Gino Sorbillo Milano pizza fritta

Rulli di tamburi e squilli di trombe. A Milano s’avanza sempre più fiera la pizza, napoletana ma non solo, e il numero delle pizzerie cresce a dismisura.

Buone, buonissime e ovviamente meno buone.

Che stanno affiancando e in qualche caso soppiantando l’hamburger che qui in città ha allignato invadendo spazi e tempi che prima erano di altri cibi, diciamolo pre, più tradizionali.

La pizza può essere considerata tradizionale a Milano?

A voi l’ardua sentenza soprattutto dopo aver letto la nostra classifica che, in fondo in fondo, vi dà conto di una sonora/possibile bocciatura.

Non ce ne vogliano i milanesi di ennemila generazioni, ma la pizza è pizza ad ogni latitudine e deve essere buona. Anzi buonissima.

Iniziamo.

25. Le Specialità

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Oltre 50 pizze vengono proposte quotidianamente da Giuseppe Cummo con una sua ricetta originale in questo ristorante-pizzeria aperto da ormai quarant’anni. La margherita è sottile, croccante, buona. Da qualche mese Cummo ha aperto un nuovo locale, Pizza+Cucina, nato al piano superiore del Juice Bar di via Agnello; il primo assaggio, all’apertura, non è stato però molto soddisfacente.

Le Specialità. Via Pietro Calvi, 29. Tel. +39 02 7388235

24. Gennaro Esposito

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Di apertura abbastanza recente, succursale meneghina di una pizzeria nata a Torino nel 1994 (ma il titolare è napoletano), propone una trentina di pizze napoletane classiche, firmate dal pizzaiolo Fabrizio Picariello, figlio d’arte.

Gennaro Esposito. Via della Commenda, 43 angolo via Orti. Tel. +39 0249463277

23. Starita

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Come ormai evidente, anche da questa classifica, Milano è diventata (fortunatamente per noi milanesi) un polo di attrazione importante per i pizzaioli. Uno degli ultimi (in ordine di tempo) ad arrivare è stato Antonio Starita, che ha aperto a giugno la sua pizzeria in zona Arco della Pace. Una menzione particolare merita la sua Montanara. Prezzi da 5 a 10 € (6 € la Montanara).

Starita Milano. Via Giovanni Gherardini, 1. Tel. +39 0233602532.

22. Al Pizzetta

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Siamo nell’ambito dello street food “da passeggio”: pizzette larghe una spanna, specialità pescarese, da mangiare per strada, magari piegate in due. Il locale, minuscolo (avrà forse 10 posti), è a due passi da piazza 5 Giornate; le pizzette, proposte in una dozzina di varianti, vanno da 1,30 € (Bianca, olio, sale) a 3,50 € (come la Caprese: fiordilatte, olio evo, pomodoro, origano). Aperto già da qualche tempo, ultimamente sembra un po’ in calo.

Al Pizzetta. Viale Montenero, 73. Tel. +39 0236508599.

21. Johnny Pizza a Portafoglio Take Uè

pizza portafoglio

Spesso i vari ape, food truck eccetera nascono da un locale che vuole aumentare il proprio giro d’affari portando il proprio prodotto alla gente per strada: in questo caso il percorso è all’incontrario, e l’idea (nata nel 2013) dell’imprenditore napoletano-londinese Giovanni Kahn della Corte, ovvero “pizzerie ambulanti” con pizzaiolo, forno a legna e piano in biscotto di Sorrento, e con prodotti di presidi Slow Food e bufala dop, è letteralmente “entrata” in questo locale di viale Bligny, dove è appunto posteggiata una Ape rossa. E dove si sfornano una dietro l’altra pizze appunto “a portafoglio”. E noi milanesi ci stiamo attrezzando per imparare a mangiarla.

Johnnypizzaportafoglio Take Uè.  Viale Bligny, 16. Tel. +39 0232961917.

20. I Dodici Gatti

pizza margherita pizzeria Dodici Gatti Milano

La proprietà è di Alessandro Rosso, ovvero Seven Stars Hotel; il locale prende il nome da una colonia di gatti neri che vivono sui tetti della Galleria. Aperta ai tempi dell’Expo2015, I Dodici Gatti sforna Marinara a 10 €, Margherita a 12 €, fino ai 16 € de ‘O Vesuvio: Pomodorini del Piennolo del Vesuvio D.O.P., mozzarella di Bufala campana D.O.P, Parmigiano Reggiano, basilico, olio extra vergine d’oliva. Ci sono anche pizze “dal pizzaiolo”, tutte a 14 €.

I Dodici Gatti. Galleria Vittorio Emanuele II 11/12. Tel. 02-36.59.46.89.

19. Da Michele I Condurro

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Al di là delle polemiche, la pizzeria de “I Condurro”, Michele e Raffaele, si colloca sulla linea della tradizione: pizze classiche, a rot’ ’e carr, con discreti risultati (segnaliamo o’ ’Cipp a Furcell: una pizza bianca con un velo di sugna di Maialino Nero Casertano, Aglio dell’Ufita, Pecorino Romano grattugiato e basilico); non così per gli antipasti (sformatino di melanzane, frittatina di pasta). Pizze da 7 a 10€ le classiche, da 10 a 16€ le gourmet.

Da Michele I Condurro. Via Orti, 31. Tel. +39 0283528042.

18. Pizza AM

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La coda davanti al piccolo locale in corso di Porta Romana, regno del pizzaiolo calabrese Pasquale Pometto, scoraggia sempre un po’. Ma visto che c’è sempre stata – è segno di continuità nella qualità. E la pizza è davvero buona.

Pizza AM. Corso di Porta Romana, 83. Tel. +39 025510579

17. Maddài

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Un locale aperto da pochi mesi, ma che si sta già espandendo nelle due vetrine vuote del locale a fianco. Propone una focaccia “al taglio” con farine biologiche macinate a pietra, semi-integrali, e lievito madre, con condimenti gourmet realizzati con prodotti di stagione e cotture all’avanguardia. Alcuni accostamenti sono interessanti; la focaccia risulta a volte un po’ troppo secca.

Maddài. Via Melzo, 28. Tel. +39 0229522384.

16. Piz

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Il nuovo locale del pizzaiolo calabrese Pasquale Pometto in pieno centro è sempre frequentatissimo – dato interessante, moltissimi stranieri.  Tre pizze solamente, impasto lievitato 48 ore, “sapori di una volta”, “materie prime di alto livello”.

Piz. Via Torino, 34. 20123 Milano. Tel. +39 0286453482.

15. Garage

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Aperta da qualche mese, Garage ha in carta sia pizze “classiche”, alla napoletana ma “rivista”, dal cornicione alto, cotto e croccante, sia pizze “degustazione”, a base bianca, condite dopo la cottura, in una serie di alternative e anche in versioni speciali. Farine biologiche di grano 100% italiano, macinate a pietra, semi-­integrali, lievitazioni dalle 48 alle 72 ore. Un punto di forza: i cocktail proposti in abbinamento con le pizze.

Garage Pizza. Corso Sempione, 42. Tel. +39 0236758307.

14. Pizza Trieste

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Non poteva mancare la pizzetta abruzzese, o pescarese, in una rassegna che illustra le varie declinazioni della pizza a Milano. E Pizza Trieste ci sembra in questo momento la miglior declinazione di queste pizzette cotte in padellino: per la scelta e la qualità dei prodotti anzitutto.

Trieste. Corso di Porta Ticinese, 67. Tel. +39 3339901959.

13. Lievità

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Il menù fornisce subito pregi (una grande varietà di accostamenti “gourmet”) e difetti (il prezzo ritenuto esorbitante) di questa nuova pizzeria milanese, amata oppure odiata, osteggiata a spada tratta dagli odiatori, osannata dagli estimatori. Dopo un primo assaggio, poco convincente, presso la sede di via Ravizza, abbiamo riprovato nel secondo locale, aperto da poche settimane in via Sottocorno, e ne siamo usciti soddisfatti – grazie alla Pappacelle e Tarantello del menù Estreme. Pizza Margherita in 9 versioni da 8,50 € a 13 €; 9 Pizze Gourmet Estreme da 12 a 16 €.

Lievità Pizzeria Gourmet. Via P. Sottocorno, 17. Tel. +39 0276317142.

12. Pizzità

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Tre giovani amici e colleghi ingegneri, un progetto nato un po’ per caso, ma studiato attentamente e a lungo, un piccolo locale in corso Buenos Aires: pizze al taglio, in teglia, con farciture che, a rotazione, si ispirano alle regioni d’Italia. Attenzione ai prodotti, all’impasto, alla cottura: e il risultato – e il successo – sono assicurati. Pronti a far diventare la loro idea un’impresa più ramificata – le basi ci sono. I tranci vengono 3 €.

Pizzità. Piazza Argentina, 3. Tel. +39 026701657.

11. Mercato del Suffragio

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Aperto da dicembre 2015, questo food market gourmet, sorto fra le pareti di un Mercato Comunale recuperato e rinnovato, nasce dall’idea di un gruppo di imprenditori guidati dal panificatore monzese Davide Longoni (negozio in via Tiraboschi e laboratorio alla Cascina Sant’Alberto di Rozzano). Le pizze sono di mano di Fabio Venturini, pizzaiolo umbro, che usa i prodotti del Mercato, le farine del Mulino Sobrino di La Morra (Cuneo), fiordilatte del caseificio Fusco di Lucera (Foggia), bufala dop del caseificio Prati del Volturno di Cancello ed Arnone (Caserta), aglio rosso di Nubia (Trapani), origano e pomodoro San Marzano dop Gustarosso di Sarno (Salerno).

Mercato (Con Cucina) Del Suffragio. Piazza Santa Maria del Suffragio, 2. Tel. +39 0291638069.

10. Lievito Madre al Duomo

Gino Sorbillo apre pizzeria Lievito Madre Milano

Ne avevamo atteso e celebrato l’apertura, e continuiamo ad apprezzarla, anche se a volte è sembrata perdere qualche colpo. Una posizione relativamente bassa che nasce anche dalla voglia tutta milanese di mangiare a pranzo in un arco ridottissimo di tempo. E in questo i napoletani al forno si sono adeguati facendo uscire pizze non sempre cotte a puntino. Peccato.

Lievito Madre al Duomo. Largo Corsia dei Servi, 11. Tel. +39 0245375930.

9. Anema e Cozze Orseolo

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Pizza napoletana. Se è vero che a Napoli i pizzaioli vanno per dinastie, anche a Milano possiamo contare su di una dinastia pizzaiola, per quanto importata: a Vincenzo “RossopomodoroLab” Capuano infatti va affiancato anche il padre, Luigi Capuano, che risponde pizza su pizza al figliolo. Ha appena festeggiato i suoi primi 40 anni con una distribuzione di Cosacca: una pizza leggerissima e semplicissima, San Marzano-pecorino romano-basilico, e buonissima. Peccato che non sia in carta: ma vale la pena di assaggiare anche le altre.

Anema e Cozze. Via Pietro Orseolo, 1. Tel. +39 0236576140.

8. Antica Pizza Fritta da Zia Esterina

pizza fritta Milano Sorbillo Ubaldi

Siamo nell’ambito dello street food con il locale su strada aperto questa primavera da Gino Sorbillo in onore della zia Esterina a due passi dal Duomo (e da Spontini e da Luini, reciproci avversari in questa “battaglia” street all’ombra della Madonnina). Non c’è molto da dire: un classico perfettamente eseguito in 4 o 5 versioni a 3,50 € l’una, anche facile da mangiare.

Antica Pizza Fritta da Zia Esterina. Via Agnello, 19.

7. Marghe

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Aperta da pochi mesi, salutata con favore dalla critica e dal pubblico, tanto da inaugurare una seconda sede in via Plinio a settembre, Marghe è la creatura di Matteo Mevio, giovane promettente pizzaiolo, deceduto in un incidente pochi giorni dopo l’apertura di Marghe 2. A portare avanti l’impresa è rimasto Francesco Filippelli, il suo braccio destro. Sette pizze, da 9 a 11 €, che cambiano periodicamente, più un paio di proposte del giorno; prodotti rigorosamente di qualità (Gustarosso, Casa Barone, Orobianco, olio Guglielmi).

Marghe. Via Cadore, 26. Tel. +39 0254118711

6. Pandemonium

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Una novità, sia per l’apertura recente, sia per la formula pizza-al-taglio gourmet, che peraltro condivide con Pizzità, dalla quale la differenzia una scelta particolarmente felice e localistica dei prodotti, su tutti i salumi di Sauris, e le alici di Menaica. Un giovane pizzaiolo, veronese, che continua una tradizione familiare innovandola e portandola “all’estero”, nel capoluogo lombardo. Il prodotto, pizze al taglio e focacce (farina tipo 1 e integrale), risulta cotto al punto giusto, morbido e croccante. Da 2,50 a 4 € al trancio.

Pandemonium Pizza al Taglio. Via Anfossi, 19. 20135 Milano. Tel. +39 3476536800. 

5. Briscola

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Aperta a primavera 2015, ha ampliato con una filiale a Firenze e poche settimane fa una seconda sede milanese in via Pier della Francesca – prossima apertura, Londra. Le pizze (di piccolo formato, sui 18/20cm) sono vendute a coppie (a 10 €) secondo quell’idea di condivisione che è alla base della filosofia del locale. Ma è anche possibile “costruirsi” la propria pizza di 28/30cm: si sceglie la base (7€), e si aggiungono i vari topping, per 1/2€ l’uno.

Briscola Pizza Society. Via Antonio Fogazzaro, 9. Tel. +39 025455496.

4. Dry

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Dry è un progetto firmato dallo chef stellato Andrea Berton e dall’ottimo pizzaiolo Simone Lombardi. Siamo nell’ambito pizza gourmet: e se le proposte di pizze sono molto interessanti (e ribadiamo la nostra passione per la focaccia tonnata, cioè col vitello tonnato), segnaliamo il nuovo “cubotto”: un cubo appunto di focaccia semi-integrale, cotto a vapore, passato al forno, leggero e morbido, servito con tapenadeguacamole, caprino fresco. Le pizze classiche da 5 a 9€, da arricchire con una serie di ingredienti a parte; le pizze dello chef da 12 a 16€.

Dry. Via Solferino, 33. Tel +39 0263793414.

3. Olio a Crudo

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La più nuova creatura di Gino Sorbillo a Milano, dopo Lievito Madre e Pizza Fritta. Aperta veramente da poche settimane in Zona Tortona, oltre alle classiche pizze made in Sorbillo qui con farina Tipo 1 (compresa una margherita “cafona”, di formato ridotto rispetto alle rot’ ‘e carr), propone alcune paste (Felicetti) condite con i condimenti della pizza; e su tutto, ovviamente, tre tipi diversi di olio, biologico, a crudo. Le pizze vanno da 7 a 15 €, i ripieni 9/9,80 €, le paste da 9 a 12€.

Gino Sorbillo Olio a Crudo. Via Montevideo 2 angolo via Savona.

2. Berberè

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Si è trattato di una delle pizzerie più attese in città degli ultimi mesi. Nata a Bologna dalla collaborazione tra i fratelli Aloe e Alce Nero, Berberè ha già aperto a Firenze e Torino – ed è approdata in zona Isola da un paio di mesi, con grande successo. Lievito madre, lunga e doppia lievitazione, utilizzo di farine semintegrali biologiche macinate a pietra, impasti studiati su misura per il condimento, accostamenti interessanti, ottima scelta degli ingredienti. Da 6,50 a 13,50€.

Berberè Pizzeria. Via Sebenico, 21. Milano. Tel. +39 02 36707820.

1. RossopomodoroLab Sabotino

margherite Vincenzo Capuano

Un laboratorio: è questa l’essenza di Rossopomodoro in viale Sabotino, base e regno di Vincenzo Capuano, pizzaiolo figlio d’arte (suo padre Luigi è l’anima di Anema e Cozze Orseolo) e Vice Campione del Mondo. Qui infatti, oltre a seguire amorevolmente la lievitazione e l’idratazione dei suoi impasti, e a preparare centinaia di pizze, Vincenzo si dedica alle sperimentazioni – l‘ultima, la pizza dedicata a Milano, con base allo zafferano. Continua a piacerci, e per questo la incoroniamo come regina di questa classifica: ma i pretendenti al trono stanno affollandosi minacciosamente attorno al podio…

RossopomodoroLab Sabotino. Viale Sabotino, 15. Milano. Tel. +39 02 5832 8501

pizza napoletana cottura

Mentre voi state già prendendo forchetta e coltello per vivisezionare questa classifica spostando pizzerie in alto e in basso (e spero vogliate dirci anche le vostre preferite), ecco che spunta un nome.

E un caso, tutto milanese.

Il caso Spontini

pizza impasto spontini

Una classifica della pizza milanese non può esistere senza Spontini, simbolo della milanesità in pizzeria, tanto vituperata dagli “stranieri” e soprattutto dai napoletani quanto amata dai meneghini – ma qualche partenopeo che comunque parteggia per la pizza di Spontini c’è… Il proliferare di punti vendita a Milano, nell’hinterland e all’estero, in Giappone, e le code all’ingresso, in certi orari generalizzate, sono una potente molla per un suo posizionamento in classifica: ma questa volta la teniamo fuori. E non solo per vedere l’effetto che fa.

Voi che ne dite? Andrebbe inserita nella top 25?

Spontini. Via Spontini, 4. Tel. +39 022047444

[Immagini: Scatti di Gusto, Io e Margherita, Shane Eaton/questamiamilano, Napoli Food Porn, iPhone Emanuele Bonati]

36 Commenti

    • Facciamo così. Questo commento lo lasciamo per far capire che tipo di commenti servono in un post. Questo commento NON serve.

  1. Spett. Redazione,
    chiedo gentilmente chiarimenti sul tipo di commenti che si possono fare in questo blog.
    Si può dissentire?
    Si possono esprimere OPINIONI(non verità) che non riflettono quelle del blog?
    Chiaramente entro certi limiti, quelli della buona educazione.
    Aggiungo un aspetto importante: quando si entra in polemica con le opinioni degli Altri non è sempre facile esprimere liberamente opinioni scomode e, nello stesso tempo, non ledere la sensibilità di chi critichiamo.
    Personalmente, per quanto molto attento, adotto un mio modo di rimediare agli eccessi della vis polemica: chiedo pubblicamente scusa: l’ho fatto più volte su questo blog.
    Mai accetterei, invece, di adeguare il mio pensiero alle opinioni del blog per continuare a esprimermi.
    Ecco perché chiedo chiarimenti: volete limitare la libertà di espressione del pensiero dei vostri lettori-commentatori? O volete continuare a dare loro la libertà di parola che vi caratterizza da anni? Alcune dichiarazioni degli ultimi tempi sono delle intimidazioni?
    Cordiali saluti

    • Il principale limite è l’ingiuria, ovvio.
      Il secondo è attenersi all’argomento del post.
      Il terzo è dare una ragione del dissenso (o del consenso).
      Un commento del tipo “Siete seri? Davvero?” non fa capire le ragioni del (supponiamo) dissenso, né aggiunge elementi utili per i lettori.

      • 1 è evidente che andrea si riferiva a spontini (o forse al numero 1 in classifica ?)
        Comunque come mi ha risposto in precedenza il vostro Maestro “Forse non abbiamo capito che con la parola pizza si intendono tante cose. …”, direi che è evidente che con la parola pizza si intendono tante cose, forse anche con la parola “belle fotografie” si possono intendere tante cose diverse.

  2. Visto che hai incluso le pizzette pescaresi in tegamino, non mi sembra uno sfregio alla Pizza l’inserimento di Spontini, che ne fà una alta, cotta in teglia tonda. Negli anni a Milano hanno aperto molti locali che propongono questo tipo di pizza; di recente ne ho trovato uno migliore per tipo di pasta e di salsa. Si tratterebbe di una pizza “alla Toscana”? Sono ignorante in materia, ma la godibilità, al di là dei fattori a)ore di lievitazione b)farine Caputo c) mozzarella di Agerola d) forno a legna vs elettrico è di grande godibilità, “unta” al punto giusto ma stranamente assai digeribile. Forse ci si assuefa, visto che la prima volta che l’assaggiai (moltissimi anni fa) quasi picchiai il mio accompagnatore che mi portò nella prima sede di via Spontini.

  3. La classifica è piuttosto eterogenea e include pizze napoletane e non. Diciamo che accontenta un po’ tutti, considerando il piazzamento piuttosto generoso dedicato a posti indubbiamente di poco conto. In altre parole, locali che non mettono e non tolgono nulla a Milano, nel panorama della pizza. E considerando anche l’esclusione dei Capatosta che secondo me è decisamente incredibile.

    La regina delle pizze “gourmet” è sicuramente Lievità in via Sottocorno: si mangia in un sol boccone Berberè il cui secondo posto mi lascia assai interdetto, ancor più dell’inserimento politicamente corretto di Spontini (che non è una pizzeria, ma un fast-food di scarsa qualità).

    p.s le mie foto sono bellissime. 🙂

    • La classifica ovviamente è di Milano e tiene in considerazione le differenti interpretazioni di pizza. Con pizza, non smetteremo mai di ricordarlo, non si intende solo quella napoletana o alla napoletana.
      A noi invece ci lascia interdetti il titolo di regina che sarebbe assegnato a Lievità. E lo saremmo anche se dovessimo tenere in considerazione solo le margherite come la l’amico Ezio riducendo il campo di osservazione.
      Capatosta ha avuto ben due inconvenienti, o almeno, siamo stati sfortunati due volte.
      Con posti di poco conto dobbiamo intendere Dry o qualcun altro della Top Ten?
      Spontini è una realtà milanese ed è fuori classifica tanto da essere stato indicato come “caso”.
      Le foto più belle sono ovviamente quelle di Vincenzo Pagano 🙂

  4. Attenzione, ho scritto che Lievità ha il titolo di regina delle pizze “gourmet”. Gli ingredienti sono di qualità altissima e l’impasto (quello di via Sottocorno, con al forno Giorgio Caruso) è sicuramente due spanne sopra Berberè.

    Pizzità, tra l’altro, a me è piaciuta molto (perché non mangio solo la napoletana) e merita di stare sopra Berberè perché ha ingredienti oggettivamente migliori.

    Con “posti di poco conto”, siccome a me piace fare nomi, intendo 12 gatti in Galleria. La pizza più sopravvalutata del decennio.

    Sono invece felice che non abbiate incluso La Taverna Gourmet. Bravi

    • Mi ha deluso l’impasto da lievità (via Ravizza). Non è croccante come prima ma non mi regala nessuna emozione come l’impasto da Marghe, i Capuano, Sorbillo e Frijenno.

      Devo provare Berberè – alcuni dicono pessima qualità, alcuni dicono buona. boh

  5. Ovviamente i gusti sono gusti. Tuttavia, il fuori classifica di Spontini mi lascia comunque perplessa, perché al trancio per qualità a Milano ce ne sono parecchie migliori, a partire dalla Antica Pizzeria Fiorentina di viale Bligny. Se invece è una questione di marketing, nulla da dire. Ciò che mi stranisce riguardo la classifica é che più della metà delle pizzerie presenti sono state aperte di recente. E’ puramente casuale? Parrebbe che la pizza a Milano sia arrivata nel 2015. Deduco che forse siete voi che siete a Milano da poco. Anche perchè che significa scrivere “Non ce ne vogliano i milanesi di ennemila generazioni, ma la pizza è pizza ad ogni latitudine e deve essere buona. Anzi buonissima”? Non è che a Milano si mangiava il risotto pensando fosse pizza. Mah.

      • La Fiorentina al top per quanto riguarda la pizza al taglio, molto meglio di spuntini, ma c’è anche una fantastica “Fusco ” ….zona via cadore / piazzale libia

  6. La pizzq napoletana si cuoce in un minuto, un minuto e mezzo, i difetti delle pizze di Sorbillo sono ben altri come la generosità eccessiva.

  7. Classifica abbastanza condivisibile anche se invertirei il vertice con Berberè saldamente al primo posto.

    Un suggerimento per la redazione, provate IGPizza in Via Brunelleschi 4, hanno aperto da pochi giorni ma il livello è già altissimo, secondo me ne sentiremo parlare parecchio in futuro

  8. La qualità degli ingredienti di berberè indiscutibile. Dall’impasto alle acciughe di Cetara.
    Per me al primo posto, nonostante il forno elettrico
    Lievitá quando c’è un po di confusione perde tantissimo
    Il primo posto non lo commento, a me QUELLA pizza non è proprio piaciuta….ma quello che più mi lascia interdetto è la posizione di briscola

  9. Buongiorno! Vi invito a provare la pizzeria “Il Postino” in zona Lambrate, via Bassini. Credo sia proprio da aggiungere alla lista!
    Cordialmente 🙂

  10. Buongiorno ,
    Sento il dovere di intervenire.
    Dopo aver scorso tutta quella lista di locali che non conosco e che mi stavo ripromettendo di provare ecco che al numero uno mi mettete Spontini … in un attimo ho resettatonil mio pensiero. Siamo andati da spontini ( che io frequentavo quando era solo in zona Lima) in uno dei ” mille ” locali aperti con mia figlia quando aveva 6. Poi sette poi otto anni … Be a diverse età in diversi momenti con diversi clima (( avevo pensato fosse l’aria condizionata …) fatto sta che ha vomitato l’anima tutte le volte … alla fine mi sono decisa ad interpellare medico e pizzaiolo: spontini usa più lieviti del consentito … e mozzarella di fattura industriale bassissima per cui noi adulti la digeriamo si ma a fatica e i bambini più sensibili la vomitano . A voi le conclusioni .
    Saluti

    • Come ho scritto anch’io, concordo sulla qualità non buona di Spontini. Tuttavia, cara Daniela, non è difficile capire che al primo posto c’è la pizzeria che sugue il numero 1 🙂
      Spontini è fuori classifica.

  11. Olio a crudo provata in versione da asporto sabato scorso.
    Prima considerazione: che senso ha fare una pizza nettamente più grande del cartone d’asporto per poi ripiegare il cornicione verso l’interno e trovarsela tutta appiccicata?
    Seconda considerazione: è vero che la versione “cartonata” penalizza nettamente la pizza napoletana, però mangiata solo 3 minuti dopo il ritiro (abito accanto al locale) era veramente gommosissima e impossibile da tagliare. E mi ha lasciato anche una certa sete notturna.
    Però gli ingredienti sono buoni.

  12. Ho provato settimana scorsa Garage di Corso Sempione,io ho preso una pizza classica e mia moglie una di quelle gourmet, il prodotto è veramente buono ma soprattutto non mi ha dato il solito problema di gonfiore e acidità,nonostante abbia cenato con un cocktail , probabilmente grazie alla qualità degli ingredienti e ad una particolare lievitazione, il cameriere ci ha detto che usano pochissimo lievito, in più la location è veramente bella
    Ho provato tempo fa briscola ma personalmente non amo la pizza col bordo gommoso,preferisco di gran lunga quelle ben cotte un po più croccanti
    Sportini buona se non fosse che ogni volta mi resta tutto sullo stomaco

  13. Nella serie “napoletane” metterei Da Leone, che sta di casa proprio di fianco al primo (grandioso per bontà) Lievità di via Ravizza.

    • Verissimo, non capisco come non riesca ad entrare in classifica. Pizza buonissima, l’ultima volta che sono stato la stragrande maggioranza della clientela era napoletana. Un bel biglietto da visita.

  14. Con tutto il rispetto non credo che si possano includere in simili classifiche pizzerie che non hanno il forno a legna come BERBERE’

    • C’è anche chi “Propone una focaccia “al taglio””.
      Nelle prossime classifiche includeranno anche la focaccia barese?
      Maddai!
      (che è il nome della “focacceria” milanese in classifica al 17 posto)
      PS
      Mettere insieme prodotti così diversi crea confusione nei clienti.
      Ma forse non è questo uno degli obbiettivi di chi vuol convincere i clienti e portarli verso alcuni locali in particolare?
      Da sempre confondere è una delle strategie per manipolare meglio le menti.

  15. Sono stato in via Bligny-Rossopomodoro Lab circa 10 giorni fa, sul presto (19:30).
    Arrivano le pizze pochi minuti dopo la comanda: immangiabili, rimandate indietro (mi sarà capitato una o due volte in vita mia, ma neanche nelle peggiori kebabberie egiziane). Tra l’altro una delle scelte era con impasto integrale: arrivata con impasto normale, tranne che per la cameriera…..
    Arrivano le due nuove pizze: un pochino meglio ma giudizio sempre negativo. Al momento di pagare il conto il responsabile ci ha detto che le prime pizze erano poco cotte perchè il forno non era in temperatura…..che dire…accendete prima il forno!!!!
    Giudizio finale: pizza pessima, servizio scadente ed arrogante.

  16. Mi pare stupido che molti napoletani continuino a scrivere ” la vera pizza non è quella, spontini fa schifo, cornicione di quà and co.”…ovvio che i milanesi hanno una tradizione ed un gusto diverso, un ristorante o una pizzeria cerca di soddisfare il palato dei clienti, il fatto che oggi vadano molto le pizze napoletane penso sia per il fatto che ci sono tanti napoletani che vivono a milano, da quel che vedo infatti i milanesi continuano ad optare per spontini (per niente evitato dai turisti, anzi, in centro è sempre pieno e ha aperto pure all’estero, ma ce la fate?!). La pizza alta va molto e per la precisione la pizza toscana non esiste, la pizza “al taglio” è più una rivisitazione di una focaccia tipica del lombardo… Spontini è nato dall’idea di un toscano che al posto di formaggio ha messo mozzarella e pomodoro dandole l’aspetto di una pizza, credo che nasca da questo la confusione….in ogni caso anche la pizza fritta che avete inserito a me non piace per niente, tra quella e Spontini (che non usa per niente prodotti scadenti,anzi) non avrei dubbi…non capisco anche queste lamentele sul “cornicione”, la maggior parte della gente in da queste parti preferisce la pizza bassa, per questo la fanno così, trovo davvero stupidi i commenti a riguardo, è una questione di gusti, se siete abituati diversamente non vi piacerà, però prima di commentare un po’ di apertura mentale non guasterebbe…

  17. Spontini secondo mio modesto parere è stato il numero uno della pizza al trancio…ora ha perso parecchi punti e non merita di rientrare nei top…

  18. Provate la pizzeria napoletana Daniele in via Alessi 1 a Milano. O fatevela portare a domicilio. Tel. 02 8356442 – 334 1537920. Secondo me cambierete classifica.

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