Un marziano a Roma/23 Da Cesare la cucina è perfetta per la domenica!

Bisogna sempre giocare onestamente quando si hanno le carte vincenti. (Oscar Wilde)

Una volta qui era periferia, campagne e prati. La borgata di ragazzi di vita iniziava dopo Donna Olimpia, il riccetto camminava da queste parti ed era solo ieri, poi con gli anni Settanta è diventata la nuova frontiera di un benessere nazionalpopolare. Questa trattoria sta qui da sempre e ancora potremmo immaginare le interminabili partite a scopone con la fraschetta davanti, sotto la pergola estiva. Da due anni però è cambiato tutto, senza strappi, ma nel solco della tradizione e della continuità.

Leonardo Vignoli ha rilevato questa trattoria di paese, ad un tiro di schioppo dal cuore di Roma, e con tranquillità ha iniziato a proporre la sua cucina, fatta di tanta romanità ed un pizzico frizzante di golosità contemporanea. In città se ne parla, in un tam tam che, giunto alle mie orecchie, mi ha fatto subito pensare fosse il posto perfetto per una gita marziana. E così è stato. In un assolato lunedì di marzo ci siamo recati con il nostro amico verde, sempre più a rota di cibo romano.

La sala è linda, semplice e curata. Un anonimo stanzone chiaro rinfrescato da allegre pennellate lilla. Le tavole bianche, con belle porcellane e bicchieri adeguati. La carta dei vini è interessante, con ricarichi onestissimi e bottiglie scelte e ricercate con occhio attento al rapporto qualità/prezzo. Il menu è quello che ti aspetteresti nei tuoi sogni romani e certamente quello che si aspettava Qwerty, eccitato e contento da tanta romanitudine.

Fritti misti: si inizia con una gragnuola di frittini espressi molto divertenti. Il fiore di zucca è quello che ti aspetti, senza troppi fronzoli e genuino, peccato per una pastella di garanzia non finissima. Strepitose le polpette di melanzane all’arrabbiata, intense e rinfrescate da una nota piccante verticale assai bella. Le polpette di lesso, mi fanno pensare a quanti danni possa fare il mixer e gli gnocchi fritti cacio e pepe sono una piacevole sorpresa. Golosi

Ravioli alla Matriciana: dei classicissimi ravioloni ricotta e spinaci, dalla fattura rustica e piacevolmente ignorante. Il sugo alla matriciana non ha niente di quella freschezza irruente oggi tanto di moda, ma è denso con un piacevolissimo tono caramellato casalingo. Sa di pranzi della domenica e gite di fuori porta. Intenso

Cacio e Pepe: sembra che oramai in città non si possa fare a meno della mantecatura a freddo, cremosa e morbida. Anche qui, dove non te l’aspetteresti, questa interpretazione moderna e suadente, ma secondo me senza quella magia e quella intensità delle cacio e pepe di una volta. Modaiola

Gnocchi al sugo di coda: buonissimi e golosi. Gli gnocchi sono saporosi e piacevolmente consistenti come vuole la tradizione romanesca, ma insieme anche cedevoli come si confà ad un grande gnocco di patate. Il sugo che li veste poi è succulento, con quel tono giusto di collagene. Spaziali

Involtini al sugo: un secondo che urla Roma nel piatto. Fragranti e tradizionali. La cottura millimetrica rende la carne morbida ma non stremata. Un bel piatto di archeologia del gusto, ma che gusto! Tipico

Baccalà alla Romana: un grande classico della cucina romanesca, interpretato in una chiave più moderna e attuale. Ottima la qualità di baccalà e anche l’interpretazione fresca. Però che rimpianto per quelle teglie con il baccalà e le patate. Moderno

Trippa alla Romana: la materia prima è incredibile, intensa e antica. con quel sapore scuro di una volta. Il condimento classico di pomodoro e mentuccia la rinfresca intensamente. Un grande piatto! Territoriale

Tiramisù: probabilmente il dolce moderno che più caratterizza questo territorio. Qui una lettura alla moda, nel bicchiere. Tutto è giusto e corretto, ma niente di più. Convenzionale

Crostata di Visciole: beh, qualcuno potrà dire che la frolla non è perfetta, rustica e intensa. Che la marmellata è sin troppo dolce… ma nel complesso funziona, eccome! Il dolce giusto per chiudere questo pranzo. Glocale.

La sala gira come un orologio, con un servizio cortese e attento che dopo un ora ci manda a casa senza inutili smancerie. Non crederesti neanche che ci sia una sola persona al lavoro in sala. Il conto poi è stato encomiabile: per quello che avete letto, diviso in tre, 120 € complessivi, con una ottima bottiglia di Vorberg di Termeno Terlano in aiuto.

Alla fine di un pranzo goloso e ricco, uscendo nel sole con l’amico verde che sorrideva molto contento, mi sembrava di essere in una domenica di primavera, e mi sarei seduto volentieri al sole per due chiacchere con il cortesissimo patron, purtroppo era lunedì e si doveva andare al lavoro. Ci dovrò tornare a pranzo una domenica, con i pupi e la nonna… sarebbe perfetto! Una interpretazione moderna e encomiabile di un luogo comune dei più interessanti.


da Cesare. Via del Casaletto, 45 – 00151 Roma. Tel. +39 06.536015 (chiuso il mercoledì)



21 commenti su “Un marziano a Roma/23 Da Cesare la cucina è perfetta per la domenica!

  1. signori mi cadee sul melanzano Vorberg Termeno che ve pozzieno. Le foto sono bellissime, larticolo gustoso, come sempre.

  2. ha risposto a jovica todorovic (teo): Jovica, il problema é che Qwerty va sempre di fretta, a forza di fare su e giu con l’intersapzio, ed ogni tanto si distrae soprattutto sui vini che non sono materia sua…lui beve solo spremute di uranio!
    ciao
    nic

  3. Un applauso prolungato alla trippa tra le migliori mai assaggiate (e gli osti di mia conoscenza prendano nota!).

    Io proporrei un brunch de noantri una domenica con fanciulli al seguito, zie, nonne, fidanzati/e, cugini e parentele varie.

    Ci facciamo pure una millefoglie che era assente :-)

  4. ha risposto a Vincenzo Pagano: A Vincè che te lo dico a fà? se s’organizza io porto lo stendardo ;-)

    Bellissimo il racconto e ghiotte le foto (immagino le imprecazioni per via della luce/ombra…)

  5. Come suggerivo qui (http://www.scattidigusto.it/2011/02/16/un-marziano-a-roma20-osteria-di-monteverde-basta-crederci-di-piu/) mi fa molto piacere che vi sia piaciuto…
    Io l’ho scopetto da poco meno di un anno e quando posso ci torno, ormai è il mio posto di riferimento quando voglio stare tranquillo, quasi in famiglia, come ti fanno sentire Leonardo e Maria Pia (“la sola persona al lavoro in sala”).
    Inoltre Leonardo non solo è molto bravo, ma anche una persona umile con una grande passione, e a mio modesto parere meriterebbe sempre più risalto nella media della ristorazione romana…
    La sua cucina è tradizionale, con un’attenzione quasi maniacale per le materie prime (tra gnocchi e coda non so cosa sia più buono… infatti ha unito le due cose!) e poi non guasta un’ottima competente ricerca verso le piccole cantine anche sconosciute…
    Il tutto a meno di 40 euro! Quanti posti ci sono a Roma con questo rapporto qualità/prezzo?

  6. ha risposto a Fabrizio Vicari:
    Ecco, appunto: quanti ce ne stanno a Roma così buoni a meno di 40€? Pochi, ce ne stanno. Quindi fate meno chiasso :-), chè di Monteverde si incomincia a parlare troppo spesso, ultimamente. E non voglio ritrovarmi le colonne di SUV in doppia fila sul marciapiedi…
    Io da Cesare c’andavo pure prima, soprattutto nelle belle giornate di primavera, all’aperto, a mangiare la matriciana e una fiorentina gigantesca, quasi invincibile.

  7. ha risposto a paola: bella questione, sto pensando ad una rubrica sulle trattorie, dal rapporto qualità/prezzo spinto. l’essenza della cucina, senza orpelli e fichettismi… credo che sia attuale e che la semplicità e l’efficacia sarà uno dei principali lasciti di questa crisi ;-)
    Stay Tuned!

  8. Però…devo provare! Terlano, Termeno… Vi comunico che il problema della confusione fra le due cantine è stato recentemente risolto: Termeno da ora in poi si chiama Tramin, in lingua originale. Davvero! Non esiste più in etichetta la dicitura Termeno, in parte per questa ragione cioè la confusione con altre etichette.

  9. Visitato ieri sera. Promosso per competenza, gentilezza, qualità e prezzi. Consiglierei solo di abbassare le luci o diminuire i punti di illuminazione: tutto quel bianco “spara” veramente troppo e se -giustamente- si è privilegiato il contenuto del piatto alle pinzellacchere di contorno, credo che luci più soffuse aiuterebbero ad attenuare la sensazione ospedaliera… :-)

  10. Confermo i giudizi sugli antipasti, con particolare riferiemento alle polpette di melanzane all’arrabbiata (come si dice? spaziali?). Trovandomi al tavolo con persone delle quali ignoravo la propensione a pagare per una buona bottiglia, ho scelto il cesanese in caraffa: ottimo.
    Solo un consiglio per chi ha figli ancora lontani dall’età per matriciane carbonare & Co: portatevi la cotoletta da casa ;-)

    • Sì, sì spaziali è corretto :-)

      Ma per i pargoli non è prevista una pasta con sughetto di pomodoro e carnuccia? E poi, diamine, svezzateli questi piccoletti che poi finisce che non riescono a sgommare!!!

  11. Da Cesare è come tornare a casa.
    L’ambiente è accogliente e l’atmosfera calda e semplice. Appena ti siedi hai la netta percezione che le fatiche e i pensieri della giornata siano rimasti fuori la porta. Andare da Cesare è come tornare a casa e allo stesso tempo è come andare in vacanza: mi siedo e mi sento subito in villeggiatura! Ogni piatto è eccezionale ma la mia passione sono gli gnocchi, con ogni tipo di sugo: da quello di involtino a quello di coda alla vaccinara..una poesia! Gli gnocchi di Cesare sono “veri”, fatti in casa, sembrano quelli di mia nonna…e allora andare da Cesare è anche tornare un pò bambini.

  12. …ancora due parole su questo posto fuori dal comune.
    La differenza la fa l’ottima cucina ma anche il servizio che è impeccabile.
    Da Cesare è tutto “ovattato”, sembra un giardino zen. Tutto si muove con eleganza e tutto è in perfetto equilibrio. Non c’è mai un rumore o un tono fuori posto, le portate che arrivano e i piatti che se ne vanno sembrano una danza sincronizzata.
    La differenza la fa l’ottima cucina e la grande preparazione delle persone che ci lavorano.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

WP-SpamFree by Pole Position Marketing