mozzarella-blu

Mozzarella blu, nuovo capitolo. Che potrebbe rischiare un bel polverone. Il procuratore Raffaele Guariniello a Torino nell’ambito dell’inchiesta sulle frodi in commercio e le importazioni di prodotti tedeschi ha iscritto nel registro degli indagati Gianpiero Calzolari, il Presidente della Granarolo. Almeno così riporta Repubblica.
Per il Resto del Carlino, la notizia è leggermente diversa: Guariniello avrebbe iscritto nel registro degli indagati un non meglio precisato dirigente della Granarolo. Il legale della Granarolo, Luca Sirotti, conferma: “L’iscrizione c’è stata, ma si tratta di un atto dovuto, nell’ambito dell’inchiesta che nasce da quell’unica mozzarella blu trovata da un cliente a Torino. Le analisi su quella mozzarella sono state fatte dalla Procura di Torino – prosegue Sirotti -: non vi abbiamo partecipato in alcun modo, quindi non sappiamo nulla dell’esito”. Sirotti mantiene il riserbo sulla sola persona che sarebbe coinvolta e sui reati ipotizzati di cui dice di non essere ben informato. Ma una cosa esclude categoricamente: “L’inchiesta in cui è coinvolta la Granarolo non ha nulla a che vedere con la Jager”, cioè con l’azienda tedesca da cui è partito il caso mozzarella blu.
Intanto la differenza di vedute tra Torino e Bologna sembra essere macroscopica, come sottolinea Repubblica. La Procura di Bologna, infatti, ha fatto eseguire alcuni controlli presso la Granarolo che hanno dato esito negativo. Tant’è che l’inchiesta bolognese del pubblico ministero Luca Tampieri si avvierebbe verso l’archiviazione.

calzolari-mozzarella

La freddezza tra le due procure (Guariniello ha ascoltato i carabinieri dei Nas che avevano fatto gli esami per la procura bolognese) non contribuisce a far chiarezza. E soprattutto non aiuta la Granarolo nel recupero dell’immagine messo a dura prova da confezioni ritirate, consumatori delusi e calo della richiesta nei 60mila punti di consegna. Proprio il presidente della Granarolo, Gianpiero Calzolari, aveva cercato di porre un freno al disastro mediatico facendosi fotografare mentre consumava le mozzarelle a testimoniare la genuinità.

E anche il Direttore Qualità, Vittorio Zambrini, aveva fatto sentire la sua voce scrivendo anche a scattidigusto.
E noi avevamo inviato qualche domanda alla Granarolo (il 30 luglio) di cui attendiamo risposta (ma, probabile, sarà periodo di ferie) e che vi proponiamo diseguito:

Egregio Signor Zambrini,

la ringrazio per la precisazione inviata nei commenti dell’articolo che dovrebbe ricostruire l’esatto quadro degli avvenimenti.

Il passaggio sui lavori edili nasce proprio dal dubbio che Granarolo potesse non rispettare le condizioni basiche di igiene e sicurezza.

Non ho problemi a mettere nella giusta evidenza (come mi sembra sia logico) l’esito degli accertamenti.

Ne approfitto per rivolgerle qualche domanda.

Sono stati definitivamente (nel senso con riscontri “obiettivi” come le analisi o comunque a supporto delle dichiarazioni della Granarolo) chiariti anche i rapporti con la Jäger? La richiesta è dovuta alla forte identificazione del marchio Granarolo con Alta Qualità e prodotto italiano.

Ho letto le dichiarazioni del Presidente Calzolari anche su “Sfiziosino” e mi chiedevo se per Granarolo l’iniziativa del Codacons a Bologna (pubblicità ingannevole) avesse una condivisibile logica di tutela del prodotto italiano.

Le affermazioni (mi sono giunte via mail e anche come commento sul sito) che indicano nella responsabilità del consumatore di aver lasciato il prodotto al sole per 6 ore la causa della colorazione hanno un riscontro oggettivo?

Ritiene che oltre a un’indicazione di “filiera certa” vada rivisto il meccanismo di produzione/distribuzione del latte in Italia per tutelare il prodotto in quanto italiano o dobbiamo rassegnarci ad un’importazione di latte e semilavorati?

Qual è il pensiero della Granarolo in merito alla necessità di bilanciare il diritto dell’informazione e della tutela della salute con il rispetto della reputazione di un’azienda e del suo lavoro?

Sarebbe possibile ricevere anche una sua foto da mettere a corredo dell’articolo?

Grazie mille

Distinti saluti

Vincenzo Pagano

[la Repubblica, il Resto del Carlino]

1 commento

  1. bravo Vincenzo, temo che la storia non sia ancora finita… Mangiamo ogni giorno un sacco di schifezze, sotto varie forme, per queto l’idea di “filiera Certa” è vincente e la sola opzione possibile. Aspettiamo con ansia le risposte, la mossa di mangiare la mozzarella la trovo a dir poco folkloristica e anche ingenua, testimonianza dell’eccezionalità dell’avvenimento e npon di un consumo regolare, cosa c’è di eclatante di un produttore che assaggia il suo prodotto 😉
    Ciao A

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui