Dialoghi d’estate/18 Boccaccio ad Acciaroli

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[Il 1 agosto 1981, MTV inizia le trasmissioni alle 12 con Video Killed The Radio Star. Pac Man è nella sala giochi del Bar La Lucciola e i ragazzi fanno la fila per vederlo, se non stanno seduti sul muretto. E’ il massimo della tecnologia disponibile.
Il 1 settembre 2010, La Lucciola con i tavoli delle carte cambierà sede per lasciare il posto a un bar movida. I ragazzi faranno la fila davanti al muretto. Accanto, Matrix è l’internet point di Acciaroli. Ha il massimo della tecnologia disponibile per le comunicazioni in assenza di una rete Adsl]

Ventinove anni. Tanti, carissimi amici di questa estate che ha ancora qualche settimana davanti a sè, ne sono trascorsi da quando, sul marciapiede interno del lungomare di Acciaroli, fecero la loro apparizione alcuni tavoli. Nasceva così, all’insegna dello spartano, Boccaccio che diventerà “il” ristorante di Acciaroli dopo l’incontrastato predominio della taverna Masarone. Amato e odiato in egual misura. Amato per la semplicità delle proposte e l’installazione temporanea, odiato per la formula della lista ossia la prenotazione che ti mette in fila e spesso lì ti lascia per svariato tempo. L’impossibilità di prenotare (al massimo ti presenti a ore 19-19,30 per procedere all’occupazione manu militari di un tavolo oppure fai come quelli più indifferenti che cenano al tramonto) in realtà ha fatto la fortuna di questo locale cucina+pizzeria e tavoli en plein air. Perché la saturazione della “sala” è sicura. Perché le file costanti hanno funzionato da ottimo veicolo pubblicitario. E se quelle di luglio e agosto sono al limite della discoteca, fate attenzione ai fine settimana e alle feste variamente comandate durante l’anno.

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E’ questo il motivo per cui rifuggo “dal Boccaccio” nel periodo critico anche se poi non resisto e finisco con l’andarci a mezzodì quando il popolo dei bagnanti appunto si bagna sull’arenile e non bisogna fare fila. Sia ben chiaro che ciò comporta un po’ di calura appena mitigata dagli spruzzatori con annesso ventilatore. Ma non sarebbe concepibile il rito estivo acciarolese senza un passaggio alla cucina di Pietro Schiavo che di anni tra i fornelli del Boccaccio di Antonio Mazzarella ne ha trascorsi quasi 25.

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Da Boccaccio io vado soprattutto per due piatti irrinunciabili: la lasagna di mare e i paccheri allo scoglio. Sì lo so, i paccheri sono cosa trita e ritrita. Ma ora, non il secolo scorso quando gli “schiaffoni” erano limitati alla Campania e solo quella del sud. A me piacciono ricchi come sono di crostacei e molluschi che quasi la pasta scompare. Il piatto-fiamminga sarà pure poco elegante ma offre una gran soddisfazione.

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L’alternativa (ma non è sempre in carta e soprattutto viene cancellata per sold out in un batter d’occhio) è la lasagna di mare, una formella che la lunghissima frequentazione del locale mi fa arrivare in formato magnum gold per un quarto d’ora di assoluta libidine. Cui aggiungo le vongole “fujute” dai piatti del figliolo e della moglie cui piacciono il sapore dei molluschi ma non la loro consistenza. Un sacrificio, ovvio.

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Sia la lasagna che i paccheri li faccio precedere al solito da qualche melanzana mbuttunata o dal tortino di alici Mediterraneo. Due intrattenimenti, due amuse-bouche che vengono direttamente dal librone degli antipasti della Dieta Mediterranea. Penso sia difficile comprendere la gastronomia tradizionale del Cilento se non si assaggia il mare più azzurro e la terra più arsa.

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A seguire vado di seppia (locale, pescata in primavera e congelata come tutto il mollame della zona), che Pietro sa tenere alla giusta croccantezza, oppure di sauté di cannolicchi o arpiono qualche gamberone. Piatti che non deludono mai se appunto si ha l’accortezza di evitare le ore e i giorni di punta. Perché potrebbe capitare una pasta troppo cotta nel trambusto generale. E’ per questo che quando mi capita la richiesta di un “dove andare a cena” faccio questa premessa. Come rassicuro che da Antonio&Pietro il menù è molto stabile e non segue le mode.

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Qui, l’ultima innovazione che mi ricordo è stata la torta ricotta e pere con la variante del cioccolato e forse la cubana, torta super cioccolato che è subito uscita dalle mie preferenze. E’ l’unica innovazione che mi concedo, questa della torta ricotta e pere.

E devo confessare anche lo stravizio cumulativo: una bella pizza cilentana (con grano saraceno, salsa e formaggio) che a pranzo non è disponibile perché il forno a legna va in funzione solo di sera. La pizza alla cilentana a spicchi come aperitivo è la vera cartina al tornasole dell’acciarolese frequentatore di questa tavola. Come le alici fritte che la seguono mentre qualcuno appunta i primi. E di sera, con l’accompagnamento di un frizzante Gragnano delle Grotte del Sole, sarete in pace con il resto del mondo. Ora che è settembre e la movida di Acciaroli si è spostata su altri lidi urbani non vi perdete il mare più bello d’Italia che cullerà la vostra passeggiata digestiva tra lungomare e molo del porto. Che non vi basterà se non avrete avuto l’accortezza di dividere qualche piatto con un vostro commensale che renderà ancora più leggera la spesa (per dire, paccheri a 9,50 €, melanzane a 3,50 come la pizza cilentana, gamberoni a 15) e, a meno che non siate di stomaco XXXL, evitate di chiedere la porzione abbondante (come recita il menù in fondo con un aggravio del 15% del costo).

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Non siete ancora convinti di arrivare ad Acciaroli? Ricordate che fra poco sarà tempo di ricciole. E il 10, 11 e 12 settembre si terrà la manifestazione ‘uviecchiu dedicata a Ernest Hemingway, al suo romanzo Il vecchio e il mare che la leggenda vuole scritto qui, a Santiago e ad Antonio Masarone, U viecchiu pescatore simbolo dell’Acciaroli anni ’50. Si parla di pesce e di pescatori. E anche noi lo faremo con un altro simbolo, ma di questi anni. Voi intanto appuntate l’indirizzo di Boccaccio per prenotare una lasagna di mare. In ventinove anni, la modifica più appariscente ha riguardato la cucina. Spostata al piano superiore.

Boccaccio. Lungomare Via Nicotera. Acciaroli di Pollica (Salerno). Tel. +39 0974.904646

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