Tutti da Dry 2 – ufficialmente per festeggiare l’uscita del primo numero di The Pisacco Cronicle, in realtà anche e forse soprattutto per la curiosità di vedere la “faccia” del nuovo Dry, figliolo del locale di via Solferino, terzo vertice di una triangolazione virtuosa della ristorazione milanese. con Dry 1 e Pisacco da una parta e il Ristorante Berton dall’altra.

Al centro del triangolo, Andrea Berton, stellato Michelin, sempre al top delle varie guide gastronomiche; qui al Dry 2, come al Dry 1, e da Pisacco, in squadra con Giovanni Fiorin, Tiziano Vudafieri e Diego Rigatti.

L’occasione festiva, straordinaria, è stata appunto l’uscita del primo numero di questo magazine. Straordinaria perché Dry 2 aprirà i battenti ufficialmente il 12 aprile.

The Pisacco Chronicle, quindi – in inglese. Un magazine cartaceo di grandi dimensioni – non come quello in mano ai quattro soci nella foto qui sopra, ma comunque più che rispettabili (tecnicamente, un in folio) – e una rivista online di arte, libri, cinema che “segue il Leitmotif del cibo”, coinvolgendo i frequentatori di Pisacco e – a questo punto dei due – Dry.

A proposito, non ho capito se il nome di questo nuovo Dry sarà lo stesso, o Dry2, o cos’altro.

Ho dato un’occhiata sia al cartaceo che all’online – un sacco di spunti interessanti, “untold stories, unseen images and cubical dreams”, il lettore come protagonista, esploratore e oggetto d’esplorazione, i gusti degli intervistati a confronto con il loro e il nostro mondo – mi piace. Fra l’altro si parla di The Gourmand, una rivista molto bella, si intervistano un fotografo interessante, Maurizio Galimberti, e un designer italiano a Londra, Martino Gamper (avevo visto da qualche parte online le sue “100 sedie per 100 giorni”).

Ma com’è questo Dry nuovo? Bello. Simile al primo, ma più grande – e, a differenza del primo, sarà aperto anche a pranzo (quindi, non solo pizze, ma anche “una varietà d’insalate, salumi e carni stagionate d’eccezione, come la bresaola di Panatti o il crudo a lenta stagionatura” – un’offerta appunto da pausa pranzo) e avrà, anzi ha, un laboratorio di pasticceria.

La prima cosa che si vede entrando è “La zona bar, situata tra due cocktail station, [che] sarà il fulcro del locale. La back station a vista consentirà agli ospiti di assistere alla finitura dei drink, costruiti con materie prime di grande qualità, creatività e tecnologia.” Ci saranno i classici di Dry 1, ma anche delle novità: “i Signature, a base di vino e shrub (ingrediente home made ottenuto dalla fermentazione della frutta), per un basso contenuto alcolico e un altro grado di novità.” Sciroppo di frutti rossi, Ginger Ale, aceto di mele, e non so cos’altro: perfetto. 

Mentre la firma sulle pizze è quella di Simone Lombardi. Ritroveremo anche qui le pizze di Dry 1, e una serie di Pizze dello Chef appositamente ideate per questo nuovo locale. E in cucina ci sarà un giovane chef, Tymur Isayev.

E ci saranno le focacce – così a quadrotti, si mangiano in un boccone, e sono, mi sembra, ancora migliorate rispetto all’ultima volta che le ho assaggiate.

E poi c’è il laboratorio di pasticceria. Non userò aggettivi, mi limito a descrivere i due dolci qui sopra, nell’ordine: profiterole con chantilly, salsa al cioccolato fondente e lampone, crumble di mandorla; mousse agli agrumi –limone lime pompelmo arancia – crumble croccante cacao, polvere di agrumi essiccati, fiamma di meringa con chantilly alla nocciola.

Tutto a posto, tutto quadra. Certo – se poi ci fossero anche due o tre piatti di Andrea Berton…

Dry 2. Viale Vittorio Veneto, 28. 20124 Milano. Tel. +39 0263471564.

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