Pizza. La classifica delle migliori e delle peggiori pizzerie di Milano

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Quante occasioni avete di imbattervi in una pizzeria o di mangiare una pizza a Milano?

Rispetto a qualche tempo fa, tante, tantissime. Ma valgono tutte la pena? Forse no.

A distanza di un anno e mezzo, ritorniamo sull’argomento pizzerie con una classifica che prende in considerazione quelle di cui avete sentito più parlare, ma non solo quelle.

Le abbiamo messe in fila secondo i criteri che abbiamo più volte spiegato e che ripetiamo con un link a un commento di Vincenzo Pagano, deus ex machina di qualsiasi classifica, compresa questa, che è mia – in quanto io ho mangiato sicuramente più pizze di tutti gli altri – ma anche dei colleghi di Scatti di Gusto.

Ecco quindi le 35 pizzerie che abbiamo scelto per aggiornarvi sullo stato della questione.

Abbiamo tolto le pizze più o meno al trancio, le pizzette, abbiamo aggiunto quelle nuove (per “nuove” qui si intendono quelle che hanno aperto dopo la nostra ultima classifica), tolto qualche cosa che è cambiato. State sicuri che le abbiamo assaggiate tutte.

Pronti per prendere nota?

35. Daniele

Non sono riuscito a finire la pizza Margherita che ho ordinato (4,50 €): e non mi sono fermato alle ultime fette, ma alle prime. Avrò avuto una giornata storta, o l’avrà avuta il pizzaiolo di Daniele, magari. E ci riproverò, naturalmente.

Voto: bocciata.

Pizzeria Napoletana Daniele. Via Galeazzo Alessi, 1. 20123 Milano. Tel. +39 028356442. 

34. Auum

Un punto a favore di Auum: è a 700 metri da casa. Ma è l’unico: le loro pizze – le ho provate più volte – non mi piacciono molto.

La prima che ho provato, ad esempio, non aveva niente di speciale; la seconda, La Preferita di Totò, in bocca aveva una consistenza liscia e quasi collosa; il calzone era un po’ troppo bruciacchiato.

Voto: bocciata.

Auum. Piazzale Susa, 7 (angolo via Sidoli). Milano. Tel. +39 0270106788.

33. SempliceMente

Ho già spiegato perché questa pizza Trinacria non mi è piaciuta un gran che – un medaglione di parmigiana di melanzane, non molto saporita, la pasta rivoltata su stessa, con pomodori San Marzano dop, provolone del Monaco a scaglie, provola affumicata, basilico e olio evo, pochi sapori, che non legavano, e un’estetica poco indovinata, a 14 €. Non mi piace moltissimo nemmeno il loro slogan “SempliceMente basta ricordare di mangiare solo quello che la nostra bisnonna avrebbe riconosciuto come cibo.” Ma non escludo di tornarci, e assaggiare qualcos’altro. Ma per ora la devo lasciare qui in fondo, tra le pizzerie provate in questi ultimi mesi.

Voto: bocciata.

SempliceMente Milano. Corso Colombo, 6. Milano. Tel. +39 0245477854.

32. La Taverna Gourmet

Non mi aveva impressionato quando stavo preparando la classifica del 2016; ci sono tornato, alla Taverna Gourmet, ho preso una margherita, 15 €, e non mi ha convinto: a un certo punto non riuscivo a mandar giù il boccone, che era diventato un bolo poco gestibile. L’idea “gourmet” resta buona, e ci sono combinazioni molto interessanti – ma non tutte.

Voto: bocciata.

La Taverna Gourmet. Via Maffei, 12. Milano. Tel. +39 025468297.

31. Johnny Pizza Portafoglio

Nuovo locale per la pizza di Johnny, in viale Regina Margherita (prima era mi sembra in viale Bligny) – più grande, dall’aspetto piacevole e moderno (bello il soffitto tappezzato con fogli di carta di giornale). Non male le pizze, anche se mi sono arrivate tutte e due bruciacchiate per metà: mi si dice che c’era il secondo pizzaiolo, che si stava ancora impratichendo del forno. Nota per i milanesi: mi sa che “Uè” e la napoletanizzazione di “Away” – mi piace!

Voto: bocciata.

Johnnypizzaportafoglio Take Uè. Viale Regina Margherita, 1. Milano. Tel. +39 0236706137.

30. Starita

Abbiamo riprovato la pizza di Antonio Starita, aperta da giugno 2016 in una traversa all’inizio di corso Sempione. Mi è piaciuta la sua Marinara – o meglio, mi è piaciuto moltissimo il “sopra”, ovvero i pomodorini, l’aglio, che si sentiva il giusto, come dev’essere, e non come vago sentore; meno bene l’impasto, un po’ pesante. Prezzi da 5 a 10 € (6 € la Montanara).

Voto: rimandata.

Starita Milano. Via Giovanni Gherardini, 1. Tel. +39 0233602532.

29. Giuseppe Vesi

Ennesimo arrivo napoletano a Milano – per la serie se andiamo avanti così andrò a Napoli e cercarmi una bella cassoeula… Bene – ovviamente sono contento di questa salita al nord. Benvenuto anche a Giuseppe Vesi, ho mangiato la sua margherita, devo dire un po’ faticosamente: ci riproveremo.

Voto: rimandata.

Giuseppe Vesi. Via Ugo Bassi, 8. 20159 Milano. Tel. +39 0223058577.

28. Bioesserì

Anche ristorante, Bioesserì è a lato di San Marco: bello, moderno, elegante ma non troppo. Al ristorante si mangia bene; la pizza non mi convince del tutto.

Voto: rimandata.

Bioesserì Milano. Via Fatebenefratelli, 2. Milano. Tel. +39 0289071052.

27. Capperi, Che Pizza!

Ci sono andato dopo le polemiche scatenate dalla famosa pizza con cascata di prosciutto: e se devo dire che le pizze di Capperi, che Pizza! che ho provato non erano cattive, devo anche dire che non erano nemmeno niente di speciale. Interessante la Torzella, il cui ingrediente principale è appunto questa specie di cavolo riccio.

Voto: rimandata.

Capperi che Pizza! Piazza Santa Maria del Suffragio, 3. Milano. Tel. +39 0287073392.

26. Gennarì

Si tratta di uno di quei posti piccoli, popolari, di quartiere: niente di glamour, di hype, che lo faccia notare. Bisogna entrare da Gennarì e mangiare la sua pizza: abbastanza buona, ben fatta, si fa notare.

Voto: 6 —

Gennarì Pizzeria napoletana. Viale Umbria, 101. Milano. Tel. +39 0236637664.

25. Marghe

Ho riprovato la pizza di Marghe nella sede “storica” di via Cadore – ovvero, la prima aperta (oltre a quella di via Plinio, mi sa che ne sono in progetto altre). Buona, buoni gli ingredienti, ma non ho ritrovato la freschezza delle origini. Sette pizze, da 9 a 11 €, che cambiano periodicamente, più un paio di proposte del giorno; prodotti di qualità (Gustarosso, Casa Barone, Orobianco, olio Guglielmi).

Voto: 6-

Marghe. Via Cadore, 26. Milano. Tel. +39 0254118711.

24. Ciccio Pizza

Questo locale in viale Zara (un’altra sede in via Teodosio, e una prossima apertura in viale Umbria) merita senz’altro un occhio di attenzione. Buona la montanarina fritta, anche se la mia era un po’ poco cotta all’interno (era un po’ più alta delle altre che ci hanno portato); e anche le pizze – una cinquantina (troppe…?) in menù – non erano male. Io ho scelto la Scostumata, provola pancetta patate (9 €), scelta non particolarmente felice – un po’ meglio la Salsiccia e friarielli (8 €), decisamente meglio la Napoli (6,50 €). E da Ciccio Pizza si può anche mangiare altro.

Voto: 6-

Ciccio Pizza. Viale Zara, 116. Milano. Tel. +39 0283412570.

23. Pizza AM

La “vecchia” pizzeria del pizzaiolo calabrese Pasquale Pometto in corso di Porta Romana, Pizza AM, è un classico – nel caso delle pizzerie milanesi, il “classico” si riconosce dalla fila fuori e dai tavoli pieni dentro. Che si vedono anche nel locale di via Torino, Piz – che preferiamo ma solo di poco. Tanto che la mettiamo al #22.

Voto: 6

Pizza AM. Corso di Porta Romana, 83. Milano. Tel. +39 025510579.

22. Piz

Ci piace, comunque, la pizza di Pasquale Pometto – non foss’altro per l’evidenza del trucco “attira-clienti”, ovvero il calice di prosecco messo in mano a chi si avvicina alle vetrine. Idea simpatica, da “buttadentro” senza quell’invadenza eccessiva che si nota spesso: e le pizze sono buone, davvero con “sapori di una volta” e “materie prime di alto livello”, anche (di più?) qui da Piz.

Voto: 6+

Piz. Via Torino, 34. Milano. Tel. +39 0286453482.

21. Anema e Cozze Orseolo

Siamo nel gruppo delle pizze buone, ben fatte, con buoni ingredienti, che non deludono: una zona della classifica in cui le posizioni sono praticamente intercambiabili. Il fatto che Luigi Capuano abbia lasciato Anema e Cozze per aprire la sua pizzeria, che incontreremo più avanti, non ha avuto conseguenze particolarmente negative.

Voto: 6+

Anema e Cozze. Via Pietro Orseolo, 1. 20144 Milano. Tel. +39 0236576140. 

20. Thursday Pizza

Interessante pizzeria, Thursday Pizza in via Foppette, in fondo a via Savona, quasi sulla circonvallazione. Ingredienti DOP, bio, farine tipo 1 semi-integrali, biologiche, macinate a pietra, 48h di lievitazione. Il locale è piccolo, e lavora molto con i vari servizi di delivery. Anche perché le pizze sono buone, ben pensate e ben realizzate. Un grosso punto a loro favore: “Siamo la prima pizzeria ad impatto zero: non produciamo CO2 perché usiamo solo energia da fonti rinnovabili ed attrezzature elettriche. Inoltre, grazie alla collaborazione con Eden Reforestation Projects, devolviamo parte del ricavato a favore della riforestazione!”

Voto: 6 +

Thursday Pizza. Via delle Foppette, 2. Milano. Tel. +39 0236594163

19. Garage

Garage è in corso Sempione, ovvero nel raggio di 100 m dal mio ufficio: varrebbe la pena di andarci più spesso, vista la comodità. Anche perché le sue pizze degustazione, che hanno una lievitazione di 48/72 ore e che vengono condite dopo la cottura, propongono delle guarnizioni molto interessanti. Ma non sono niente male nemmeno le pizze non-degustazione, normali. Un ulteriore motivo di interesse? I cocktail abbinati.

Voto: 6+

Garage Pizza. Corso Sempione, 42. Milano Tel. +39 0236758307.

18. IGPizza

IGPizza si trova in via Brunelleschi, ben al di fuori degli itinerari gourmet, o dello shopping, a lato di una delle circonvallazioni esterne. Questo rende il loro progetto particolarmente interessante: portare la loro “Italian Gourmet Pizza” in una zona periferica. Con tutta la qualità che comporta il termine “gourmet”, che qui non è certamente scritto a caso. Un punto a favore, che è anche uno svantaggio, è proprio la scelta della zona: a favore perché un presidio di qualità fuori dagli itinerari soliti è sicuramente meritorio; svantaggio perché proprio qualche giorno fa il locale è stato oggetto di un ennesimo furto con scasso. Due buoni motivi, se ce ne volessero oltre alla qualità delle pizze, per provare il loro menù. Lungo, originale, e ben costruito, anche nelle proposte fuori menù. Interessante l’impasto, un blend di farine tipo 1, integrale, semola di grano duro Perciasacchi siciliana, segale e canapa sativa; cottura in forno a gas elettrico.

Voto: 6 1/2

IGPizza Italian Gourmet Pizza. Via Filippo Brunelleschi, 4. 20146 Milano. Tel. +39 0284240698

17. Lievito Madre al Duomo

Uno dei locali che hanno aperto la strada alla pizza contemporanea a Milano, la prima creatura meneghina di Gino Sorbillo, Lievito Madre al Duomo con le sue 400 pizze contate giornaliere resta un punto di riferimento per gli appassionati.

Voto: 6 1/2

Lievito Madre al Duomo. Largo Corsia dei Servi, 11. Tel. +39 0245375930.

16. Ambaradan

Ambaradan con la sua idea di chiedervi quanto volete pagare a seconda se siete più o meno soddisfatti fa sicuramente simpatia. Ma se la pizza non fosse buona, non basterebbe. E invece la pizza di Enrico Formicola è proprio buona, impasto, cottura (forno a gas), tutto quello che c’è sopra e sotto.

Voto: 6 1/2

Ambaradan. Via Castelvetro, 20. 20154 Milano. Te. +39 023451701.

15. Antica Pizzeria da Michele a Milano

Che dire? Una marinara speciale, un calzone forse un po’ eccessivo, una margherita iperclassica. L’arrivo a Milano di questo caposaldo della tradizione partenopea, L’Antica Pizzeria da Michele (Condurro) – nella versione meneghina con un menu di 5 pizze che è ben più ampio di quello di Forcella – in un locale elegante e centrale, l’ex-Ricci, completa l’offerta di pizze in diretta dalla Campania con un’offerta di tradizione. Va detto che se il primo assaggio aveva convinto, tornandoci ho trovato la pizza un po’ bruciacchiata, nell’aspetto e nel sapore.

Voto: 6 1/2

L’Antica Pizzeria da Michele a Milano. Piazza della Repubblica, 27. Milano. Tel. +39 0266711538.

14. Capuano’s

Nella nuova pizzeria di Luigi Capuano, aperta poco prima di Natale ho mangiato questa pizza con il cornicione ripieno di ricotta e con la provola affumicata – genere, il cornicione ripieno, che non amo molto in realtà: ma mi sono ricreduto. Abbondantemente. E quindi passerò all’esplorazione del menù, caratterizzato dal numero 7: 7 pizze, 7 birre, 7 vini, 7 dolci…

Voto: 7–

Capuano’s.Via Francesco Londonio, 22. Milano. Tel. +39 0284146228

13. Lievità

Posso dire che i miei dubbi iniziali su Lievità (trovavo le pizze di via Ravizza poco convincenti) sono definivamente svaniti (anche se non ho provato la loro pizzeria londinese). Il nuovo menù, nella sede di via Sottocorno, vicino a casa, è decisamente ben fatto, e ben eseguito. E le crocchette di patate sono buonissime.

Voto: 7–

Lievità Pizzeria Gourmet. Via P. Sottocorno, 17. Milano. Tel. +39 0276317142.

12. La Pizzeria Nazionale

Apertura recente del gruppo Sebeto (quello di Rossopomodoro), La Pizzeria Nazionale propone il binomio pizza soffice / pizza croccante, con la possibilità di abbinarvi dei cocktail pestati aromatizzabili a piacere. Le croccantezza della pizza croccante è stata testata e modificata nelle prime settimane di apertura, e in parte mitigata. Ma tanto a me piace la pizza soffice – e su tutte le soffici, per ora, la Capricciosa. Ma sono dispostissimo a ricredermi sul tipo di pizza soffice migliore – e a conceder ancora numerose chance di rivincita alla croccante. Un mio campionatino della pizza Nazionale, in pratica.

Voto: 7 –

La Pizzeria Nazionale. Via Palermo, 11. Milano. Tel. +39 0236683702.

11. Pummà

Nuova apertura di un gruppo di imprenditori che ha già al suo attivo pizzerie a Milano Marittima, Bologna e Ibiza, Pummà si avvale di un bravo pizzaiolo, Beniamino Bilali, che viene dall’Albania e dalla Romagna e che utilizza lieviti naturali, ma non solo lievito madre, o la tecnica dell’idrolisi, di sua invenzione, senza lievito, che permette di realizzare particolarmente leggere.

Voto: 7

Pummà. Via Caminadella, 7. 20123 Milano. Tel. +39 0291326055

10. Olio a Crudo

L’onnipresente ormai Gino Sorbillo (non apro più il forno di casa per paura di vedermelo saltar fuori con una pizza in mano chiedendomi di fare un selfie) può essere contento del successo di Olio a Crudo in zona Tortona: mi capita di passarci davanti in macchina, è sempre piena, gente fuori ad aspettare e così via. L’altra sera però ho visto, un po’ prima delle 20, un paio di tavolini ancora vuoti – dei ritardatari, probabilmente. A conferma del fatto che qui si sta (e si mangia) benissimo.

Voto: 7 +

Olio a Crudo. Via Montevideo, 4. Milano. Tel. +39 0258104789. 

9. Briscola

La seconda sede milanese di Briscola, quella di via Pier della Francesca, è, come Garage, vicina al mio ufficio. Un piccolo plus, se vogliamo: ma l’idea delle pizze da condividere, anche se ci vado spesso da solo, per i fatti miei, è vincente qui come in via Fogazzaro. E poi, le pizze sono buone, quindi…

Voto: 7 +

Briscola Pizza Society. Via Piero della Francesca, 31. 20154 Milano. Tel. +39 0234538833.

8. Cenerè

Scoperta recente, recentissima, e già in alta classifica. Tutto nasce da una pizza fritta di Michele Franco assaggiata a Che Pizza! che mi ha portato davanti a Cenerè, pizzeria-ristorante che vale assolutamente la pena di conoscere. Sul ristorante, mi dicono un gran bene – io posso dirlo solo della pizza. Non aggiungo altro: andateci.

Voto: 7+

Cenerè Milano. Piazza Virgilio, 3. Milano. Tel. +39 024690288.

7. Pizzium

Nuova, anzi, doppiamente nuova, anzi, nuova per 3. Il concept che vede al forno Nanni Arbellini si espande: merito delle pizze sotto e degli ingredienti sopra. E una carta di pizze regionali tutta da esplorare. La sede di Pizzium di via Procaccini è quasi sotto il mio ufficio, quella di via Anfossi a due passi da casa: non ha influito sulla posizione in classifica, ma certo è una bella cosa.

Voto: 7 1/2

Pizzium 2. Via Anfossi, 1. Milano. Tel. +39 0254050232.

6. Rossopomodoro Lab Sabotino

Si è sentita l’assenza di Vincenzo Capuano, pizzaiolo pluripremiato, specie i primi tempi. La situazione a Rossopomodoro Sabotino però è rapidamente migliorata, il pizzaiolo Alessandro Squillante sta facendo un buon lavoro e il locale rimane una meta sicura, e non solo in zona Porta Romana.

Voto: 7 1/2

Rossopomodoro. Viale Sabotino, 19. Milano. Tel. +39 0258328501.

5. Dry

Abbiamo provato anche il nuovo Dry, nato ovviamente sotto l’egida di Andrea Berton e soci, a qualche centinaio di metri dal Dry originario di via Solferino. Il pizzaiolo Simone Lombardi continua a proporre le sue ottime pizze gourmet e i cubotti di focaccia semi-integrale, cotti a vapore e al forno, con le loro salsine guacamole, tapenade, caprino. E le pizze-insalata in pausa pranzo.

Voto: 8 +

Dry. Viale Vittorio Veneto, 28. 20124 Milano. Tel. +39 0263471564.

4. Berberè

All’apertura del secondo locale milanese dei fratelli Aloe, in via Vigevano, gente in coda già dalle 18:30, ancora coda alle 20:30. Berberè è molto molto vicina al gradino più alto del podio: ma l’ultima pizza mangiata in via Sebenico non mi è sembrata all’altezza delle altre. Niente di grave, siamo giusto un mezzo voto, un meno meno, un tanticchio al di sotto della numero 3: in sostanza, un quasi pareggio.

Voto: 8+

Berberè Milano Isola. Via Sebenico, 21. Milano. Tel. +39 02 36707820.

3. Assaje

Una nuova apertura in altissima classifica: sarò anche preda di facili entusiasmi, ma Assaje in questa posizione ci sta bene, anzi benissimo. In realtà, qui in fondo – o in cima – le differenze si giocano sulla perfezione della tripartizione impasto-farcitura-cottura che Antonio Tammaro interpreta bene.

Voto: 8 1/2

Assaje. Piazzale Segrino. Milano. Tel. +39 02606456.

2. Sorbillo Gourmand

Non se ne può più, di Gino Sorbillo: leggi un suo tweet, vado a New York, sono a Milano, e compare una sua pizzeria. Questa ultima sua creatura – Sorbillo Gourmand – propone un menù di pizze regionali, fatte con la sua abilità e con i migliori ingredienti: il che gli vale un secondo posto.

Voto: 9-

Sorbillo Gourmand. Via Ugo Foscolo, 1. Milano. Tel. +39 0280502300.

1. Da Zero

Un’apertura recente, per così dire, e già al primo posto della classifica di Scatti? Sì. Anche perché questo locale milanese è sì recente, ma fa seguito ad altri due locali, a Vallo della Lucania e ad Agropoli: una pizza che viene dal Cilento, così come i pizzaioli, e i prodotti utilizzati.

Il menu di Da Zero si divide fra pizze classiche e pizze cilentane: grande qualità, grandi prodotti, il pizzaiolo residente Raffaele Russo è particolarmente bravo nel tenere sotto controllo i vari componenti delle pizze ideate da Paolo De Simone.

La Fior di Formaggi, naturalmente del Cilento, è entrata nella lista delle Pizze della Settimana e la serie di centri a ripetizione fanno di Da Zero la pizzeria da cui tutti devono ripartire per alzare la propria asticella.

Voto: 9 1/2

Da Zero. Via Berardino Luini, 9. Milano. Tel. +39 0283529189. 

Questo è quanto. Ben sapendo che sulla scena meneghina sono pronti ad irrompere nuovi protagonisti come Diego Vitagliano, tanto per citare.


- giovedì, 1 febbraio 2018 | ore 12:12

44 commenti su “Pizza. La classifica delle migliori e delle peggiori pizzerie di Milano

  1. WoW felicissimi di essere fra le prime 35 pizzerie di Milano. Considerando poi che siamo un pizza delivery la cosa ci rende ancora più orgogliosi 😀

    Solo una precisazione. Il nostro forno non è a gas, è elettrico, il mitico Scugnizzo Napoletano della Izzo Fornì.

    • Un commento terribile. Completamente falsato. Follia pura.

      Per dire che a noi fanno piacere il confronto e le critiche, ma possibilmente argomentate. Non pretendiamo che quello che scriviamo piaccia a tutti, ovviamente – ma ci piacerebbe sapere perché.

  2. tra via solferino e viale vittorio veneto (Dry-Dry), c’è quasi un chilometro e mezzo, non poche centinaia di metri; se la stessa approssimazione è applicata alla classifica, siamo a cavallo.

    elenco privo di alcune fra le migliori pizzerie di milano. guarda caso Sorbillo non manca mai, nonostante offra un servizio di sala scostumato oltre i canoni sciué-sciué della pizzerie più classiche

    • Anche l’approssimazione di questo commento è invidiabile, a voler vedere.
      A parte la distanza, 1400 metri, che siano poche o tante centinaia di metri dipende dall’atletismo dell’avventore (sono 15*20 minuti a piedi: ma penso che nessuno vada intenzionalmente a mangiare una pizza nel primo e poi nel secondo Dry), mi sarei aspettato da un commento così attento un elenco delle “alcune fra le migliori pizzerie” di Milano.
      Certo che Sorbillo non manca mai: a noi la sua pizza piace.
      E non mi sembra di avere mai citato il servizio fra i criteri che muovono le posizioni di questa classifica.

  3. Non sono ovviamente d’accordo su tutto, ma grazie Emanuele, GRAZIE per aver confinato La Taverna Gourmet negli abissi di questa classifica, finalmente un alleato contro la sconvolgente e sopravvalutata pizza (pizza?!) di quel locale; l’avevo bocciata già un anno fa e ancora non capivo come nelle classifiche di Grazia e Vanity Fair fosse possibile ritrovarla ogni mese tra i primissimi posti. Un saluto

  4. Grazie per aver messo Da Zero al primo posto….così io, frequentatore sin dall’ apertura o quasi, adesso non riuscirò a metterci più piede…E adesso dove vado ?

    • Tel. +39 0283529189
      Ti consiglierei di provare a prenotare… 😉

      Scherzi a parte, qui trovi una serie di suggerimenti, se non sai dove andare. E puoi anche cercarne una nuova – anzi, me la segnali, a andiamo a vedere com’è.

      • E’ una delle cose che non concepisco: non mi piace programmare l’ uscita godereccia, a meno che non sia legata ad un evento, per cui non prenoto mai.
        Ne approfitto per non segnalare Pizza e mozzarella, pizzeria che si trova a Seguro, porte di Milano, pizza troppo spessa, troppo, cornicione, troppo gommosa, un panazzone più che una pizza….

  5. Ma peperino, in via crispi 2? La pizza e fantastica ma soprattutto le hanno tutte anche in versione gluten free, che devo dire non sia semplice trovarle di cosi buone 🙂

  6. Da Sorbillo Olio a crudo ho mangiato una delle pizze peggiori della mia vita. Ho provato Da Michele un paio di settimane fa e mi han portato un rombo enorme con pochissima mozzarella, niente di memorabile.
    Invece l’altra sera ho finalmente trovato un’ottima pizza napoletana da Gennaro Esposito in via della commenda, veramente squisita.

        • Nel 2015 Gennaro Esposito valeva Pizza AM e tanti altri. Credo (credo) che in quella primavera abbiano cambiato qualcosa, perché anche io l’ho trovata molto peggiorata.

          Qualcuno può confermare che effettivamente avevano cambiato pizzaiolo?

  7. Non sono per niente d’accordo con la classifica, è assurdo che si metta al primo posto Da Zero, che fa pizze pessime,semicrude ed è evidente che punti tutto sul marketing, e forse, a questo punto mi viene da pensare che paghi per recensioni e classifiche (spero non sia il caso vostro…)
    Io l’avrei addirittura bocciato. Oltre a tutti i Sorbillo (tranne quello autentico di Napoli sia chiaro).
    Siamo d’accordo solo sul voto di Berberè; Assaje rimandata; Igpizza molto più di un misero 6,5; Pizzium non degno di nota; Lievità tra le migliori.
    Segnalerei anche la margherita di Gennaro Esposito in via della Commenda.
    Un must a Milano: Leone, sempre in via Ravizza, pizza semplice e ottima al palato, è impensabile non inserirla in classifica.
    Il TOP DEL TOP non è a Milano, ma poco distante: Pizzeria P di Lissone.

    • Solo per dire che Da Zero, come molte altre citate da te come pessime, hanno comunque un buon successo di pubblico e di critica, al di là della posizione in classifica. E questo nonostante nessuno ahimé mi paghi per recensioni e classifiche.

      E spero che anche tu non venga pagata per fare commenti come questo.

    • La mia pizza Da Zero non era semicruda ma bruciata (che è peggio).
      Io ne ho provate tante e per la pizza napoletana nessuno supera Leone e Piz. Per il gusto Lievità, e per l’impasto Berberè.
      Proverò quella a Lissone, grazie!

  8. Carissimo Bonati, io sono un’autentica appassionata del buon cibo e mi infervoro quando vedo queste classifiche palesemente false. Perché “mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte”. Basta con sta storia che De gustibus non est disputandum”, perché la qualità e l’esecuzione di un piatto, in questo caso la pizza, è oggettiva: o c’è o non c’è.
    Sulla questione delle pizzerie considerate da me pessime, ma che hanno un buon successo di pubblico e di critica, le rispondo che non sempre il buono e il bello risiedono dove la maggior parte della gente approva… Quindi se Fedez fa sold out vuol dire che è un grande artista? Se il Mc Donald riscuote così tanto successo vuol dire che fa i migliori hamburger e la qualità della carne è eccellente?

    • Anche coloro che si autoproclamano autentiche appassionate possono avere delle opinioni discutibili. Ovvero, come ti permetti di dire “palesemente false”? Da che cosa ti viene questa idea? Dal fatto che sostieni di aver mangiato delle pizze crude? Ma è una tua dichiarazione palesemente falsa, visto che io ho mangiato le stesse pizze, e più di una volta, decisamente ben cotte.
      Come immagino non avrai notato, ho precisato qua e là i miei dubbi sulla cottura: e penso di saper distinguere almeno queste due categorie basilari, crudo/cotto, senza infervorarmi se qualcuno è in disaccordo con me.
      Per finire, ho sempre dei dubbi, e grossi, quando qualcuno sostiene di essere depositario di giudizi e verità inconfutabili, e che tutti gli altri (io, e vabbe’, il pubblico, la critica) hanno torto (Fedez non sarà un titano della musica, ma fa il suo lavoro, bene, piace: mi basta): i miei post sono pieni di “secondo me”, “a mio parere”, “a me è piaciuto”, “non mi è sembrato un gran che”. Ci sarà un motivo. Ed è lo stesso per cui mi permetto di considerare il tuo “palesemente falso” un insulto.

  9. Ormai la classifica delle pizzerie a Milano è un must! E a me non dispiace, trovo sempre qualche nuova idea, anche grazie ai commenti. Negli ultimi anni l’offerta di pizza di qualità a Milano è aumentata esponenzialmente, e anche i miei colleghi campani mi assicurano che siamo molto vicini (se non alla pari) con buone pizzerie a Napoli.
    Per quanto mi riguarda, la prova finale della bontà di una pizza (ovviamente dopo il gusto che deve essere buono, che altrimenti di tutto il resto non ha senso parlare) è la sua digeribilità. Indice, di solito, di ottima e corretta lievitazione.
    Il problema grave è quando torno alla “provincia”: la mia asticella si è alzata e ogni pizza che magari anni fa era ottima, diventa “si, buona, però…”

  10. Le classifiche sono sempre soggettive, e soprattutto risentono magari di una serata di grazia o di fallimento mentre dovrebbero essere costruite su ripetute esperienze nello stesso posto per valutarne la continuità della qualità. Spero dunque che questa classifica sia costruita in questa maniera, anche se ho seri dubbi visto soprattutto le altissime posizioni di Assaje e Sorbillo Gourmand. In particolare quest’ultima ha delle oscillazioni di qualità assolutamente inaccettabili, purtroppo tendenti più spesso alla fascia bassa (o molto bassa) dello spettro, e soprattutto un’idea di base della proposta di pizza copiata palesemente da un’altra pizzeria che è molto migliore (anche nella continuità) ed è bizzarramente più indietro in classifica.
    Un episodio sfortunato può capitare: Da Zero mi sembra un’ottima pizzeria su esperienze ripetute e anche a me una volta (ma solo una) ha servito una pizza inadeguata che ho fatto cambiare. Sul fatto che sia la numero 1 o nelle top 5 è assolutamente soggettivo e ci può stare, ma merita posizioni alte.
    Assolutamente inadeguato anche il posizionamento di Lievità, per qualità di pizza, ingredienti e ampiezza d’offerta sicuramente meritevole di posizioni MOLTO più elevate.

    Per il resto, ragazzi, chi fa classifiche è come chi fa commenti tecnici o pronostici sulle squadre di calcio, cioè si espone consapevolmente alle critiche di assaggiatori o presunti allenatori ma almeno genera una discussione che dovrebbe sperabilmente essere sana.

    E almeno stavolta non c’è Spontini 🙂

    • Ovviamente la nostra classifica è basata per lo più su assaggi ripetuti e su pareri di persone diverse – come ho scritto, sono stato tre volte in una di queste pizzerie, e ho postato tre foto delle tre diverse pizze, che non mi sono piaciute abbastanza.
      Ma anche un assaggio ripetuto (quante volte?) lascia il tempo che trova: io cliente vado una volta, può capitarmi la pizza buona o cruda o bruciata indipendentemente dal fatto che Bonati sia andato 5 volte e l’abbia trovata 1 volta cruda, 1 volta bruciata, e 3 perfetta.
      Dopo di che, i parametri di giudizio non possono essere più di tanto “scientifici”: le variabili, dalle ore di lievitazione alla scadenza della mozzarella, al malumore del pizzaiolo o del cliente, sono eccessive.
      Le tue ultime osservazioni, invece, sono più interessanti: ci metto la faccia, sono pronto alla discussione, e non agli insulti; ma soprattutto provoco una discussione, ahimé non sempre civile, suscito interesse verso una serie di aziende che possono tranquillamente scriver qui sotto non è vero, la mia pizza è la prima, o la terza, e una serie di commenti ovviamente partigiani, che possono spingere chi legge a dire proviamo questa pizza, visto che la gente dice che è così buona, oppure quest’altra che non conoscevo, oppure questa che Bonati dice che è cattiva/buona, o questa che Bonati non ha considerato…

      • Mi fa piacere che le mie prime osservazioni non siano invece interessanti, solo le ultime 🙂
        Scherzi a parte, ho premesso che i giudizi sono soggettivi ma per me ci sono casi eclatanti. Sorbillo Gourmand (ma anche il non Gourmand) ha una percentuale clamorosamente alta di “fallimenti” sulla cottura della pizza, e anch’io parlo non solo per me ma per diversi altri amici che hanno avuto tutti la stessa esperienza (senza parlare di tanti altri recensori), è uno dei difetti più noti. Quindi trovo davvero strano che su assaggi ripetuti e di persone diverse voi siate stati gli unici così fortunati da farlo atterrare addirittura al secondo posto. Poi magari vi piace la pizza cruda, ma allora forse è meglio premetterlo e il giudizio allora diventa opinabile…
        Anche la presenza di Ambaradan (appena aperto) rivela secondo me diversi problemi in alcune scelte di fondo della classifica che sono discutibilissime.
        Poi ripeto che le classifiche a me intrigano a prescindere, perchè provocano una discussione che porta a fare tutta una serie di valutazioni che sono utili e fa scoprire magari posti meno conosciuti. Basta usare l’educazione, che in diversi commenti troppo spesso manca.

  11. redattori troppo permalosi, con tutta questa esperienza/saccenza sbandierata impossibile fare certi errori macroscopici.
    E le critiche dei lettori ci stanno tutte.
    chi fa classifiche deve avere un metodo. Un metodo esposto, come legenda della classifica.
    ci si aspetta che nelle diverse visite delle pizzerie, ci siano assaggi incrociati delle stesse tipologie di pizze.
    avrete mangiato spero ovunque una margherita, una marinara o un calzone, scambiandovi le rispettive recensioni…
    ma leggendo ci si fa idee diverse: se mangi una “trinacria” (orribile) o la “torzella” con cosa la puoi paragonare?

    Tralasciamo il fatto che mancano molte pizzerie storiche. Ma può Ambaradan essere già in classifica a una settimana
    dall’apertura? Se decidete di bocciare “Daniele” pur mettendolo al 35° posto, cosa deduciamo della assenza di Michele I condurro?
    Non entro nel merito delle posizioni, troppo soggettivo il gusto (a differenza di ciò che scriveva Pagano nell’altro post)
    Nei giudizi da voi espressi, si legge: “a 700 metri da casa”, “100 m dal mio ufficio”, “E le crocchette di patate sono buonissime” o
    “Da Gennaro Esposito non siamo più andati dopo la classifica del 2016 – allora ci era sembrata appena discreta”.
    Tutto meno che “tecnico”, quanto meno discutibile.
    Se poi nelle posizioni qualche lettore ci legge più o meno maliziosamente “amicizie” è pur sempre un giudizio soggettivo del vostro giudizio soggettivo (sulla pizza)

  12. Vorrei premettere una nota. Le premesse vanno lette. La premessa a questa classifica è che – come scritto – abbiamo preso in considerazione le novità, cioè le pizzerie che nel periodo dall’ultima nostra classifica sono state aperte. Lo segnaliamo per un semplice motivo: oggettivamente le pizzerie aperte da più tempo hanno uno storico e quindi consentono di fare una valutazione temporale, una media se volete, mentre quelle nuove possono ricevere solo un giudizio istantaneo. In questo caso il fattore fortuna può incidere maggiormente e se proprio cercate una variabile la trovate in questa parentesi. La media può avvantaggiare o meno in maniera meno fortuita, per cui il peso in un senso o in un altro è maggiore.
    Sui criteri di oggettività più di una volta abbiamo discusso. Maturazione, lievitazione, cottura hanno un punto centrale ma gli scostamenti possono generare risultati eccellenti: è il caso di chi pratica la cottura “estrema” come – per citare – Stefano Callegari a Roma. Egualmente le maturazioni spinte se ben gestite possono risultare molto piacevoli in termini di scioglievolezza. Le farciture sono un altro indice della capacità artigianale – perché di questo parliamo – di trasformazione e assemblaggio. La digeribilità è un valore che normalmente calcoliamo in percentuale di acqua che tendiamo ad assumere a una certa distanza temporale.
    Quando parliamo di elementi soggettivi cerchiamo di comprimerli ma poiché mangiare è anche, anzi, soprattutto un piacere, non produciamo i risultati di un laboratorio di analisi.
    A nessuno verrebbe in mente di chiedere o di considerare ben cotta una pizza perché può solo essere cotta bene, ma un mezzo giro d’olio in più, un fior di latte piatto, un pomodoro troppo aggressivo possono intaccare quel valore di piacevolezza.
    Mi limito al vincitore di questa classifica per fare un esempio. Da Zero è stato valutato in tutti e tre i locali e quando si è ventilata la possibilità che fosse il numero 1 a Milano lo abbiamo “torchiato” mettendo a confronto anche le pizze sfornate da Paolo De Simone a Vallo della Lucania e quelle del suo pizzaiolo a Milano. Egualmente è accaduto per Sorbillo e per Michele, per Antonio Tammaro che a Milano ha trovato una dimensione diversa e migliore rispetto a Napoli, Aloe a Bologna e a Roma (con ben 11 pizze assaggiate). Non abbiamo paura di confrontarci con i pizzaioli, non ci nascondiamo dietro la foglia di fico dello scontrino e dell’anonimato d’occasione. Cerchiamo di restituire una fotografia quanto più obiettiva possibile perché i nostri giudici sono i lettori cui dobbiamo rispetto e attenzione quando offriamo un’indicazione. Noi vogliamo che siano soddisfatti perché questo ci premia. La dietrologia e le affermazioni livorose non ci appartengono. Possiamo sbagliare come può accadere a chiunque, ma cerchiamo di essere affidabili e credibili. E non sarà l’aggiunta di una notazione di colore come i 700 metri da casa a offuscare il lavoro che svolgiamo.
    Poi c’è lo spazio dei commenti per integrare, specificare, esprimere dissenso. Possibilmente in maniera garbata e comprensibile. È l’unico sforzo che chiediamo e mi rendo conto che Emanuele Bonati possa difendere un lavoro che per la gran parte è stata svolta da lui. Con onestà, come al solito.

  13. Visto che la competizione sulle pizze napoletane a milano, le uniche presenti in questa classifica , ha sicuramente migliorato la qualità, anche se devo dire che personalmente sarà per il nostro clima e la nostra acqua alla fine risultano spesso gommose , mi piacerebbe una vostra classifica sulla pizza “tradizionale” milanese,ossia quelle sottile, difficile da trovare buona e con ingredienti di qualità ma quando è buona vince per fragranza e leggerezza ..e comunque tornando alle napoletane per me Biagio in via Monti resta sempre la preferita , grazie

    • Ma esattamente per voi cosa è la pizza napoletana? Perchè in questa classifica ci sono molte pizzerie che non hanno davvero nulla di napoletano. Non è che perchè una pizza ha un cornicione decente allora è napoletana

      • Gentile ma poco attento (non)lettore,
        da cosa mai hai potuto immaginare che questa sia una classifica delle pizze napoletane? Sta forse scritto in carattere così piccolo che nemmeno io, che l’ho scritta fisicamente, riesco a leggerlao?
        La nostra è una classifica delle PIZZERIE, non delle singole tipologie o forme o generi. Tiene conto dei vari fattori che abbiamo messo alla base del nostro lavoro, e comprende tutte le “forme” di pizza – con le esclusioni che abbiamo detto.

  14. Chi ha stilato questa specie di classifica, evidentemente, di pizze ne capisce ben poco… Ma d’altronde oggi va così… basta aprire un blog, attirare un pò di visitatori e subito si diventa esperti o, come si usa dire oggi, INFLUENCER. Vabbè, è la moda del momento autoproclamarsi esperti, conoscitori, GURU, e non sapere un cacchio di niente.

    • Gentile ed esperto lettore, che hai stilato questa specie di commento, evidentemente, di classifiche, di pizze, di esperti, di influencer (che sono una cosa diversa degli esperti, ma va bene lo stesso) ne capisci ben poco. O forse non ne sai un cacchio di niente.
      Il fatto che ci siano diverse centinaia di migliaia di lettori che leggono queste pagine ogni mese, magari non basterà a qualificarci come esperti ai tuoi occhi, ma pazienza.

      .

    • Pensa Lorenzo che ci sono esperti sui social che postano le foto di ciò che mangiano in mensa.
      A volte mi domando quale sia il target degli influenzati da questi esperti.

      • Giudicare un’esperienza (anche se eventuali foto di pranzi in mensa non penso facciano curriculum esperienziale) sulla base appunto di foto prese a caso è come giudicare l’intelligenza di un commento sulla base del commento stesso.
        Sono sicuro che il mio target mnon sia tu, grazie al cielo.
        Ma perché nessuno scrive mai “ciao – non sono d’accordo con te – per me la pizza puzza non è buona, lievitata tot, ma i pomodori sono così, ecco la foto”? Tutti a scrivere “povero idiota cosa vuoi saperne di pizza tu solo io so tutto di come sono le pizz e giudico dalle foto per cui ho ragione”?

  15. Approfittando dell’essere in centro decido di provare “da zero” e per l’ennesima volta ringrazio le pizzerie egiziane di esistere sebbene non gourmet.
    POSITIVO: Margherita, ottima mozzarella, pomodoro,olio.
    NEGATIVO: gli ottimi ingredienti erano adagiati su una pasta cruda internamente e carbonizzata esternamente
    Tolta la margherita (7Eur) i prezzi si impennano molto rapidamente per le configuraioni più ricche.

  16. Esperti autocertificati, bocciano tutto, classifiche, guide, idee altrui.
    Basta guardare sul tanto odiato TA (al netto delle recensioni finte) i commenti della gente comune che va a godere delle meraviglie di Sorbillo, Alessandro Condurro, Vesi, Capperi che, rossopomodoro & C. e le posizioni che occupano in classifica.
    certo, il successo non sempre è commisurato alla qualità. Ma nemmeno il girovita di cotanto critici (critici?) enogastronomici è indice di sapere assoluto.

  17. Ha ragione chiaramente chi dice che è una classifica falsata…. non è possibile non mettere tra le migliori e addirittura dare un’ insufficienza alla Taverna Gourmet che secondo la classifica 50 Top Pizza, sicuramente più attendibile e prestigiosa di questa inutile classifica, si colloca come una delle migliori tra tutte quelle citate (credo solamente sotto dry, lievito madre e marghe). Sono stato diverse volte e la pizza è fantastica, presenta poi un’ottima carta dei vini e la location è stupenda. Questa classifica sarà stata fatta solamente per marketing. Incommentabile.

  18. Ovvio che la commentate…. e la fate passare per una classifica inaffidabile, preoccupatevi della vostra che è fatta malissimo. Volevo ripondere al signor Bonati… non faccio assolutamente parte dell’ufficio marketing della pizzeria, anzi sono semplicemente uno studente appassionato di ristorazione che quando vede certe cose si indigna. Comunque incommentabile la recensione sulla classifica 50 top pizza. Strano che non criticate anche la guida gambero rosso per gli spicchi assegnati alle diverse pizzerie😂😂😂

  19. E comunque da tutti i commenti che leggo quasi tutti non sono d’accordo con questa classifica…. chissà perchè😜
    Ovviamente non metto in dubbio la sua professionalità(Emanuele Bonati) perchè avrà sicuramente più esperienza di me, peró dico solo che non sono l’unico a vederla in questo modo….

  20. E faccio subito un chiarimento…. io la stimo molto, leggo spesso le sue recensioni e sono ottime, è solo questa che critico..

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