Copenaghen | 15 ristoranti oltre il Noma dove mangiare bene

Non è un segreto che in questo momento Copenaghen sia una delle capitali mondiali del cibo. Eppure non ero preparata ad un panorama gastronomico così interessante e ora già penso al mio ritorno a dicembre!

Anche se è difficile sintetizzare la cultura del cibo di una città dopo solo un soggiorno di una settimana posso dire che le caratteristiche dominanti che ho riscontrato a Copenaghen sono: un’attenzione maniacale alla qualità, l’utilizzo di erbe spontanee raccolte in campagna, un’attenzione quasi religiosa per gli ingredienti sostenibili e biodinamici e la tendenza a bere tanto e bene. Se non fosse per il mio perenne “disturbo affettivo stagionale”, avrei già fatto i bagagli per trasferirmi al Nord.

Copenaghen è un posto eccitante per bere e anche per mangiare e  devo dire che io mi sono dedicata abbondantemente ad entrambi. Mikkeller Bar è diventato uno dei miei ritrovi regolari. Qui servono 20 birre artigianali alla spina tra cui 10 autoprodotte e offrono alcuni gustosi snack.Birra, salsiccia essiccata e cetriolini in salamoia sono stati la mia abituale merenda. VedStranden 10 è invece la destinazione giusta per chi ama i vini naturali. Mi è piaciuto anche Terrioristen, nel quartiere Nørrebro, un wine bar con vini naturali molto italocentrici.

Per bevande a base di caffeina consiglio il Coffee Collective che fa, a quel che si dice, il miglior caffè di Copenaghen (avendo provato anche molti dei suoi concorrenti, sono del tutto d’accordo!).

Per quanto ho potuto vedere nella mia breve visita, Copenaghen è la capitale mondiale dello smørrebrød, il panino al burro aperto.

Se le cose stanno davvero così, allora Schønnemann è Amalienborg Palace! E’ qui che si trova il migliore smørrebrød della città (una valutazione basata sulla ricerca intensa dei posti più rinomianti). L’edificio tradizionale risale al 1877 e da allora ben poco degli interni è cambiato.

I panini sono fatti con ingredienti di altissima qualità e sono un po’ più costosi della media (a partire da 59 corone danesi, circa 8 euro), soldi certamente ben spesi. Un’altra cosa è certa: il servizio è incredibilmente buono. Ordinate un paio di smørrebrød a testa e, per bruciare tutto il grasso, qualche snap. Da prenotare con molto anticipo.

Un altro famoso locale per mangiare smørrebrød è Aamanns: eccellenti panini in un ambiente contemporaneo. Il Kanal Cafeen è decorato con antiche stampe e attrezzatura nautica. E’ un ottimo posto per entrare in uno stato di sonnolenza postprandiale, magari dopo una visita al vicino Ny Carlsberg Glyptotck. Si raccomanda la prenotazione.

Al Relæ, Christian Pugliese, nato a Messina, già sous-chef del Noma, serve piatti creativi della cucina danese nella zona di Nørrebro. Il suo ristorante propone un eccezionale menu a prezzo fisso per 345 corone (46 euro). Ho mangiato sgombro, sedano e cetriolini salati, agnello di Havervadgård e rape, per finire con un gelato di mirtilli, cocco e pepe nero. Un piatto a base di formaggio di capra può essere aggiunto con un extra di 85 corone (11 euro). C’è anche un menu vegetariano e vini in abbinamento, tutte e due le offerte al prezo di 345 corone (46 euro). Indispensabile la prenotazione (anche online al sito web di Relæ). Consiglio di prenotare un posto al bar in modo da assicurarsi una vista sulla cucina. Pugliese è il patron anche di Manfreds, un caffè-gourmet dall’altra parte della strada. Non ho avuto la fortuna di andarci in questa occasione ma è al top della mia lista di ristoranti per dicembre!

Dopo quattro giorni consecutivi di abbuffate ho visitato AOC, un ristorante contemporaneo molto formale con 1 stella Michelin. Non ero in condizioni di assaggiare per il menu di 10 portate e così mi sono limitata a quello di 4. Veramente notevole l’antipasto di muggine grigia e polvere di funghi servito con funghi crudi, crema di cozze e panna con olio di quercia ma l’intero pasto è stato interessante e impeccabilmente eseguito. Ci tornerò sicuramente!

Cambiamo decisamente genere con i buonissimi hot dog biologici del Døp. Copenaghen è piena di carretti degli hot dog ma Døp serve prodotti fatti con la carne organica di Hanegal. Ottimo come snack o come pranzo. Due luoghi mi sono piaciuti nella zona del mattatoio, ideale per assicurarsi un pasto a prezzi contenuti: Fiskebaren, ottimo per il vino e il pesce e Paté Paté per il foie gras scottato con l’uovo fritto.

E infine il Noma, da due anni il migliore ristorante secondo la guida San Pellegrino 50 World’s Best Restaurants. Il cibo, l’atmosfera e la competenza sono stati persino al di sopra delle mie aspettative e qui ho mangiato uno dei migliori pasti del 2011. Mi è piaciuto così tanto che ho prenotato per dicembre!

Meno convincenti le cene al Geist e al Grønbech & Churchill. Entrambi hanno aperto nel 2011 e, benchè abbia trovato qualche piatto molto buono, nell’insieme non mi sono sembrati al livello degli altri testati.

 

Un ringraziamento speciale va agli amici blogger di Caput Mundi Cibus e a Very Good Food. Senza i loro consigli sarei ripartita affamata!

Testo e foto: parlafood.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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