Bio o convenzionale? Piccola guida per scegliere i migliori vini bianchi

Vi ricordate come abbiamo iniziato? Proprio con un pezzo sull’argomento naturali o “gasati” che tanto preme agli appassionati e che tante chiacchiere ha generato e, ne siamo certi, continuerà a scatenare tra favorevoli e contrari nel più classico modello italiano.

La formula che abbiamo scelto è molto semplice: uno scontro testa a testa tra un campione realizzato con tecniche convenzionali e uno di tipo artigianale. Per quanto possibile cercheremo di evitare il termine naturale, i motivi li abbiamo illustrati più volte e abbiamo trovato ampia condivisione da parte di professionisti e appassionati che non appartengono alla schiera degli illuminati.

La prima serie di assaggi si concentra su tre coppie di bianchi ottenuti da vitigni italiani tradizionali: Fiano, Vermentino, Verdicchio che esprimono da qualche anno vini di grande interesse e che all’interno delle zone di produzione vedono fronteggiarsi con successo le due concezioni produttive.

Fiano

Il campione dei convenzionali è Colli di Lapio 2009, un vino molto buono, intenso ed essenziale allo stesso tempo. L’azienda di Clelia Romano miete da anni successi meritatissimi e anche questa versione conferma la qualità della sua produzione. Un vino tecnico, affilato, molto ben definito e di straordinaria piacevolezza.

Il confronto obbligato in zona è con l’azienda Ciro Picariello che si è imposta all’attenzione generale per la qualità dei suoi vini e non solo per i suoi metodi. Per motivi puramente organizzativi (il campione di Fiano di Avellino 2007 era tapputo) abbiamo assaggiato la versione Igt 2008 e non la classica Docg. Il vino è sempre interessante ma chiaramente di diversa categoria, più semplice e fresco, un po’ rustico ma succoso e abbastanza minerale.

Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva Doc

Sfida interessante, da un lato il Montecappone Utopia 2007 ,che ci è sempre piaciuto molto e di cui abbiamo già parlato molto bene in almeno un paio di occasioni, che si conferma un vino ricco, intenso con una bella nota di freschezza che equilibra l’imponente struttura.

Ci aspettavamo francamente di più dal Vigna delle Oche 2008, gioiello della Tenuta San Lorenzo. Il vino ci è piaciuto ma non ci ha colpito, il ricordo di precedenti assaggi era più vivido e brillante. Esuberante e molto carico è come inciampato nella sua ricchezza. Di solito ha bisogno di un po’ di tempo per distendersi, speriamo sia solo questione di attesa.

Vermentino

Vini più diversi non potevamo immaginarli, da un lato la corazzata Capichera col suo Vigna ‘Ngena 2009, il vino delle vacanze vip in Costa Smeralda che si è rivelato molto solido e concreto. La tecnica è evidente e raffinata, il risultato è molto più interessante di quanto ognuno di noi avrebbe osato pensare, equilibrato e fresco per un’interpretazione molto classica del vitigno e della tipologia.

Dall’altra parte uno dei vini più ricchi di personalità dell’intero panorama italiano, il Dettori bianco 2007. La storia del vino è nota, le controversie che genera continue però il risultato è mirabile, merita di essere conosciuto da chiunque si consideri un appassionato. L’aspetto è piuttosto impressionante, il vino non brilla per limpidezza e il colore è molto particolare (coppia di eufemismi poetici), il naso si apre su note di ossidazione decisamente marcate ma all’assaggio tutto diventa irrilevante e si entra nel mondo di Alessandro Dettori, unico e contento di esserlo.

In conclusione: il vino col punteggio più alto è convenzionale, quello col punteggio più basso è artigianale e sono i vini meno costosi della serie. Vorrà dire qualcosa? E il fatto che siano i due Fiano aiuta a capire? La risposta è negativa: sei campioni non sono una base statistica (nemmeno gli scatti sono unità di misura precisissime…) quindi dobbiamo affrontare la questione da un altro punto di vista: ci sono piaciuti di più i vini artigianali anche se per motivi non sempre omogenei.

In ogni caso le sfide sono state equilibrate e hanno mostrato, nel complesso, un elevato livello qualitativo. Naturalmente la scelta dei campioni è determinante e pensiamo di aver ben assortito le coppie in gara.

To be continued, stay tuned!

I risultati

4 scatti
Colli di Lapio Fiano di Avellino Docg 2009 € 15,90

3 scatti
Dettori Romangia igt 2007. € 22,80
Montecappone Utopia Verdichio Castelli di Jesi riserva doc 2007. € 21,00

2 scatti
Capichera Vigna ‘Ngena Vermentino di Gallura docg 2009. € 20,88
Ciro Picariello Fiano Irpinia Igt 2009
San Lorenzo Vigna delle Oche Verdichiic dei Castelli di Jesi riserva Doc 2008. € 18,90

La scheda tecnica della degustazione
Data e luogo: venerdì 1 aprile 2011, Trimani il wine bar a Roma
La commissione: Cristiana Lauro, Alessandro Bocchetti, Antonio Paolini, Jovica Todorovic, Paolo Trimani

Foto: livematrix.com

5 Commenti

  1. Non si può confrontare il Fiano di colli di lapio 2009 docg con il fiano di ciro picariello igt!!!
    Il fiano di Ciro Picariello è superiore al fiano di colli di lapio!!!

  2. ha risposto a pippo64: se guardi i punteggi in fondo all’articolo non si direbbe: 4 scatti contro 2. O hanno sbagliato il voto o mi sa che la versione igt di picariello non è come la docg…

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