Blumenthal cambia tutto. Si mangia a 25 sterline

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Il 1° dicembre apre Dinner, il nuovo ristorante di Heston Blumenthal. Sarà ospitato nel Mandarin Oriental Hotel a Hyde Park, a Londra. Una data e un indirizzo da mettere in agenda per chi vuole provare le creazioni di uno chef passato alla storia per le sue innovazioni culinarie ma alle prese, questa volta, con le ricette del passato.

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Dalle sperimentazioni plurisensoriali del Fat Duck ai piatti della tradizione medievale il passo non è stato breve, né facile. Lo racconta lo stesso Blumenthal all’Independent ricordando il momento in cui, per la prima volta, l’idea di una nuova avventura si fa largo due anni fa quando il successo è ancora al culmine. “Stavo prendendo un caffé con Thomas (Keller, lo chef americano n.d.r) che mi disse: allora, Heston, qual è la tua exit strategy?”

Ma perché “uscire” da una storia di successo? Non è forse stato il Fat Duck il miglior ristorante del mondo secondo la rivista Restaurant nel 2005? Non ha ottenuto 10 (su 10) dalla Good Food Guide per tre anni consecutivi? Che cosa manca a questo quarantenne che a 29 anni, dopo i lavori più disparati, apre un bistrot, dieci anni dopo trova il successo stellare e poi sbarca in televisione come celebrity chef, compra due pub a Bray, nel Berkshire e firma le sue creazioni per Waitrose? Certo, in mezzo c’è la disavventura delle ostriche al norovirus. Ma il problema è un altro.

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47 chef per 42 posti più la ferma determinazione, contro il parere dei collaboratori, di non aumentare la capienza del ristorante, anzi di ridurla (ci saranno due posti in meno a partire da marzo). Con un locale del genere il miracolo è quello che si fa ogni giorno servendo pasti da sogno per essere all’altezza delle aspettative. Meno probabile (Ferran Adrià docet) è che le 165 sterline di euro a testa pagate dai clienti possano assicurare una redditività altrettanto stellare. E allora, perché non provarci di nuovo, magari con una formula in grado di dare qualche soddisfazione economica in più?

Quando arriva, cinque anni fa, la proposta dell’Hotel Mandarin Oriental di aprire a Tokyo un ristorante in tutto simile al Fat Duck, Blumenthal ci pensa a lungo ma poi declina l’invito. “Fino all’anno scorso non ero completamente soddisfatto della qualità del cibo e del servizio al Fat Duck e per sette o otto anni non sono mancato un giorno al ristorante. Temevo che il servizio ne risentisse”. Senza contare che l’avventura giapponese lo avrebbe privato anche di qualche figura-chiave in cucina come il suo braccio destro Ashley Palmer-Watts.

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E invece, dopo la nuova proposta dell’Hotel Mandarin Oriental di aprire un ristorante a Londra, sarà proprio Palmer-Watts a guidare la brigata del Dinner. Così Blumenthal presenta la sua nuova creatura: “Sarà una brasserie, piuttosto elegante, ma pur sempre una brasserie”. La formula prevede infatti un pasto decisamente più austero e veloce del Fat Duck: due o tre portate (a 25 e 55 sterline) più un menu degustazione di cinque portate contro le 14 del Fat Duck (e svariate ore per consumarlo).

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Il ristorante sarà aperto a pranzo e a cena e, a partire da marzo del 2011, assicurerà anche un servizio the nel pomeriggio. Servirà una selezione di ricette inglesi del XVI secolo accanto a piatti contemporanei ispirati alla tradizione. Ai 140 posti all’interno e ai 12 previsti in uno spazio privato, si aggiungeranno, in estate, i tavoli in terrazza, con vista su Hyde Park. Gli interni, firmati da Adam Tihany, saranno anch’essi all’insegna di una rivisitazione del passato con legno, cuoio e ferro utilizzati in chiave contemporanea.

Per prenotare: tel. +44 207 201 3833

[Fonte: The Independent]

Foto: Matt Lloyd/Rex, channel4.com, home-and-garden.webshots.com, visitlondon.com

3 Commenti

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