L’etilometro è inaffidabile? La Fivi ne è convintaTempo di lettura: 2 min

L’etilometro è inaffidabile e quindi fuorilegge, parola di Fivi. La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti lo sostiene da tempo: il Draeger 7110 MK, modello in dotazione delle Forze dell’Ordine per controllare su strada il livello della concentrazione di alcol etilico nel sangue, “non è idoneo a svolgere il compito per cui è stato introdotto”. Ora, forte del supporto scientifico di Michael Hlastala, Professore Emerito in Fisiologia, Biofisica e Medicina dell’Università dello Stato di Washington, la Fivi si preparebbe a depositare una denuncia contro il Ministero dei Trasporti.

Draeger-7110-MK

Sul tema Hlastala tornerà sicuramente in occasione del prossimo Boroli Wine Forum “Vino Quale Futuro”, che si terrà a Castiglione Falletto (Cn) venerdì 26 novembre. Ma la sua opinione l’ha già espressa in un’intervista di qualche settimana fa: “La legge in vigore si basa sull’assunto che la quantità di alcol riscontrata nell’alito sia in rapporto diretto con la quantità di alcol presente nel sangue” e invece, “dipende dalla quantità d’aria inspirata prima dell’esecuzione del test e dalla quantità d’aria espirata all’interno dell’apparecchio”. Ne consegue che, “non essendo tali fattori sottoposti ad alcun tipo di misurazione o controllo, il margine di errore risulta essere considerevole” e perciò “l’unico metodo valido per la rilevazione della concentrazione di alcol nel sangue è fornito dal prelievo di campioni di sangue”.

etilometro-ristorante

Una battaglia, quella della Fivi e del suo presidente Costantino Charrère, con cui il mondo del vino (o una parte di esso) tenta di far sentire la sua voce contro una misura “proibizionistica” che certo non ha giovato al settore. “Il vero freno alla ripresa del comparto si chiama etilometro”, ha dichiarato Carlo Nebiolo, presidente dell’Epat (Esercizi Pubblici Associati Torino e Provincia) che all’indomani dell’entrata in vigore dell’obbligo di etilometro nei ristoranti, ha lanciato l’allarme: “Un cliente su tre non beve più al ristorante”. Un dato impietoso che certo non può lasciare indifferente il comparto.

Ora a correggere il tiro ora ci prova la Fivi, raccogliendo una sfida lanciata qualche tempo fa dal presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo de Castro: “La sacrosanta lotta agli abusi dell’alcol ha coinvolto troppo il comparto del vino che non si è saputo o voluto distinguere da quello degli altri alcolici”.

Basterà dire (e, eventualmente, dimostrare) che il Draeger 7110 MK è inaffidabile?

Foto: malvira.com, sicurauto.it, sangiorgiohotel.biz

5 Commenti

  1. Intanto c’è chi con gli etilometri ha avviato qualche modesta attività truffaldina come il falso poliziotto di cui racconta il Corriere Trentino .
    100 euro per un apparecchio salva multe che veniva spedito. Nel pacco, invece, arrivava solo un palloncino. E gli affari andavano a gonfie vele se è vero che il tizio in questione, pugliese con alle spalle un sequestro di locale adibito a call center, aveva stipulato una convenzione con le poste per spedire 800 pacchi al mese! Cioè: 800×100= 80 euro mese?

  2. per saperne di più sull’etilometro potete leggere la documentazione che ho raccolto in mesi di ricerca e su cui si è basata completamente la FIVI. Che l’etilometro sia fasullo è cosa ben chiara agli scienziati…ma, ovviamente, NON a chi ci guadagna parecchio o che viene fatto stare zitto…

    questo è il link per avere tutte le informazioni e per recuperare una bibliografia scientifica lunghissima…

    http://www.megaupload.com/?f=0W7NC3LC

    Vincenzo Zappalà

    • Avrei proprio bisogna di Lei ! Non ci credo più nei miracoli ! Sto vivendo soltanto un grosso incubo ! Parliamo ovviamente dell’etilometro ! Le sarei grata se riuscisse a contattarmi ! Lidia Heciu

  3. mi presento meglio…
    Io sono un professore ordinario di astrofisica (e quindi ho il “pallino” della Scienza, con la S maiuscola). Sono, però, anche un grande appassionato di vino (quello vero, s’intende) e so benissimo che per gustartlo veramente NON bisogna certamente ubriacarsi. Non sopportando il regime proibizionistico che è stato scatenato su questa magnifica bevanda, piena di storia e cultura, mi sono dedicato scientificamente allo studio dell’etilometro e ho scoperto cose “terribili”, come potete vedere nel dossier. Ho preso contatti con il prof. Hlastala (uno dei massimi luminari mondiali), che, molto gentilmente, mi ha mandato materiale e informazioni. Sono anche riuscito a farlo invitare in Italia e proprio in questi giorni sarà mio ospite alla fine della sua conferenza al BWF. Dietro richiesta della FIVI, ho dato a loro tutta la mia documentazione (senza alcun ritorno economico!!), sperando che un’organizzazione di vignaioli avesse i mezzi per mandare avanti la mia lotta personale. So anche che molti tossicologi italiani sanno quanto sia fasullo lo strumento, ma preferiscono tacere… L’Italia è sempre l’Italia. Ho anche incitato la FIVI a esporre denuncia alla Magistratura e al Ministero (non potranno dire di non sapere…). Stiamo a vedere.. Tra breve uscirà anche un mio libro dedicato proprio ai “due volti dell’alcol”. Tutto qui. Grande passione disinteressata. Brutta cosa al giorno d’oggi!!
    Un caro saluto a tutti

    Vincenzo Zappalà

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