Cena di Natale a km 0. La benzina aumenta e la tradizione tira

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Natale a km 0. Lo chiede l’ambiente ma anche il portafoglio. Gli aumenti del costo del carburante che, secondo gli immancabili calcoli della CGIA di Mestre, rispetto al Natale del 2009 hanno toccato quota +18,7% per gli autotrasportatori, sono destinati a pesare sui prezzi dei prodotti natalizi.

Il calcolo dei rincari sotto l’albero lo ha fatto l’Adoc: +3,4% il cenone di Natale (per una media di 163 euro a famiglia), +12,9% il panettone, +6,2% il pandoro. E in un Paese in cui l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma, la lista dei beni rincarati contiene, ovviamente, anche i prodotti che vengono da lontano: + 17,3% i datteri e +12,1% il salmone affumicato.

In controtendenza, anche per la maggiore “vicinanza”, torroni e mandarini (rispettivamente -9,4% e -5%) mentre non c’è da aspettarsi prezzi competitivi per pesche, ciliegie e mirtilli, prodotti decisamente fuori stagione in Italia e per questo importati da paesi dell’altro emisfero.

E allora pollice verso per ciliegie e pesche del Cile o per i mirtilli argentini, per giunta “poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti ad un grado di maturazione incompleto per poter resistere a viaggi”, è il consiglio di Coldiretti per un (improbabile) Natale a Km zero. Via libera, invece, prosegue l’organizzazione di categoria, a più ecologici ed economici kiwi, uva, arance, clementine e mele. Una scelta obbligata per quei lavoratori dipendenti che hanno già impegnato i tre quarti della tredicesima in spese obbligatorie (mutui, carte di credito, bollo auto e canone tv) e che potranno destinare al Natale il restante quarto, pari a 8,9 miliardi di euro.

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Ma non sarà un Natale freddo per gli acquisti, rassicura Confcommercio: “La propensione ai consumi medi delle famiglie è in crescita e gli acquisti vanno su beni alimentari e tecnologie. La recessione è alle spalle”. E comunque “la spinta verso le spese utili”, precisa Coldiretti, “premia l’enogastronomia”. Tutto merito dell'”affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio”.

Salmone, frutta secca, frutta esotica, Camembert, Caprice des dieux. Tira un’ariaccia per l’armamentario natalizio degli anni Ottanta. Quando crisi era una parola da pauperisti incalliti e ambiente solo un sostantivo sul vocabolario.

Foto: Francesco Arena, Patrizia Spinelli Napoletano

[Fonte: Coldiretti.it, Adoc.it, finanza.repubblica.it]

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