Pizza e bibita a un costo di 10 euro nel 2026 è diventato un sogno per molte città o almeno per le 30 città in Italia esaminate da Altroconsumo. Che ha stilato una classifica del prezzo medio di una pizza e di una bibita da nord a sud. E le sorprese non mancano o, meglio, i dolori.
Secondo la classifica con meno di 10 € a testa, pizza e bibita sono possibili solo a Reggio Calabria e a Livorno. La media rispettivamente è di 9,47 euro e 9,53 euro. Ma bisogna pur scegliere bene perché se il prezzo minimo e massimo di Reggio Calabria è tra 8 e 10 euro, quelli di Livorno oscillano tra 8 e 13,50 euro. Facile sforare i 10 euro. E guardando alla percentuale di variazione del prezzo rispetto al 2025, quest’anno Reggio Calabria fa segnare un modesto + 3,5% mentre Livorno mette in tabella un più robusto 8,9%.
Bolzano è la più costosa

Per Altroconsumo (qui tabella e report), la città più costosa è Bolzano: pizza e bibita nel 2026 costano in media 15,04 con un aumento del 3,3%. Si sfora la soglia psicologica dei 15 euro per una frazione di punto ma la forbice del prezzo minimo e massimo dice che in Alto Adige siamo ben oltre i 10 euro. Pizza e bibita a Bolzano costano almeno 12,30 euro e possono arrivare a 19 €.
Rilevazioni che sfornano sorprese dolorose come detto. La seconda classificata delle città più costose per il facciamoci una pizza (e bibita) nel 2026 è Palermo. Prezzo medio di 14,56 € che l’avvicina se non geograficamente sicuramente al tavolo di Bolzano. Variazione del 4,8% 2025 su 2025. Ma soprattutto gradino più alto del podio per il prezzo più alto registrato che è di 28 euro. Anche se a ben guardare come prezzo minimo c’è un 9 euro che porta sotto la fatidica soglia dei 10 euro.
Costi sotto i 10 euro per pizza e bibita nel 2026

Questione di individuare le pizzerie con il prezzo più basso nella forchetta minimo massimo di Altroconsumo.
Leggendo in questo modo la tabella, la classifica dei costi di pizza e bibita a meno di 10 euro nel 2026 cambia.
- Verona: 7,50 €
- Milano: 8 €
- Genova: 8 €
- Parma: 8 €
- Catanzaro: 8 €
- Livorno: 8 €
- Reggio Calabria: 8 €
- Firenze: 8,50 €
- Cagliari: 8,60 €
- Pescara: 8,80 €
- Messina: 9 €
- Napoli: 9 €
- Palermo: 9 €
- Brescia: 9 €
- Roma: 9 €
- Trieste: 9,50 €
- Ascoli Piceno: 9,50 €
- Bari: 9,50 €
- Trento: 9,80 €
Messa così, restano fuori da pizza e bibita a non più di 10 euro queste città:
- Udine: 10 €
- Novara: 10 €
- Ancona: 10 €
- Bologna: 10,50 €
- Torino: 10,50 €
- Perugia: 10,50 €
- Sassari: 10,50 €
- Venezia: 11 €
- Aosta: 11,50 €
- Terni: 12 €
- Bolzano: 12,30 €
Ma quale pizza è stata contabilizzata?
Per avere costi di pizza e bibita così diversi nella stessa città vuol dire che sono state prese in esame la pizza più economica e quella più costosa di diverse pizzerie? Sembra molto strano che Palermo abbia una forchetta 9 – 28 euro. In pratica il triplo tra minimo e massimo. E che la pizza e bibita meno costosa d’Italia sia a Verona con 7,50 euro, che a Napoli non si riesca a mangiare pizza e bibita con meno di 9 euro mentre a Milano sia possibile farlo con 8 euro.
Il benchmark del prezzo della pizza è la solita Margherita (o la Marinara)? Per cui letta così, la classifica dei costi sarebbe di pizza Margherita e bibita?
Da Altroconsumo fanno notare che Il costo medio però nasconde ciò che è forse più interessante, cioè la variabilità di prezzo tra una pizzeria e l’altra in una stessa città. Come appunto a Palermo e meno sorprendenti i casi di Milano e Firenze. Le forbici da 8 a 22,50 euro e da 8,50 a 20 euro sarebbero il segno di una crescente polarizzazione economica dell’offerta. Ciò significa che la pizza non è più solo un prodotto popolare: riflette differenze di qualità, di indirizzo e di posizionamento, come le proposte gourmet.
Ergo qui stiamo confrontando pizze diverse per tipologia nella stessa città. Ma è un po’ come sommare mele e pere. Solo a me sembra un po’ strano questo sistema di rilevazione? Intanto qui vedete cosa accadeva a Milano nel 2023.









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