Brunch della tradizione all’Open Colonna di Antonello da Labìco

Nel giro di pochi giorni ci sono stati tre incontri tra i food blogger, Roscioli, Bombay Sapphire e un brunch domenicale all’Open Colonna organizzato da LeFrancBuveur

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Prima che Antonello Colonna si trasferisse a Roma avevo aperto molte volte la porta rossa di Labico, una delle ultime per una storica cena con i forumisti del Gambero Rosso. Non credo che abbia senso fare paragoni tra il vecchio ristorante e la proposta per pranzo del nuovo. Tuttavia ho sentito pareri diversi sull’Open da persone che erano state a Labìco e altre che non ci sono mai state. Quindi credo che la scelta più corretta per me sia attenermi all’esperienza fatta domenica a pranzo senza preconcetti o aspettative e rimandare il giudizio tra il vecchio e il nuovo ristorante. Il Palazzo delle Esposizioni di Roma è davvero molto bello secondo me. E l’Open Colonna vi si sviluppa su due livelli moderni e luminosi con un grande soffitto trasparente da cui entra altra luce. Belle anche le terrazze, dove prendere un aperitivo o rilassarsi dopo cena.

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Dopo un saluto ad Antonello Colonna, in cui lui passa varie volte dal tu al lei (che usa per rimproverarmi indignato che i geologi si siano fatti sfuggire la sede storica di Largo Santa Susanna. E ha ragione, aggiungo io) per poi tornare al tu, mi unisco agli amici per il pranzo.

open-colonna-antonello-piatti

La formula del pranzo è molto semplice, dal lunedì al venerdì per 15 € si possono assaggiare due piatti scelti dalla carta del ristorante gourmet, il sabato e la domenica invece c’è il brunch a 28 € con piatti della tradizione. La scelta è grande, tra tanti piatti proposti ho preso la crema di ricotta, la robiola col miele, una zuppa, cous cous freddo, insalate di pasta e di riso, un assaggio di lasagne e parmigiana servite in cocotte.Tra i secondi, una decina almeno, ho assaggiato la porchetta d’Ariccia tagliata finissima, le polpettine al sugo, involtini, spuntature al sugo e in bianco, frittata di zucchine, salsiccette, tutti piatti molto romani. I dolci erano tradizionali, l’unico slancio innovativo come presentazione lo offrivano i bicchierini di sbriciolata di millefoglie e di zuppa inglese. Ho assaggiato anche i bignè, il Mont Blanc e una cassata.
Il mio parere sull’offerta di cibo è nel complesso positiva con alcune cose ottime e altre soddisfacenti, la carta dei vini a pranzo è molto ridotta, tutte le bottiglie sono anche in mescita, e con ricarichi non sempre giustificati. Servizio veloce e cordiale, che essendo un pranzo a buffet si limita a liberare i tavoli dai piatti usati e servire le bevande sempre con solerzia e cortesia. Qualcuno ha apprezzato poco il costo eccessivo dell’acqua microfiltrata, in effetti poco giustificata.
Vista la vicinanza con il mio ufficio, mi riprometto di provare la proposta dei giorni feriali e al più presto il ristorante.

Grazie della piacevole compagnia a: 
Nadia di Mamma che buono! , Elisa di Elisakitchen, Antonella di Croce e delizia, Enrico di Lefranc buveur, Max di Cucina Sms, Stefano di la mia vita tra la carne e tanti amici.

Open Colonna. Palazzo delle Esposizioni – via Milano 9A Roma. Tel. +39.06.47822641. www.opencolonna.it

[Daniela Delogu]




- lunedì, 8 marzo 2010 | ore 11:48

47 commenti su “Brunch della tradizione all’Open Colonna di Antonello da Labìco

  1. Sincera sincera? Non sono invogliata a andarci.
    A parte che le insalate di pasta e di riso non le vedo adatte alla stagione (ma poi mi sembrano anche poco appetibili: nel riso cosa c’è, mais e carote?), quel bocconcino di mozzarella ha un aspetto triste e per niente incoraggiante. Nella millefoglie sbriciolata non ci trovo niente di innovativo, è di solito un modo per utilizzare i ritagli di sfoglia. Non so cosa sia quello nell’ultima foto, ma spero proprio che non sia un Mont Blanc…
    28 euro per questo cibo non mi sembrano proporzionati. Meglio l’osteria.

  2. ha risposto a Lydia Capasso: ha risposto a Lydia Capasso:

    Cara Lydia, e come mai ti dovrei perdonare?
    Il ristornate non è mio e il mio parere non è detto che sia uguale al tuo.
    Per fortuna ognuno di noi ragiona e valuta con la propria testa, mi dispiacerebbe il contrario.

    Nel mio personalissimo bilancio ha un peso quello che mangio e ce l’ha anche la bellezza del posto.
    E’ difficile che uno solo di questi aspetti mi dia soddisfazione.
    Mangiare i piatti di Pierangelini in un brutto posto mi avrebbe dato meno soddisfazione, li avrei trovati buoni ma alla fine non sarei stata completamente contenta probabilmente.

    Credo che il valore finale, cioè essere soddisfatti sia lo stesso per me e per te, probabilmente cambiano le rogole. Che non vuol dire che le mie sinao meglio o peggio delle tue, sono solo diverse.

    Come ho scritto ho mangiato piatti tradizionali di diverso valore e bontà, in un posto bellissimo, pieno di sole e luce e con un’ottima compagnia.
    Alla fine il mio bilancio è stato positivo. Spero che da quanto ho scritto emergesse questo.
    Tu probabilmente hai altre regole e per te le mie valutazioni hanno un altro peso. Probabilmente avresti dato un peso diverso a cibo, luogo e compagnia.
    Credo che sia giusto così. Si pubblicano pareri per informare, non per convincere qualcuno.
    Io la vedo in questo modo, quindi se non andrai all’Open non mi fai un torto e sarò contenta lo stesso del mio brunch domenicale.

    :-))

  3. Io piuttosto sarei andato il sabato insieme alla brigata dissaporiana guidata dal Papero Giallo che mi sembra sia andata molto meglio (ovviamente a prezzi diversi)

    Intelligente la scelta di offrire ai visitatori del Palaexpò un light lunch a soli 15 euro nei giorni feriali, 28 nei festivi, per poi la sera accontentare i palati più esigenti, ai pochi tavoli del piano superiore, con relativa imponente carta dei vini. Maurizio Cortese su dissapore.com

    Non riesco a dare torto a Lydia e a Stefania. Se questo è il futuro dei ristoranti italiani, parafrasando il titolo, non mi sembra che siamo messi benissimo….

    Rispondo anche a una mail: Labìco indica il luogo dove era ubicato il ristorante di Antonello Colonna, quindi da Labìco

  4. Dani, ariscusami, ma quell’isalata di pasta con mais e carote cosa ha di tradizionale?
    Quella mozzarella, che alla vista mi sembra vallelata, mi pare un’insulto alla mia terra.
    E quell’ammasso di panna hoplà non capisco cosa sia.
    Che la compagnia sia stata ottima, non lo metto in dubbio, che il luogo sia curato è un altro discorso, ma che il cibo sia mediocre lo si vede ad occhio nudo.
    Non è meglio un bel tramezzino o una sana pizza?

  5. Posso dire io c’ero??? 🙂 e mi è pure piaciuto????
    In sostanza concordo con tutto quello che ha detto Daniela, certo magari alcuni piatti sono “semplici” o non “stellati” ma non dimentichiamoci che lo chiamano apposta BRUNCH altrimenti c’è il ristorante gourmet. Che poi a Roma con 28 euro magari mangi una pizza appena commestibile mentre per me solo la bellezza del posto vale tutti i soldi spesi. Intanto Daniela ha fatto una bella recensione informativa e completa brava 🙂 🙂 complimenti

  6. Ragazzi ma non confondiamo la semplicità con l’ arraffazzonamento e diamo il giusto valore ai soldi!!!!
    A me dei ristoranti stellati poco importa, penso in vita mia di non essere mai stata in alcuno stellato.
    Una pasta è fagioli, ma anche una pasta al filetto di pomodoro sono piatti semplici, degni stare nelle tavole dei migliori gourmet del mondo.
    Vogliamo parlare della “volgare” mozzarella?
    Una delle cose più goduriose che esistano (ma non quella che vedo fotografata, ammesso che lo sia!!)
    Questa che vedo fotografata non è semplicità ma inconsistenza.
    Qui 2 sono le cose o avete reso un pessimo servizio al povero Colonna fotografando il peggio che c’era o il posto è solo bello e figo e nulla più.
    Credetemi se vi dico che ancora non ho capito cos’è quell’ammasso di hoplà

  7. ha risposto a stefano:
    Come dice un mio amico 😉 prima provare poi parlare. Io da Colonna non ci sono mai stata, ne’ al brunch ne’ al ristorante vero e proprio, quindi non posso esprimere un parere, posso solo commentare ciò che vedo nelle foto. Il posto mi pare molto bello, luminosissimo, il cibo…mah, mi lascia perplessa, con la riserva di chi non ha assaggiato niente posso dire che la proposta di pasta fredda in questa stagione non mi convince, l’impressione che ne ricavo è da apericena in qualche bar trendy-chic che magari può anche piacere per carità ma a me fa scappare a gambe levate 🙂
    Brunch non è sinonimo di semagnaqualsiasicosatantoèunbrunch 🙂
    Questo nulla toglie all’articolo di Dani, che ha riportato una sua esperienza e questo ci fa solo piacere 🙂

  8. ha risposto a stefano: ha risposto a Lydia Capasso:
    Infatti, la questione non è semplicità vs. ristorante stellato. La questione è di qualità. E francamente concordo con chi mi ha preceduta: quello che vedo non mi piace, la mozzarella è qualcosa che non saprei nemmeno come definire.
    Se devo andare in un posto solo perché l’ambiente è caruccio me ne sto a casa mia. Che l’ambiente possa rientrare nella valutazione è giusto, purché si accompagni a del cibo accettabile. Non vorrei infierire, ma quei dolci al bicchiere sono inguardabili. Meglio fare una bella torta di mele o una crostata decentemente che ricercare l’effetto di moda in maniera approssimativa.

  9. Sono d’accordo con Stefano e Daniela.
    Ci potranno esser stati piatti meno all’altezza, ma nel complesso il brunch mi è parso più che accettabile.
    Per fortuna comunque ognuno è libero di pensare e scrivere quello che ritiene più opportuno.
    Non mi sembra possibile comunque giudicare la qualità del cibo di un locale da foto (??) o da commenti che girano su internet.
    Andateci e giudicate di persona.
    Saluti a tutti.

  10. Siamo stati ad agosto da Colonna. Avrei preferito il sabato, per pura curiosità, ma era ancora chiuso per ferie.
    Sinceramente non mi è dispiaciuto, trovando più che centrata l’offerta per il periodo estivo.
    Insalate di vario tipo, vari piatti caldi (semplici e ben fatti), buoni i secondi, ottimi dolci al cucchiaio.
    Cortesia e disponibilità hanno fatto il resto, facendo in modo che si uscisse soddisfatti dopo aver mangiato a Roma, in centro, zona spesso “ladrona”.
    Ah, mozzarella non ne ho vista in quella occasione…

  11. Il posto è bellissimo. Il brunch è vario, non ci sono capolavori culinari, tutto è abbastanza tradizionale, ma comunque ben preparato. E decisamente migliore della proposta di vari altri brunch romani a prezzi poi neanche tanto diversi.

  12. ha risposto a dino de bellis: Infatti, quest’estate, per sfuggire alle offerte “turistiche”, sono stato lì, sicuro che qualcosa di “cucinato bene” l’avrei trovato…
    Che poi l’indice di soddisfazione complessiva sia stato elevato, ciò è dovuto a vari fattori:la location, la cortesia del servizio, la sensazione di essere in un posto diverso dal centro di Roma anche se sei lì…

  13. vorei veramente, ma davvero, che un ristoratore mi dica quel’è la difficoltà di fare una buona cuicina. buona dico, non eccelsa. semplicemente buona. lo dico davvero, non con tono di sfida: ti prego, ristoratore, dimmelo, perchè non fai una buona, semplice cucina?

  14. ho provato più volte il brunch di Colonna e anche il light lunch settimanale. In settimana è, per me, quasi meglio, perchè pranzi bene al prezzo di due toast e un caffè da bar.
    Il brunch è strapieno di roba e accontenta un pò tutti. Se vi capita di provare la stessa formula altrove – es casina del cinema di villa borghese – pagate uguale per cose pessime. Insomma, non sarà alta cucina, nè lo vuole essere, ma la proposta è assolutamente corretta nel complesso, e credo che questo voleva – ed ha raggiunto – Colonna con la sua formula.

  15. Copio- incollo una mia impressione, già espressa in risposta ad un post di Bonilli…

    Non sono stata al ristorante di colonna, quindi su quello nessun commento, sono sicura che mi piacerà, le premesse ci sono tutte, vedremo.
    Sono stata invece a pranzo: purtroppo pessima impressione. Il posto è bellissimo, ca va sans dire, ma se le stesse cose le avessi mangiate al baretto sotto casa invece che sommersa da una luce bellisssima chiacchierando con una amica…
    La formula è convincente, dal lunedì al venerdì un buffet a 15 euro oppure una scelta tra due primi due secondi e dolcetto sempre a 15 euro..
    Deludenti però i risultati: menù banalissimo fuori contesto e fuori stagione, pasta scotta, un polpo sommerso da un sugo indefinito, dolci dolcissimi e una macedonia che navigava in una “guazza” di sciroppo di zucchero…buffet da mensa aziendale…fantasia zero.
    D’accordo, il prezzo è onesto ma ci vuole tanto a cuocere un piatto di pasta al dente, a scegliere materie prime di stagione, a fare dei dolcetti decenti se pur semplici?
    A volte la famosa “lochesscion” non basta.
    Mi consolerò (spero) una sera al ristorante…

  16. Beh, onestamente non mi pare si sia fatto tanto chiasso, mi pare si siano soltanto espresse delle opinioni. Se poi esprimere garbatamente un’opinione “dissenziente” significa far chiasso, allora questo è un altro discorso.

    Il posto accogliente e il servizio garbato non possono però colmare una mancanza di sostanza, possono solo farmi chiudere un occhio su alcune carenze.
    Se così non fosse a cosa servirebbe cucinare bene, fare ricerca o semplicemente scegliere degli ingredienti di qualità? Basterebbe affidarsi all’architetto di grido, scegliere una location di grande effetto ed avere dei camerieri simpatici, ed il gioco è fatto

  17. Non ho capito: non si può dissentire?
    Ognuno mette nel computo ciò che vuole, ma immagino che nessuno metta al primo posto, trattandosi di ristorazione, l’ambiente e il servizio. Immagino che questi ultimi vengano considerati DOPO la qualità del cibo, dal momento che di cibo si parla, e non di un salotto. Se il cibo è di livello, l’ambiente e il servizio saranno un plus, se all’altezza, o un minus, se non all’altezza.
    Se invece mi sbaglio, e l’ambiente, il servizio, l’arredo contano, per alcuni, più del resto, questi saranno affari di quegli alcuni, chiunque siano, ma avranno poca importanza nella valutazione di un locale all’interno di una recensione, se il cibo lascia a desiderare.
    Se poi vige invece il principio d’autorità, e ci sono luoghi o persone che vengono considerati intoccabili, ivi inclusi articolisti e ristoratori, fatemelo sapere che mi regolo. Personalmente preferisco non attenermi a tale principio. Nè per gli osti né per per i bloggers, gli editors, i giornalisti o comunque li vogliamo definire.

  18. secondo me si può instaurare un discorso costruttivo solo con persone che sono state nello stesso posto e hanno mangiato le stesse cose preparate dalla stessa cucina e nello stesso modo. parlare tanto per riempire spazi vuoti, basandosi su foto non ha senso. visto che come è stato detto si parla di cose da mangiare e non da vedere.
    PROVATE !!! poi ne riparliamo e discuteremo di cose concrete.

    tutto il resto è fuffa.

  19. Ah, bene, questo significa che non si può nemmeno commentare in un blog di cucina, basandosi sulle foto o sulle ricette.
    Mi pare di capire che ogni opinione critica debba essere repressa e taciuta, mi piacerebbe sapere perché.
    Parlare tanto per riempire spazi vuoti? Io non ne sento il bisogno, e tu?

  20. Ragazzi cari, se non vi fanno piacere delle opinioni differenti dalle vostre, vi consiglierei di scrivervi in privato delle gran belle mail e di non interagire con chi potrebbe “dissentire”

  21. Ma io sono molto contenta di leggere pareri diversi invece. Purché non mi si obblighi a cambiare opinione per forza.
    Ciò non toglie nulla alla mia esperienza, non sposta di una virgola il mio parere.
    Io continuerò a valutare tutti gli aspetti in un’esperienza gastronomica.
    Io non vi voglio convincere di nulla, ho espresso un mio parere sulla mia giornata all’Open, non capisco perché mi vogliate convincere del contrario.

    Posso farvi una domanda? se Gennarino Esposito servisse le sue prelibatezze in una spelonca maleodorante continuereste a considerare l’esperienza di mangiare da lui una delle cose migliori al mondo o nel giudizio totale avreste qualcosa da dire?
    🙂

    Siate serene, io lo sono anche se l’Open piace solo a me.

    🙂

  22. Daniela, scusa, ma dove hai letto che io voglio farti cambiare idea??
    Avessi il potere di far cambiare idea alle persone, credimi, non sarei qui.
    Voglio solo essere libera di esprimere la mia di opinione. Tutto qui.

    Nessuno è più sereno di me in questo momento, quindi, evviva, siamo tutti sereni.

  23. ha risposto a lydia capasso:
    Bene Lydia, su questo la pensiamo allo stesso modo.
    Sono contenta di leggere che come me non vuoi imporre il tuo modo di pensare o di valutare.
    I blog servono a scambiare opinioni come avete detto giustamente, non ad imporle.
    E questo è quello che conta alla fine, vero?

  24. Oltre a precisare di non avere alcuna intenzione di far cambiare idea a nessuno ( serena? Eccome. Forse il consiglio andrebbe esteso a chi parla di fuffa con riferimento alle altrui opinioni), vorrei aggiungere che rovesciare il ragionamento è un espediente retorico facile, e non dei più corretti.
    Io ho scritto: Se il cibo è di livello, l’ambiente e il servizio saranno un plus se all’altezza, o un minus, se non all’altezza. Lo ribadisco: entrano nella valutazione, ma poiché parliamo di ristoranti, prima di tutto bisogna mangiare bene. Dopodiché, a parità di qualità del cibo, magari preferiremo il posto con l’ambiente o il servizio migliori. Non ho mai detto che voglio mangiare bene in una fogna.
    Volendo usare l’espediente di cui sopra e quindi rovesciare il ragionamento, potrei chiedere io come sarebbe stato valutato il cibo dell’Open Colonna se il posto non fosse bello, di tendenza e sulla bocca di tutti. Dei posti che servono lo stesso genere di piatti nessuno parla perché non sono fighi, non fanno moda, non sono progettati ed arredati ad arte.
    Preferisco allora una trattoria rustica che non mi propone insalate di riso tra febbraio e marzo, anche se ha le sedie di paglia e le tovaglie di carta. Tutto qui.
    E visto che ognuno è libero di pensarla come crede, cosa sulla quale siamo tutti d’accordo, l’ho scritto.

  25. Una piccola considerazione, sarò breve l’ora è tarda e sono stanca: Non capisco.
    Non capisco perchè tirare in mezzo il post di Dissapore scritto dall'”ottimo Caffarri” del cui pensiero non me ne importa un piffero (credo se ne farà una ragione sopravvivendo serenamente) a cercare di confortare una certa opinione. E’ il Verbo? Non credo. Non entro di nuovo nel merito di questo articolo perchè l’ho già fatto a suo tempo, quindi evito di ripetermi. Ma trovo singolare l’episodio di oggi, a distanza di 60 giorni si torna sull’argomento, cos’è L’Illuminazione di Agostino? 🙂

  26. ha risposto a stefano: Fuffa: chiacchiera senza alcun fondamento, aria fritta.
    Bene, quindi impressioni, considerazioni altrui sulla proposta gastronomica di un certo locale, non entrando nel merito della qualità ma limitandosi a commentare la tipologia dell’offerta, vengono da da te bollate come fuffa?
    Evviva il dialogo e i pareri differenti.
    E ora per tutta questa fuffa mi meriterò il confino.

  27. che dire! mi chiedo come si possa avere un posto fantastico come quello e una qualità così bassa. il brunche è veramente imbarazzante, insalate di riso con formaggio a tocchi, mais e poco altro… ma il top del minimo si raggiunge con i dolci. peccato, veramente peccato un posto giusto rovinato da una fama usurpata!!!

  28. Dalle foto sembra proprio un bel ristorante… poi 15€ direi che è proprio un ottimo prezzo rispetto alla media dei ristoranti romani…
    Dalle foto dei piatti, questi sembrano molto appetitosi… Sicuramente da provare evitando l’acqua microfiltrata possibilmente 🙂

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