Tonno rosso e bianchetti. L’Italia di nuovo maglia nera per la pesca illegale

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L’Italia nella lista nera della pesca illegale. Per la seconda volta consecutiva, denuncia Greenpeace, l’Italia è finita tra i Paesi ‘cattivi’ secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, tra quelli, cioè, sorpresi a pescare con pratiche illegali come le spadare e le ferrettare.

Segnalazioni sull’uso di spadare da parte del peschereccio Diomede II erano giunte da Greenpeace al Noaa (l’Agenzia federale statunitense del Ministero del Commercio che vigila sulle condizioni del mare) che per questo, già nel 2009, aveva incluso l’Italia, nel suo rapporto sulla pesca, tra i paesi maglia nera. Una nuova citazione è arrivata nel rapporto di quest’anno e stavolta il peschereccio segnalato è il Federica II, un’altra vecchia conoscenza di Greenpeace, sempre per utilizzo di spadare, illegali dal 2002.

7 milioni di euro è la cifra già pagata dall’Italia nel 2008 per infrazioni alla normativa sulla pesca o per accertamenti da parte della Commissione Europea e ora, segnala Greenpeace, anche gli Stati Uniti potrebbero proporre sanzioni aggiuntive alla flotta italiana. Come l’accesso negato ai porti Usa e il bando delle importazioni di alcuni prodotti ittici.

Le associazioni ambientaliste Greenpeace, Marevivo, Wwf e Legambiente hanno chiesto un incontro urgente con il ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan che a suo tempo si era impegnato in un programma di tolleranza zero nei confronti della pesca illegale e che in occasione di un question time alla Camera, parla di toni allarmistici e precisa: “Al momento, si tratta di una pura e semplice ‘procedura di identificazione’ senza l’adozione di alcuna misura restrittiva, soprattutto in termini commerciali, da parte del Governo degli Stati Uniti”.

E’ lo stesso Galan a fornire qualche dato allarmante sul fenomeno della pesca illegale: “Nel 2010 le Capitanerie di Porto hanno effettuato 121.154 controlli lungo tutta la filiera della pesca elevando sanzioni pari a 7.254 milioni di euro e sequestrando 425 mila chilogrammi di prodotti”.

Tra le pratiche illegali più gettonate c’è la pesca intensiva dei ricci di mare e delle vongole di Chioggia, quella del novellame e, oltre la quota consentita, del tonno rosso. Solo nei giorni scorsi centinaia di chili di bianchetti sono stati sequestrati dalle Capitanerie di Porto a Corigliano Calabro, Melito Porto Salvo e Gioia Tauro, in Calabria, quattrocento chili di tonno rosso sono stati rinvenuti dalla Guardia di Finanza a Venezia e, in un’altra operazione condotta dalla Capitaneria di Porto e della Polizia a Porticello (Pa), sono stati sequestrati 186 tonni rossi, di cui 45 sotto misura.

[Fonte: greenpeace.org, asca.it, geapress.org]

Foto: greenme.it, greenpeace.org, Teresa De Masi

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