Mangi per fame o per scelta? “Noi siamo quello che mangiamo” e soprattutto possiamo migliorare la nostra condizione umana migliorando l’alimentazione. Altrimenti perchè dovremmo scrivere recensioni, scattare foto, seguire congressi, andare ad eventi, commentare, parlare di cibo mentre siamo a tavola mangiandone un altro? Quanto è libera la nostra scelta? È solo questione di costo o di conoscenza? Meglio, il costo è la conoscenza del mangiare bene per mangiare meglio. Vale per gli appassionati di gastronomia alla ricerca della felicità perfetta, vale per i consumatori low cost che possono permettersi un’alimentazione basic. Non riusciremo a raggiungere la quadra della Ferrari che consuma quanto una 500 ma va come una Ferrari perché l’unico dato sicuro che possiamo condividere è semplice e brutale: l’eccellenza costa. Ma avvicinarsi a un’eccellenza possibile significa scartare il pane cotto con la legna delle bare e venduto congelato con un po’ di diossina in Italia.  Dall’altra parte ci sono gli chef che cercano il prodotto migliore e lo propongono dopo un’attenta ricerca. Sono tanti laboratori in cui si studia e in cui si dovrebbe investire. Metà ricerca scientifica, metà capacità di attrarre turismo. E di generare economia. Sana perché nessuno di loro fa sconti sulla qualità.

Ne parlavo con Franca Formenti chiedendomi quale fossero i limiti di conoscenza di un prodotto, di uno chef, di una tavola, di un ristorante all’esterno della comunità di appassionati che li giudica come altrettanti fari e punti di riferimento. Sono così nati tre video girati in occasione del Capodanno 2012. Di un anno che molti temono votati al pauperismo e che potrebbe portare a una nuova ricchezza di idee. Quali che esse siano, hanno bisogno di partire dai dati di conoscenza.

Ma secondo voi, una persona che non è appassionata di gastronomia, non legge i blog e non segue le guide, lo sa che a Roma si sta perdendo una tavola eccellente come quella di Oliver Glowig?

(Video: Franca Formenti)

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Vincenzo Pagano

Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.

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