibrio.

Ricotta e provola non riescono a esprimere una reale profondità né la tipica avvolgenza, mentre il basilico, seppur abbondante, non lascia tracce significative al naso o al palato. I cicoli, invece, sono salati e finiscono per dominare il boccone in modo eccessivo.

Il risultato complessivo è una pizza fritta pesante e sbilanciata, lontana dall’idea di fragranza e golosità che caratterizza le migliori interpretazioni di questa specialità napoletana.

INFO

Don Antonio 1970 Pizzeria. Via Molo Manfredi, 6, 84121 Salerno SA. Telefono: 089 288 2727. Instagram

La pizzeria Don Antonio 1970 si è classificata al 21° posto nella classifica 2025 ed è una delle 8 pizzerie ripescate per le Qualifiche del Campionato della Pizza 2026 che mette in classifica le migliori pizzerie in Campania.

La posizione della pizzeria nella Classifica del Campionato 2026 si conoscerà al termine delle gare e dell’accesso alla Finalissima.

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