Campo, com’è l’osteria a Roma che si dichiara a prezzi onesti

A Roma, a due passi dalla metro Lepanto, un gruppo di soci ristoratori ha aperto Campo – eat local love season, un’osteria contemporanea che prende la cucina contadina italiana e la riporta in città con l’obiettivo di proporre piatti di memoria e ingredienti agricoli scelti con attenzione.
Il nome dice già molto: Campo come ritorno alla terra, alle stagioni, ai gesti essenziali. Il progetto mette insieme l’idea di “casa” e una lettura attuale: dehors verde fruibile tutto l’anno e interni luminosi. In cucina c’è Mattia Chendi, romano con origini emiliane, che racconta una cucina “che ascolta la terra”, fatta di sapori riconoscibili e rispetto dell’ingrediente.


6 antipasti, 7 primi, 6 secondi, 4 dolci formano la carta. Il menu è abbastanza agile e gira intorno a una “cucina emotiva” che lavora su ortaggi stagionali, ricette popolari italiane e qualche innesto marino ben calibrato (vedi pasta e fagioli con cozze). Ci sono piatti vegetali in primo piano, antipasti da osteria, primi confortevoli, e secondi più “di sostanza”. Molte proposte sono disponibili anche gluten free o senza lattosio.
Cosa e come si mangia all’osteria Campo

Fritti asciutti e contrasti molto misurati. Questi gli antipasti che abbiamo assaggiato in condivisione.

Alici “abbottonate” fritte, ripiene di pecorino e guanciale, timo, rosmarino e zeste di limone (10 euro). Il sapore in bocca risulta piuttosto asciutto, la salsa bilancia e ripulisce.
La polpetta di manzo al pomodoro e parmigiano propone i classici sapori della domenica (4 pezzi a 13 euro).

Zucca di Hokkaido al forno, salvia, nocciole e mosto cotto (8,5 euro). Si tratta di una piccola zucca giapponese a buccia commestibile, di colore rosso-arancio, con polpa soda e dal sapore dolce. Ricorda la castagna e che ben si abbina con la parte croccante.

I finocchi gratinati dell’osteria Campo sono forse il piatto che più stupisce, perché leggero ma saporito (6 euro).

Funghi fritti con salsa verde che è soltanto olio e prezzemolo (8 €). Qui la panatura rischia di annullare la materia prima, un po’ schiacciata che non conquista la scena.

Carpaccio di wagyu, fagioli cannellini, cipolla agrodolce in aceto di lamponi e rughetta fritta, fresco e leggero, come ultimo assaggio che prepara la bocca alle portate successive (17 euro).
Qui i vegetali smettono di fare da contorno e diventano i protagonisti del piatto, in una rivisitazione che dà maggiore golosità e consistenza.
I primi piatti

La carbonara con fusilloni, uova di qualità e una cremosità pulita ha un gusto più leggero e scorrevole rispetto alle versioni “cariche” (15 euro).

Le pappardelle si lasciano avvolgere dal ragù di manzo con il tartufo pregiato che arriva senza coprire il sapore della carne (22 euro).

Nei fusilloni al ragù di campo, la pasta trattiene bene il condimento e il ragù ha un sapore semplice ma deciso (16 euro). Il piatto che spiega bene la cucina dell’osteria Campo.
Da notare che le paste sono prodotte direttamente dallo chef. Nel menù troverete proposte classiche e caserecce, ma sono in arrivo tanti nuovi formati e sperimentazioni.
La nutrita serie di antipasti non permette di assaggiare uno dei secondi piatti che annoverano manzo (23 euro), maialino (20 €), porchetta di ricciola (20 euro) e la francesina di pollo San Bartolomeo (19 €).
I dolci

Il finale è quindi affidato a dolci che chiudono senza appesantire troppo e con un’attenzione alle texture. La pannacotta ha una parte semimontata e una aromatizzata al sapore di fieno. Accompagnata da crumble di grano saraceno, salsa all’orzo con nocciole e fiori eduli di campo essiccati (7 euro). Il dolce, per lo chef, è simbolo del progetto di Osteria Campo che ripropone a fine pasto un’allusione alla natura e al grano che hanno guidato la cena.
La tarte tatin di mele con caramello e rosmarino è servita con gelato alla crema (8 €).

La ricetta del tiramisù della casa ha il sapore classico, ma con la consistenza di una nuvola leggera perché sifonata dallo chef.
Ingredienti e fornitori

Il “dietro le quinte” è uno dei punti forti dichiarati. L’osteria Campo lavora con una rete di produttori e realtà agricole/artigianali italiane, tra cui l’Azienda Agricola Travaglini, i formaggi di Loreto Pacitti, Le Galline Felici, l’Oleificio Quattrociocchi, il Pastificio Mancini, Pane e Tempesta, l’azienda bio Ortuso e zafferano Monticiano.

Anche la carta vini segue la stessa linea, con circa 70 etichette e prevalenza di rossi italiani. Noi abbiamo bevuto il Bolgheri Rosso Ruit Hora di Caccia al Piano con un buon tannino che ha accompagnato tutto il pasto.
Quanto costa l’osteria Campo a Roma
Per una cena completa con tre piatti – antipasto, primo e secondo – il prezzo medio è di 50 euro.
Osteria Campo. Via Ezio, 57, 00192 Roma RM. Telefono: 338 127 2399. Instagram




