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Milano. Alla fine sono approdato in quello che il papero nazionale definisce “grande circo della cucina”. Il circo ha il suo capitano, cioè Paolo Marchi che è l’ideatore e il curatore di Identità Golose, il congresso gastronomico italiano (mi sembra di capire, più importante) giunto alla sua sesta edizione. Io di incontri gastronomici ho avuto idea solo con la Festa a Vico di Gennar(in)o Esposito. Lì c’era l’improvvisazione sovrana e perfettamente funzionante, mentre a Milano va in scena l’incontro professionale organizzato con tanto di inflessibili uomini della sicurezza davanti alla sala dei workshop. Dopo tanto sentir parlare di Identità Golose, eccomi alla barriera dell’auditorium di Via Gattamelata. Inizio ad incontrare gli attori di questo cinema. Alcuni li conosco personalmente, altri sono volti noti. Cogliere lo spirito non sarà semplice, penso, mentre ascolto Davide Oldani che spiega l’approccio e la strategia del suo D’O. Noto una differenza con Paris des Chefs che ha chiuso i battenti da poco. A Milano non è possibile scattare foto dei piatti che sono in preparazione perchè la pedana è ben più alta e il palcoscenico è sempre out per i fotografi non-ufficiali anche al termine delle riprese.

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Stranamente i tempi di una diretta televisiva via web come quella francese sono risultati più aperti, anche se la quantità degli interventi è stata di gran lunga inferiore. Peccato per noi, compulsivi divoratori di immagini. Tutt’intorno alle sale delle conferenze ci sono le aree di degustazione. La quantità di persone che li esplora è sostenuta. Operatori del settore, cioè cuochi, che vanno alla scoperta di nuove materie prime dopo aver ascoltato l’esperienza di un collega già assurto agli onori della cronaca. Gironzolo, essendo anche ora di pranzo. E nello stand che non è cibo ma acqua (una delle mie preferite, S. Pellegrino, frizzante) ecco che ti vanno in scena i maghi del risotto: Christian e Manuel Costardi da Vercelli. Ragazzi, preparate qualcosa, chiedo speranzoso. Faccia provocante di Christian. “Sì, un risotto”. Come mi è dolce naufragare su queste spiagge, pardon bancone. Postazione fissa e attesa.

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Ora mangiamo e fotografiamo. Il circo si muove, si allarga e respira nei diversi stand pronto a cogliere nuove emozioni. Io sto prendendo le mie. Nuovi conoscenti, forse qualche amico (sempre difficile entrare in un mondo nuovo), qualche apertura al progetto di scattidigusto, un po’ di diffidenza e tanta voglia di imparare. Due immagini si fissano della giornata. Manuel Costardi che alza il pentolone ben ripulito ed Eleonora Cozzella che si lascia tentare dal risotto (a proposito il segreto della sua invidiabile linea: dieta a casa e mangiare in pubblico).

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Il circo ha le sue star, basta guardare le loro evoluzioni per conoscere sempre di più. E stavolta nel risotto c’era anche il riso (con Barbera d’Asti Superiore e toma valsesiana): buonissimo anche in questa versione campeggio. Io ho trovato due insegnanti che sono un chicco, ops, fiore all’occhiello della nostra gastronomia.

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Foto: Francesco Arena

1 commento

  1. bel lavoro! complimenti non ti smentisci mai, hai sempre un’interprestaizone die fatti personale e intrigante, cin cin Marzia

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