Dieta Mediterranea e pizza. Binomio che potrebbe sembrare indiscutibile, ma è meglio discuterne. E così la pizza è entrata nel calendario del Festival della Dieta Mediterranea che anima Pioppi, la patria dello stile di vita e di cibo individuato da Ancel Keys che qui aveva dimora e laboratorio a cielo aperto, e Pollica che del movimento del regime alimentare ne è capitale e non solo del Cilento.

Dieta Mediterranea all’insegna del mangiare bene e della difesa della topicità dei prodotti, degli ingredienti che la pizza arricchiscono.

Sulla salubrità della salute ha detto bene la Pizza Pascalina della Fondazione Giovanni Pascale (qui la ricetta) che con le opportune “modifiche” è entrata nella piramide alimentare con ben due posizioni di consumo nell’arco di una settimana.

Il che per il popolo meridionale, napoletano in special modo, è quasi una blasfemia considerato il consumo quasi quotidiano che se ne fa.

Una posizione che è stata recepita anche dai relatori al tavolo del giardino del Palazzo Vinciprova, sede del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, a un passo dalla spiaggia e dal mare bagnato dalle 5 vele di Legambiente: Franco Pepe della pizzeria Pepe in Grani di Caiazzo, Paolo De Simone della pizzeria Da Zero di Vallo della Lucania che gioca in casa, Stefano Pisani sindaco di Pollica e presidente di Città Slow che ha raccolto anche il testimone del riconoscimento del Patrimonio Unesco alla Dieta Mediterranea, Valerio Calabrese direttore del Museo, e gli ospiti Barbara Guerra, Luciano Pignataro, Albert Sapere.

Che la pizza si ponga a un crocevia tra istanze salutistiche e goduria ricca di calorie si è compreso con lo sforzo di Franco Pepe che ha chiamato una nutrizionista per sfornare una pizza che sia più in regola con i parametri imposti da una alimentazione equilibrata. E l’adozione di un panetto da 200 grammi, oltre a una selezione di ingredienti di farcitura light ma non anemici, ne è la controprova.

Il pubblico estivo, però, è be più incline a una tavolata che a un tavolo di discussione (come abbiamo potuto verificare anche noi durante il confronto fiordilatte vs mozzarella) e le parole meglio spese sono state alla fine quelle riguardanti la capacità formidabile che la pizza ha di veicolare ai quattro angoli del mondo ingredienti di territorio.

Le alici di menaica, i fichi bianchi del Cilento (ahimè non ho foto che lo testimoni), il cacioricotta sono altrettanti elementi in grado di spingere con vigore un territorio come quello cilentano.

Un Cilento che ha saputo farsi conoscere anche grazie a un pizzaiolo come Paolo De Simone che ha piazzato la sua (e dei soci Carmine Mainenti e Giuseppe Boccia) Da Zero al primo posto della classifica delle migliori pizzerie di Milano.

Un motivo in più per assaggiare le pizze proposte che, in spregio ad ogni ragionamento su calorie e affini, sono state fritte per la massima goduria del pubblico. Che ha molto gradito l’attenzione e ha registrato l’equivalenza Dieta Mediterranea = Bontà senza limiti.