Confermo: al di là delle classifiche (anche della nostra), Da Zero è una delle pizzerie migliori del momento, ovviamente qui a Milano, ma mi pare di capire anche a Vallo della Lucania, ad Agropoli, a Matera, e dove altro è o sarà nel mondo (all’estero?).

Me lo confermano in molti, diversi anche ringraziandomi della segnalazione. Prego.

E allora vi ricordo anche la seconda apertura milanese di Paolo De Simone e dei suoi soci Giuseppe Boccia e Carmine Mainenti, in via dell’Orso, al confine tra Brera e la Scala.

Che presenta una novità. Ci sono sempre le pizze, con il menu ormai collaudato in via Bernardino Luini. Ma questa volta Da Zero fa una leggera svolta in direzione della trattoria: non con un menu completo, per carità, ma con un pugno di proposte che, credetemi, non si possono ignorare. E che rispondono ai requisiti essenziali per essere in carta in una pizzeria come questa: possono costituire un pasto completo per chi fosse così stolto da non volere la pizza, e possono tranquillamente affiancare una pizza, o più di una.

Va da sé che rispondono anche al requisito più essenziale e importante: la cilentanità. Se è vero che la pizza è fatta dalla somma di impasto + ingredienti della farcitura + pizzaiolo + cottura, e se fra gli ingredienti c’è il Cilento, e Paolo De Simone agli impasti, e ultimo ingrediente è il forno Neapolis del nostro sponsor Moretti Forni, bene – c’è un bel po’ di gusto in più. E visto che appunto i piatti del menu-trattoria sono Cilento nella sua massima espressione, potrei anche fermarmi qui.

Ma proseguo, invece: devo raccontarvi cosa c’è in carta.

Anzitutto, un antipasto cilentano che ha il difetto di essere composto da assaggi anziché da porzioni intere. Si chiama Viaggio nel Cilento e a solo 20 € ti porta davvero giù in Campania.

C’è una montanarina fritta, giusto per farti entrare nell’atmosfera; c’è la mozzarella nella mortella; la soppressata di Gioi (quell’insaccato lì in alto, con al centro una striscia di lardo…); una melanzana ‘mbuttunata alla cilentana…

Poi sono passato ai cavatelli, fatti in casa, a mano, cioè lì, nella loro cucina, con un bel ragù cilentano. Saporito, gustoso, i cavatelli con una bella consistenza.

Ho lasciato perdere il resto perché avevo una certa – insolita – voglia di pizza.

Una rapida scorsa al menu, ma tanto sapevo cosa mangiare.

Una Margherita – irrinunciabile. Il Cilento più semplice e diretto.

Insomma. Voglio la cittadinanza onoraria del Cilento. Anzi, no – mi accontento di un altro Viaggio nel Cilento. O due.

Da Zero Brera. Via dell’Orso, 4. Milano. Tel. +39 0283419934