Unità a tavola e Firenze capitale. Quando l’Italia dice ‘foie gras’ e ‘buffet’

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Torino, Firenze e Roma. Tre capitali e tre convegni, nell’anniversario dei 150 anni dall’Unità d’Italia.

Ad organizzare gli incontri, dedicati alla cucina nelle Capitali del Regno durante il periodo unitario, all’evoluzione delle abitudini alimentari degli Italiani e al contributo dato dalle tre città alla costruzione di un’identità nazionale, è l’Accademia italiana della cucina, istituzione culturale fondata nel 1953 dal giornalista sportivo Orio Vegani.

Dopo l’appuntamento di Torino, che si è tenuto al Teatro Carignano il 26 marzo, con interventi sulla pasticceria attraverso l’opera di Giovanni Vialardi (cuoco di Vittorio Emanuele II) e sulla cucina dei poveri e dei ricchi in epoca sabauda, il 29 aprile sarà la volta di Firenze e il 27 maggio di Roma.

Tre capitali, certo, ma rappresentative di un caleidoscopio ben più variegato. Perché l’unità culinaria italiana è il frutto di identità plurali (cucine locali, colte e popolari), che preesistono all’unificazione. Lo sapeva bene Pellegrino Artusi (anche per lui il 2011 segna una ricorrenza, i 100 anni dalla morte) che di quella pluralità ha riempito un’indimenticabile raccolta di ricette, ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene‘. Ricette inviate da ogni angolo dello Stivale, provate dal grande chef e scritte nero su bianco per diventare patrimonio di tutto il Paese.

Prossimo appuntamento, dopo il discettare torinese su grissini, riso, gianduiotti, ‘bagna caoda’ e ‘vitello tonnato’, dopo la cena di gala  curata dagli chef stellati Giovanni Grasso e Igor Macchia de ‘La Crescenza’, sarà Firenze (museo Stibbert), diventata capitale d’Italia nel 1865, per un convegno dal titolo ‘Quando Firenze era capitale: dai pranzi di corte francesi all’Unità d’Italia a tavola”. Si spazierà dal binomio lingua e gastronomia alle regole di vita per i burocrati piemontesi a Firenze, dalla francesizzazione del lessico culinario (buffet, dessert, menu sono solo alcuni esempi) alla disponibilità di cibo e ai consumi alimentari nella Toscana di fine Ottocento. A seguire Roma, con un focus sugli influssi esercitati dalla cucina di rappresentanza del Quirinale sulla gastronomia nazionale e internazionale.

E proprio agli intrecci tra cucina e tavole presidenziali è dedicato il libro ‘I menù del Quirinale’ che sarà presentato il prossimo 28 aprile a Milano. Una testimonianza, anche fotografica, di usi e costumi a tavola dei capi di Stato: 250 menù inediti dei 4 Re e degli 11 Presidenti della Repubblica.

Fonte: piemontenews.it, dire.it

Foto: lacampagnappenaieri.blogspot.com

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