Campionato della Pizza 2026: pizzeria Da Attilio a Napoli

Siamo già ripartiti da tempo da Attilio con le Qualifiche della terza edizione del Campionato della Pizza che in questo 2026 vede schierate ai blocchi di partenza 32 pizzerie della Campania.
Quali sono le 16 dello scorso anno, le 8 ripescate, le 8 Wild Card, le regole (le stesse delle precedenti edizioni), lo sapete già. Per ri-leggere avete il link che vi guida e così potete fare il tifo per le vostre beniamine. E potete seguire sui canali social Instagram e Facebook.
Si parte, come detto, con 3 pizze – Margherita, Marinara e Fritta – pronti a sconvolgere le precedenti classifiche. L’Albo d’Oro vede Campione nel 2024 Carlo Sammarco e nel 2025 Francesco Martucci.
Ricordiamo sempre che anche il Campionato della Pizza 2026 misura la sostanza, non l’effetto.
La pizzeria Da Attilio alla Pignasecca alle Qualifiche del Campionato della Pizza 2026

Nel cuore più autentico di Napoli, tra sale vissute, voci sovrapposte e profumo di forno, Attilio Bachetti rappresenta una tradizione viva e quotidiana, mai museale. La sua è una pizza napoletana verace, schietta, diretta, senza sovrastrutture.
Lo scorso anno la Pizzeria Da Attilio è risultata la migliore al mondo per Time Out, mentre nel 2023 è entrata a far parte delle pizzerie segnalate dalla Guida Michelin. Per il terzo anno di seguito è una partecipante al Campionato della Pizza.
Partiamo direttissimi con le richieste: Margherita, Marinara e Fritta Completa. Chiediamo se fosse possibile avere le pizze una per volta, modalità giro pizza, e veniamo accontentati. Anticipiamo che in soli 30 minuti ci vengono servite le pizze. Apprezziamo la rapidità ma è innegabile che una tale fretta fa perdere la piacevolezza del gustarsi la tavola. Ancor di più perché nonostante la sala piena non c’era attesa all’esterno.
L’impasto di Attilio Bachetti è senza dubbio l’elemento più convincente della prova tavola del Campionato della Pizza 2026. Ben lavorato, correttamente lievitato, elastico e digeribile. Segno di una competenza che non si improvvisa. A pesare sull’esperienza complessiva, però, ci sono anche le cotture, apparse approssimative: l’impressione è che il forno sia sparato fortissimo e dunque le basi non riescano ad avere una colorazione uniforme, piuttosto è costante l’alternanza di zone pallide e bruciature irregolari. In una pizzeria di questo nome, e con questi volumi, è un dettaglio che non può essere ignorato.
1. La pizza Margherita

Pomodoro san Marzano, fiordilatte di Vico Equense, formaggio (6,50 euro).


La margherita non appare regolare nella forma né nella cottura. Una metà è ben colorita, l’altra un po’ pallida. Si nota subito una buona proporzione tra pomodoro e latticino, ma allo stesso tempo è evidente che il latticino abbia rilasciato molto liquido. Il profumo non racconta nulla. Il pomodoro sembra crudo già alla percezione aromatica con una nota vegetale troppo marcata. Al morso manca equilibrio perché l’acidità del pomodoro prevale, mentre il fiordilatte non riesce a filare e non lega con il resto degli ingredienti. Manca rotondità e l’effetto bagnato persistente appiattisce il gusto complessivo, rendendo la margherita poco armonica e priva di continuità gustativa. È davvero un peccato perché la Margherita da Attilio è sempre una star.
2. La Marinara di Attilio al Campionato della Pizza 2026

Pomodoro San Marzano, aglio e origano (5 euro).

La marinara offre la miglior soddisfazione gustativa tra le tre pizze richieste. Qui tutto ruota attorno alla qualità del pomodoro e dell’olio: entrambi appaiono funzionali ma non incisivi. Grazie ad un corretto uso di aglio ed origano, il pomodoro riesce a dare di più in aromaticità ed espressività. Infatti, questa pizza sprigiona un profumo notevole. L’aglio non è invadente, l’origano è ben equilibrato, l’olio è quel giusto extra che regala alla marinara la caratteristica untuosità. Il risultato è una pizza che pur soffrendo le imprecisioni della cottura, restituisce un gusto centrato. È questa la pizza che racconta un’identità chiara e riconoscibile. Rinforza tale concetto anche il prezzo di soli cinque euro per una pizza che sottolinea la sua democraticità.
3. La pizza Fritta

Ricotta di Vico Equense, cicoli, pomodoro San Marzano, provola di Vico Equense, pepe nero (9 euro).

La pizza fritta nella Pizzeria da Attilio è disponibile in tre versioni – completa, al prosciutto ed al salame – e per il Campionato 2026 scegliamo quella completa. Cioè la più affine alla tradizione partenopea. Il ripieno è fedele alla tradizione popolare con ricotta e provola, pepe, cicoli e pomodoro all’ombra. Un buco sulla superficie inferiore del panetto non passa inosservato. La frittura non è ben controllata: alcune parti risultano asciutte, altre eccessivamente cariche d’olio. Anche l’equilibrio del ripieno risulta poco armonico sia per gusto sia per disposizione. Tutta la farcia si concentra nella parte centrale della pizza lasciando le estremità molto scariche. La ricotta è poco cremosa mentre provola, cicoli e pepe non riescono a dare spinta al sapore.
Perché andare alla pizzeria Da Attilio

La pizza Da Attilio è una questione identitaria prima ancora che gastronomica. Qui non si viene per l’effetto sorpresa, ma per toccare con mano una pagina importante della tradizione napoletana. Tuttavia, nel contesto attuale, dove il livello medio della pizza a Napoli si è alzato in modo significativo, la storia da sola non può più essere un lasciapassare. Insomma, da Attilio si potrebbe affinare qualche dettaglio, ovviamente senza perdere l’anima.
INFO
Pizzeria Da Attilio. Via Pignasecca, 17, 80134 Napoli NA. Telefono: 081 552 0479. Instagram
La pizzeria Da Attilio si è classificata al 33° posto nella classifica 2025 ed è entrata nella selezione dei Ripescati del Campionato della Pizza 2026 che mette in classifica le migliori pizzerie in Campania.
La posizione della pizzeria nella Classifica del Campionato 2026 si conoscerà al termine delle gare e dell’accesso alla Finalissima.




