Campionato della Pizza 2026: pizzeria Di Stora ad Arpaia

La Valle Caudina, negli ultimi anni ha visto crescere una nuova consapevolezza gastronomica, diventando terreno fertile per progetti solidi e identitari. Arpaia è un borgo sanniti che vive tra storia, ruralità e quotidianità autentica. Un paese dove si inserisce la Pizzeria Di Stora che rappresenta un riferimento interessante della zona quando si parla di pizza contemporanea legata al territorio. Ed è proprio Di Stora che vi presentiamo come prima delle 8 Wild Card del Campionato della Pizza 2026.
Il contesto di Arpaia rende il lavoro del pizzaiolo Michele Fuccio ancora più significativo. Arpaia, infatti, non è un luogo in cui si capita per caso spinti da una concentrazione di insegne o da un flusso turistico strutturato. Il cliente deve scegliere deliberatamente di raggiungere la pizzeria, mettendo in conto uno spostamento consapevole. Un dettaglio che cambia radicalmente le regole del gioco.

La pizzeria Di Stora è a gestione familiare, uno dei veri punti di forza del locale. Michele Fuccio è al banco, mentre la sala è diretta con grande attenzione dalla madre, Filomena Di Stora. Cui evidentemente si deve il nome del locale. Il padre presidia la cassa, garantendo l’equilibrio gestionale. In cucina, alla postazione dei fritti, c’è il fratello Paolo. Ci sono poi altri collaboratori sia in sala che al banco con Michele.
Nata nel 2006 come ristorante e con il tempo trasformata in pizzeria, Di Stora offre un menù ricco e articolato. Che va dalle rosse classiche alle bianche più originali, fino alle creazioni firmate “Le pizze di Michele”. Ancora, ci sono le proposte a ruota di carro e di pizza a ruoto, accanto a un’ampia selezione di antipasti, fritti, birre artigianali e vini del territorio.
La location

La pizzeria è stata rinnovata nel periodo post-Covid. Gli spazi sono ampi e studiati. Comodo il parcheggio riservato ai clienti, ingresso super accessibile a tutti, sala grande con tavoli ben distanziati e sedute confortevoli. Il banco a vista – quasi a centro sala – invoglia a curiosare il lavoro di Michele con un forno Visciano a piano rotante. Belli l’ambiente e l’atmosfera: colori vivaci e accoglienti, dettagli curati (pareti green, lampadari) e ben contestualizzati. Ottima anche la gestione dell’illuminazione, precisa e funzionale che sembra dare ancor più spazio al locale. Così come quella del suono: la presenza di pannelli fonoassorbenti consente di mantenere un livello acustico piacevole anche nelle serate più affollate. Ma non è la sola cosa che invoglia a tornarci. Particolari come la cortesia e la pazienza (evidente per l’intera serata) della mamma di Michele in primis ma anche dell’intero staff non passano inosservate.
Cosa si mangia: antipasti

Il menu annuncia subito la scelta di Michele di valorizzare la propria terra. Il menu Di Stora 2026 racconta un lavoro coerente di selezione di ingredienti autoctoni, prodotti a chilometro zero e fornitori locali. Le preparazioni mettono l’accento su eccellenze del Sannio e della Campania interna. Ma rilette con un linguaggio moderno, giovane e fresco, capace di parlare sia al pubblico locale sia a chi arriva da fuori. Tradizione e contemporaneità convivono senza forzature, in un racconto che passa dall’impasto al topping, dal fritto alla pizza nel ruoto.
Gli antipasti sono un capitolo davvero ricco da Di Stora. Non fermatevi all’apparenza, al naming e provate ad andare. La scelta degli ingredienti dimostra che non c’è bisogno di uscire dal Sannio per fare ricette che raccontano un foodporn autentico, di quelli saporiti.
Si parte dal Tagliere Caudino (22 euro, per due persone), con salumi del Sannio e formaggi serviti con confettura di fichi, per passare al tradizionale crocchè (2,50 euro. O alla montanarina classica (2,50 euro) oppure cacio, pepe e tartufo (3 euro).
Ci salta all’occhio la parmigiana crunch (4 euro), una novità in menu ma già certezza nella storia ristorativa dei Di Stora. E già vi diciamo che non abbiamo resistito pur non essendo stagione.
I fritti


Ci spiazza e la selezione di 6 frittatine differenti. Il prezzo varia tra i 4 euro ed i 4,50 euro ma queste frittatine sono goduriose, ricche e almeno di una taglia extra rispetto alle solite frittatine. Quindi, carbonara sannita, classica a modo mio, cacio e pepe, salsiccia e friarielli, aglio-olio-peperoncino, porchetta e pistacchio. Per chi volesse assaggiare più gusti ecco le Frittatine allo spiedo (7 euro). Ovvero un tris di mini-frittatine a fantasia dello chef, servite su fonduta di parmigiano reggiano.
Continua la friggitoria con una selezione di patate stick, dalle classiche ai più svariati gusti (4 – 6 euro), e dei crocchettoni (3,50 – 4,50 euro).
Menu e prezzi delle pizze di Di Stora nel 2026

Tutte le pizze prevedono lo stesso impasto, un mix di tre farine, tra cui una con germe di grano che permette di esprimere personalità al panetto. Si tratta di farine con forza medio-debole, quindi non necessitano di lunghe lievitazioni. Michele Fuccio ci parla di un impasto diretto (10-12 ore di lievitazione) idratazione prossima all’80%, 2,3% di sale per kg di farina. Insomma una pizza schietta, senza storytelling incredibili. “A determinare la leggerezza di una pizza non sono le ore di maturazione o l’idratazione ma la gestione e la conoscenza delle materie usate”. Il pizzaiolo ha impiegato 10 anni per mettere a punto l’impasto. Ha cambiato farine e metodologie ma è giunto ad un prodotto che soddisfa lui e soprattutto il cliente. E noi siamo tra quelli!
Le pizze classiche restano accessibili. Marinara 5 euro, Margherita e Cosacca 6 euro, Diavola 8 euro e Capricciosa a 9 euro. Tra le bianche innovative altri grandi classici. Come la 4 formaggi a modo mio (11 euro) con fiordilatte, gorgonzola DOP, caciotta del Taburno, cialde di grana padano dop, ricotta di bufala, miele, olio evo Antiche Macine. O la Ricordo di infanzia cioè una würstel e patatine spogliata della banalità con fonduta di grana padano Dop, würstel artigianale del Sannio, patate rustiche, salsa Carolina style, olio evo Antiche Macine. Questo olio evo è anch’esso una scelta mirata al territorio. Si tratta di un olio prodotto da un piccolo frantoio di zona e brandizzato con il loro logo. Scelta ancora una volta vincente per profumo, colore e gusto.
Le pizze identitarie del menu Di Stora 2026
Ci sono poi le proposte più strutturate e identitarie che mantengono un rapporto qualità-prezzo corretto. Una scelta coerente con l’idea di una pizzeria che vuole essere contemporanea ma popolare nel senso più nobile del termine. Ecco che ci colpisce la Terra d’Inverno (12 euro) con crema di fagioli cannellini, provola affumicata, friarielli saltati in padella, salsiccia stagionata del Matese, basilico, olio evo. Oppure la Capriccio di Michele (13 euro) con fiordilatte, prosciutto cotto arrosto, salame piccante di Castelpoto, carciofi rustici, pomodoro disidratato, funghi porcini, polvere di olive nere, basilico, olio evo. Ma anche la Profumo di bosco (12 euro) con fiordilatte, fonduta di grana padano Dop, funghi porcini, salsiccia di maialino rosa del Sannio, tartufo fresco Irpino, olio evo Artus. E ancora la Carbonara e tartufo (13 euro).
Alcuni gusti di pizza sono disponibili in versione ruota di carro. Si possono ordinare tutti i giorni, tranne il sabato, al tavolo ma mai da asporto. In questa versione il prezzo aumenta, a seconda del gusto, di 2 o 3 euro.
Altro fiore all’occhiello di Michele sono le pizze nel ruoto. La Ritorno al passato (8 euro) e la Friariè 2.0 (11 euro) ad esempio.
Di Stora abbraccia anche il gluten free conuna selezione di pizze senza glutine che vanno dagli 8,50 ai 12 euro.
Infine, i dessert! Dagli immancabili Cuore caldo e Cheesecake ai frutti di bosco fino agli speciali Tiramisù (6 euro). E la Caprese al limone scomposta (7 euro). Dolci preparati dalla mamma di Michele.
Le pizze di Di Stora alla prova delle Qualifiche del Campionato della Pizza 2026
Per questa tornata, ormai lo sapete, i punti a disposizione sono 900 (3 giudici, 3 pizze, 100 punti massimi per pizza. Come conoscete le 3 pizze in valutazione: Margherita, Marinara e Pizza Fritta o comunque che preveda una frittura.
1. La pizza Margherita di Di Stora al Campionato 2026

Pomodoro San Marzano DOP, fiordilatte, parmigiano, basilico, olio evo AnticheMacine (6 euro).

La Margherita è il punto di partenza ideale per leggere l’idea di pizza contemporanea di Michele Fuccio. Che sceglie la strada della classicità, mettendo al centro equilibrio e leggibilità. L’impasto ha una struttura che sostiene il morso e accompagna il condimento senza risultare invadente.

Questa margherita si presenta bella, ordinata, senza sbavature. Il pomodoro è dolce e ben bilanciato in acidità, mentre il fiordilatte accompagna senza appesantire, fondendosi in modo armonico. Il basilico, fresco, aromatico e fascinoso, è parte integrante del profilo gustativo: arriva al naso prima ancora che al palato. L’olio chiude l’assaggio regalando eleganza e profondità. La spolverata di parmigiano dà il guizzo in più, che pur spingendo su sapido non rompe l’equilibrio.
2. La pizza Marinara

Pomodoro San Marzano DOP, aglio, origano di montagna, basilico, olio evo Antiche Macine (5 euro).

La Marinara, proposta in versione ruota di carro, è un manifesto di personalità. La stesura ampia e sottile è esaltata da una cottura spinta ma controllata, capace di sviluppare profumi intensi e complessi senza mai scivolare nell’eccesso. All’olfatto l’impatto è immediato. Il pomodoro caldo sprigiona note avvolgenti e colpiscono subito le fragranze dell’aglio e dell’origano. Presenti ma mai aggressivi e ben integrati con il pomodoro che resta protagonista. Al palato i sapori sono netti, definiti, con una progressione gustativa che resta coerente dal primo all’ultimo morso. Il morso è avvolgente, con una struttura che regge e accompagna ogni componente. Il cornicione, asciutto e ben strutturato, sostiene la pizza senza rubare la scena, mentre il centro resta succoso e goloso.

Una marinara di gran carattere che racconta territorio e tradizione, ma lo fa con un linguaggio maturo, moderno, che dimostra grande padronanza dell’impasto e della cottura e della capacità espressiva. Dimostrando come anche la pizza più “povera” possa diventare veicolo di identità e visione quando è sostenuta da tecnica e materia prima.
3. La Pizza Fritta di Di Stora al Campionato 2026

Provola affumicata, ricotta di bufala, salsiccia rossa piccante di Castelpoto (12 euro).
La pizza fritta è la sorpresa della serata. Nonostante Di Stora non abbia in carta pizze fritte o preparazioni che prevedano frittura, Michele sceglie di onorare il regolamento e misurarsi con questa prova. E lo fa senza compromessi. Proponendo una fritta ripiena di provola, ricotta e salsiccia di Castelpoto sintesi perfetta della sua filosofia e di grande personalità.

La frittura è asciutta, pulita, leggera. Resta un po’ unta solo nella parte della chiusura del panetto ma ciò non si riversa nel gusto. Al taglio e al morso emerge una stratificazione gustativa ben orchestrata. Si avvertono l’equilibrio tra la dolcezza e l’avvolgenza della ricotta, la nota lattica e filante della provola e la spinta sapida e speziata della salsiccia. È lei che porta con sé tutta la forza del territorio, autentica espressione del Sannio. Il risultato è una pizza bilanciata, succosa, appagante, con una piccantezza misurata e una profondità gustativa che resta impressa e non stanca, ma invita al morso successivo.

Un assaggio che conferma la coerenza di Michele nel valorizzare ingredienti locali e tradizione, anche quando si muove fuori dalla sua comfort zone. Una pizza che va oltre l’obbligo regolamentare e diventa dichiarazione di appartenenza al territorio. Ci sono margini di affinamento, ma parliamo di un pensiero già fortemente identitario.
INFO

Pizzeria Di Stora. SS7, 203, 82011 Arpaia BN. Telefono: 347 911 1185. Instagram
La pizzeria Di Stora è alla sua prima partecipazione alle Qualifiche del Campionato della Pizza 2026 che mette in classifica le migliori pizzerie in Campania.
La posizione della pizzeria nella Classifica del Campionato 2026 si conoscerà al termine delle gare e dell’accesso alla Finalissima.




