Vegetariani a Aspen. Lunedì senza alce contro l’obesità

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Di solito non battono ciglio di fronte a un pezzo di bisonte o di alce nel piatto. D’ora in poi non si stupiranno vedendosi portare al tavolo piatti rigorosamente senza carne.

Capita, da qualche lunedì, ai danarosi turisti di Aspen, località sciistica del Colorado, dove una ventina di ristoranti (le scuole lo fanno da tempo) hanno sposato la dieta vegetariana. “La cosa interessante è che la gente che viene qui si aspetta di mangiare carne”, scherza, parlando con il New York Times, il ristoratore vegetariano Mimi Lenk che i bisonti e gli alci li serve regolarmente.

Complice anche la concorrenza, l’iniziativa sta prendendo piede: “Bisognava coinvolgere un numero elevato di locali”, ha detto Martin Oswald, un ristoratore della città che ha dato una mano a promuovere l’iniziativa. Una volta partiti, i lunedì vegetariani difficilmente potranno essere ignorati dai ristoratori che finora hanno resistito anche se, come spiega il NYT, forse a causa della crisi economica che spinge verso il comfort food, negli ultimi tempi il consumo di carne è aumentato e la moda vegetariana sembra fare meno presa.

Eppure, a dispetto delle sue abitudini “carnivore”, la località del Colorado ha un tasso di obesità che è il più basso del paese, una reputazione di città sportiva (sci, rafting, trekking) e tutte le carte in regola per scendere in campo nella guerra contro le cattive abitudini alimentari dichiarata da tempo dall’amministrazione Obama e promossa dal movimento Meatless-Monday, il progetto  dell’Università di Baltimora che già vanta un lungo elenco di sostenitori tra cui pub, strutture sanitarie, un’associazione pensionati, la Toyota (la sua ceffetteria aziendale offre già, il lunedì, l’opzione vegetariana), Wendi Murdoch (la moglie di Rupert ha portato i lunedì vegetariani a casa), radio, siti web (come l’israeliano Ynet che già offre una sezione di ricette veg in lingua ebraica), società di catering, blog, scuole di cucina, star tv, hotel.

Tra i sostenitori dell’iniziativa, già introdotta dalle amministrazioni comunali di San Francisco e Washington, c’è anche, e non da oggi, l’ospedale della città al quale tocca di prestare soccorso troppo spesso a turisti colpiti da infarto.

Fonte: New York Times

Foto: St Regis Aspen, Yun Cee Ng/newyork.grubstreet.com

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