Dove mangiare a Verona spendendo poco. Osterie e trattorie

Ce lo chiediamo quando siamo lì per un giro nel pittoresco centro storico o in occasione del Vinitaly, dove mangiare a Verona spendendo poco.
Se lo chiedono i turisti stranieri affascinati dai siti romani ben conservati e dalle stradine acciottolate fiancheggiate da edifici medievali color rosa.
E chi siamo noi per non rispondere a questo S.O.S generalizzato.
Dunque, dove mangiare a Verona spendendo poco nel centro compatto e facile da percorrere di una delle città più sottovalutate d’Italia?
Osterie, trattorie, locande. Risotto all’amarone, bollito con la pearà, bigoli, trippe e pastissada de caval con la polenta.
Insomma, ce n’è di cose da mangiare e bere prima di arrendersi al kitsch e farsi quel selfie sotto il balcone di Giulietta.
Altri capitoli della serie low cost: Dove mangiare spendendo poco a Milano, nei quartieri acronimo. Nella ridente Senigallia. Nelle migliori trattorie di Modena. O in quelle di Firenze.
I piatti tipici di Verona

Sempre presenti nelle cucine tradizionali della città scaligera, figurarsi poi nelle veraci osterie dove mangiare a Verona spendendo poco protagoniste della nostra guida, sono gli immancabili piatti tipici di Verona.
Lesso e Pearà. Non si va via da Verona senza aver provato il suo piatto più simbolico, il bollito con una salsa di pane, brodo e molto, molto pepe. Per palati forti, ma squisita.
Bigoli con le sarde. La pasta fresca simile agli spaghetti, solo più spessa, tipica di Verona. Condita in tutti i modi, specie con il ragù d’asino, ma nel piatto più tipico di Verona con le sarde del lago di Garda. Piatto in origine quaresimale, che unisce i sapori del mare e della terra.
Pastissada de Caval. Ricca e saporita, una pietanza dalle origini che si perdono nei libri di storia della cucina veronese, fatta con carne di cavallo cotta a lungo in un sugo di vino e spezie. Consigliato l’abbinamento con i migliori bianchi e rossi della zona.
Polenta e osei. Una specialità che fa la gioia dei carnivori, composta da piccoli uccelli arrostiti e serviti con la polenta. Una portata che richiede la cottura perfetta degli osei, per renderli morbidi e croccanti.
Risotto all’amarone. Due prodotti tipici di Verona insieme nel più classico dei risotti o locali, il riso vialone nano IGP e il vino Amarone della Valpolicella. Un piatto cremoso e profumato, che sa di eleganza e raffinatezza.
Dove mangiare a Verona spendendo poco

- Dove: Piazzetta Chiavica, 5, 37121 Verona VR
- Telefono: 045 591159
- Prezzo medio: 40 euro
Ha tutto, la “Vecchia Fontanina”, per attirare clienti nei suoi interni rustici e d’atmosfera vicinissimi a Piazza del Erbe. Dove ci si rilassa facilmente, aiutati da generosi piatti che più tradizionali non potrebbero essere e prezzi alla portata ogni tasca. Se volete ambientarvi nel modo migliore iniziate dalla polenta con lardo, soppressa e gorgonzola (12 €). In alternativa andate su uno dei famosi taglieri dell’Hostaria, con salumi e caci locali con mostarde e marmellate (22 €) . Considerato il rapporto qualità prezzo, probabilmente il più vantaggioso di tutta Verona, non è una cattiva idea concedersi un ricco risotto all’Amarone con tartufo (minimo per 2, 18 € a persona). La patissà (spezzatino con carne di cavallo e polenta) è una dichiarazione d’amore per la cucina scaligera (18 €).
Dove mangiare a Verona spendendo poco: osteria con i tavoli in piazza

- Dove: Piazza Corrubbio, 30, 37123 Verona VR
- Telefono: 045 259 2939
- Prezzo medio: 40 €
Un posto caratteristico, oggi guidato dalla gestione giovane e intraprendente di Stefano e Alessio che ai fuochi valorizza la tradizione veronese con piglio contemporaneo. Come con il ramen dell’Osteria che sono capelli d’angelo in brodo con fegatini di pollo (16 €). E poi il risotto del giorno (minimo per 2 persone, 15 € a persona) e i moscardini alla luciana (19 €), fumanti e invitanti nel loro coccio. Tra i dolci, la sbrisolona dello chef con grappa o zabaione (7 €). Cantina moderna con mescita sempre aggiornata, servizio agile e spigliato, dehors in piazza.
Pizza e Perbellini

- Dove: Galleria Pellicciai, 10, 37121 Verona VR
- Telefono: 045 595562
- Prezzo medio: 25 €
Per rispondere alla domanda dove mangiare a Verona spendendo poco abbiamo preso in considerazione anche una pizzeria. Forse perché griffata da Giancarlo Perbellini, chef, imprenditore seriale alla guida di Casa Perbellini, il migliore ristorante che vanta 3 stelle Michelin. Il menu è suddiviso in “pizze di sempre”, con la margherita di bufala a 9,50 € e la Capricciosa a 13,50 euro. E poi ci sono le pizze dello chef (con impasto anche ai cereali), per esempio la Burrata e pomodorini tiepidi (13,50 €) con pomodoro, burrata, pomodorini, basilico, olive taggiasche, Grana Padano. Sono pizze tonde classiche nel senso moderno del termine con diametro contenuto e cornicione ben presente. C’è anche la schiacciata con lardo e rosmarino (9 €) e altri sfizi, dalla insalata di radicchio veronese (15 €), alla tartare di manzo (150 grammi, 22 euro). Tra i dessert, la millefoglie di Giancarlo Perbellini (10 €).
Dove mangiare a Verona spendendo poco: bigoli e 1500 vini

- Dove: Via Ponte Pietra, 19A, 37121 Verona VR
- Telefono: 045 800 0653
- Prezzo medio: 45 €
Una cantina con quasi 1.500 etichette, alcune visibili nelle pareti che nascondono in parte la cucina parzialmente a vista, dove si muove Massimo Perna. E da dove escono piatti molto appetitosi che puntano sulle carni ben selezionate e frollate. In particolare di cavallo, specialità dell’osteria veronese, tra le più note e affidabili della città. Da provare senza esitazioni il tris di carne di cavallo dell’Alcova del Frate: Carpaccio con mandorle fritte e Monte Veronese Oseleta, sashimi con Parmigiano e battuta al coltello e il Controfiletto di avallo, Parmigiano Reggiano, aceto balsamico (26 euro). In carta anche i bigoli al ragù d’asino (17 €), pasta fatta in casa con ragù brasato all’Amarone e parmigiano invecchiato. Tra i secondi, il cosciotto di pollo Bio Veronese arrosto, croccante, disossato, morbido con patate al forno (18 €). Lemon Pie in Tre Frolle (8 €), frolla croccante, crema al limone e meringa flambè.
Prezzo fisso imbattibile nel palazzo di Romeo (forse)

5 – OSTERIA AL DUCA
- Dove: Via Arche Scaligere, 2, 37121 Verona VR
- Telefono: 045 594474
- Prezzo fisso: 26 € per un primo e un secondo; 30 euro se si sceglie filetto di manzo o stufato di manzo all’Amarone con polenta o baccalà alla vicentina.
Il menu costa 26 € e comprende un primo e un secondo per persona. Si possono scegliere tutti i classici scaligeri. I bigoli al torchio, sia con ragù d’asino che all’acciuga con uvetta e pinoli. La pasta e fasoi alla veneta. La trippa in umido, la bistecca di cavallo alla griglia o la polenta, profumata e totalmente irresistibile. Tanto da avere altri menu dedicati, per esempio: menù con stufato di manzo all’Amarone e polenta, menù con baccalà alla vicentina e polenta e menu con seppie in umido e polenta, tutti al prezzo di 30 €. Profonda la carta dei vini, in un’osteria antica a due passi dalle Arche Scaligere e dal centro monumentale di Verona, ambientata in un palazzo merlato del XIII secolo. Dove, si dice, sia nato e cresciuto Romeo. Ma anche se non fosse vero: cosa volete di più?
Dove mangiare e fare anche l’aperitivo a Verona spendendo poco

- Dove: Via Rosa, 12, 37121 Verona VR
- Telefono: 045 803 0579
- Prezzo medio: 40 €
Aperto nel 1909 vicino a Piazza delle Erbe e riconosciuto dal Comune veronese come “ristorante tipico”, il Caffè Monte Baldo è un’amata cicchetteria. Con 70 tipi di tartine e bocconi a base di pesce, carne e verdure non disdegna affatto (anzi!) il rito moderno dell’aperitivo. La selezione di tartine del Caffè Monte Baldo conta 10 pezzi e costa 20 euro. Chi ha appetiti più robusti può dedicarsi al sandwich di polenta croccante ripieno di baccalà mantecato reso più appetitoso dall’insalatina di carciofi e dalla bottarga (18 €). E poi gnocchi “sbatui” della montagna veronese serviti con ricotta affumicata e tartufo nero (18 €), il fegato alla veneziana con polentina morbida (20 €). Tra i dolci, tiramisù (8 €) e pavlova (9 €). Tutto accompagnato dai vini della cantina, compresa una ricca scelta di etichette e grandi annate al bicchiere. Premiata perfino dalla rivista americana Wine Spectator.




