In una Monza abituata a correre veloce, il tempo all’interno del Derby Grill sembra fermarsi. Con la sua luminosa veranda e le sale intrise di storia, il ristorante dell’Hotel de la Ville è un’oasi di sofisticata eleganza nel cuore del capoluogo brianzolo. Affacciato sul parco della residenza estiva dei Savoia, il locale conquista con il suo arredamento squisitamente british, di cui le sedute in cuoio dall’aspetto vissuto, i ritratti nobiliari e la boiserie scura ne tracciano i contorni. Un ambiente affascinante e accogliente che fa da scenografia alla proposta gastronomica dello chef Fabio Silva, campano classe 1978.
Dopo una solida formazione nelle brigate di Antonino Cannavacciuolo, Claudio Sadler e i fratelli Cerea (solo per citarne alcuni), Silva approda in Brianza dove firma piatti che uniscono la luminosità mediterranea al rigore lombardo. Riletture dei classici in chiave contemporanea, accostamenti insoliti ma convincenti e texture che parlano una lingua spontanea: sono questi i pilastri della cucina del cuoco napoletano.
La qualità degli ingredienti è il denominatore comune di tutti i piatti dello chef, che cura la selezione delle materie prime e dei fornitori. Nel menù compaiono così le uova della Valtellina, il Carnaroli di Pavia, la luganega brianzola, le alici di Cetara e il cioccolato cuneese, ma la lista potrebbe continuare.
Quanto costa il ristorante Derby Grill

In carta spiccano grandi classici come l’ossobuco di vitello in gremolata e risotto agli stimmi di zafferano (40 €) o la costoletta alla milanese a doratura lenta nel burro chiarificato (38 €). Il raggio si amplia con il risotto al Granun, pesce persico, caffè e shiso (29 €) e il salmerino in argilla con finocchio e lattuga (45 €). Attenzione a lasciare uno spazietto per il dessert, in particolare per il gelato al fiordilatte servito al carrello (18 €) che appaga l’occhio e rinfresca il palato.
Sedersi al Derby Grill di Monza è stato molto più che piacevole. Le aspettative, già alte, sono state confermate da un servizio puntuale e preciso, ma per nulla intimidatorio. L’ambiente è curato nei minimi particolari e la proposta dello chef Silva seduce il palato a ogni boccone, con gusti complessi resi leggibili da una mano elegante e fervente.
Pranzare al Derby Grill di Monza in un sabato di fine settembre è come tornare in vacanza. Accolta dalla gentilezza del personale, mi siedo nel dehor arredato in stile coloniale, con sedie in bambù e sinuose porcellane. Luminosa, fresca e di quell’eleganza misurata, mutuata dai club inglesi, la sala invita a restare il più a lungo possibile. È per questo che scelgo il menù degustazione per questo pranzo stampa. Il territorio…secondo me! 6 portate a 120 € in cui i sapori brianzoli danzano insieme alla tradizione partenopea e a suggestioni orientali, in una coreografia ben riuscita. Stesso prezzo anche per il menù Viaggio alle Origini Alla carta spendete in media per 3 piatti 95 euro.
Cosa si mangia al Derby Grill di Monza

Si inizia con quattro amuse-bouche. Ostrica di Goro fritta con polvere di cipolla di Montoro e crema di ananas alla brace; polpetta di coda di Bruna Alpina con panatura di pane e zafferano; sedano rapa con la sua crema e misticanza; gelato alla barbabietola su crumble di cacao e ricotta salata grattugiata. Tutti gli ortaggi e le erbe utilizzati in cucina sono biologici, racconta lo chef, e provengono dall’orto della Cascina Gallina di Busnago.

Il momento dei panificati è sempre il più atteso. Arrivano grissini tirati a mano e una pagnotta ai grani antichi e lievito madre del Forno del Mastro, servita ancora calda.
Ad accompagnarla, un disco di burro paglierino con sale Maldon.

Il pranzo entra nel vivo con i due antipasti. Il capocollo con foglie di senape, cipolla all’agro, ravanello e fichi marinati nell’olio delle loro foglie. La carne è talmente morbida che non serve il coltello. Le cipolle donano al bouquet un sentore pungente, mentre il frutto spinge l’equilibrio su un versante decisamente più amabile.

La selezione di funghi della Valtellina – finferli, chanpignon e porcini – conquista con la sua consistenza spugnosa e il sentore nocciolato, amplificato dal tartufo nero estivo e dalla salsa di mirtilli. Il mais alla brace aggiunge un quid croccante e affumicato al piatto.
I piatti principali

Si prosegue con i primi piatti del Derby Grill. Da una parte il risotto Carnaroli della Riserva San Massimo mantecato al Granun, con persico spadellato nel burro, shiso e polvere di caffè. Mentre il pesce di lago alleggerisce la composizione, l’erba aromatica ne prolunga la persistenza, aggiungendo profondità.

I ravioli ripieni di tarassaco, ortica e dragoncello seducono invece con il loro profilo verde e la tenacia della sfoglia. Le animelle di vitello alla brace creano il giusto compromesso tra la delicatezza della pasta ripiena e il gusto rotondo delle frattaglie. Il polline chiude l’ensemble con sfumature luminose e floreali.

La seconda portata è divertissement puro. Il salmerino cotto al forno viene presentato al tavolo dentro una corazza di argilla, frantumata al momento per trattenere fino all’ultimo l’umidità e i succhi della carne. Il pesce di lago, rigorosamente pescato, è servito con il suo fondo e le sue uova, che completano il quadro con un’aggiunta scoppiettante. Finocchi e lattuga alla brace fanno da contrappunto alla componente lipidica.

Per esaltare il piatto, viene servito del gin aromatizzato al finocchietto, con sciroppo di finocchio, bergamotto e qualche goccia di olio di arancia.

Il pre dessert apre l’ultimo atto al Derby Grill. Sorbetto al sedano con meringa abbrustolita e caramella al limone. Fresco, gentile, luminoso.

Il dessert è quella sana punta di esibizionismo che nel fine dining è sempre piacevole. Arriva al tavolo su uno scenografico carretto: al centro, una montagna di Fiordilatte della Fiorida e tutt’intorno colorati barattoli colmi di leccornie da aggiungere al gelato. Scelgo la composta di mirtilli selvatici e le nocciole caramellate. Che dire? Un match perfetto.

Un tris di piccole dolcezze è il saluto dello chef. Cono biscotto con pastiera liquida e agrumi canditi; pancotto con crema di cioccolato bianco. Tartufo di cioccolato fondente aromatizzato al rosmarino.
L’Hotel de la Ville, tappa irrinunciabile dei piloti

L’eleganza e la convivialità che si respirano tra le pareti del Derby Grill si ritrovano anche nell’albergo adiacente. I suoi corridoi hanno visto passare illustri personaggi, volti noti dello spettacolo e soprattutto campioni dell’automobilismo, complice la vicinanza con l’Autodromo di Monza. Fin dall’ingresso, ciò che conquista dell’hotel è l’atmosfera ricercata e familiare, per nulla abbottonata come ci si potrebbe aspettare da un quattro stelle, ma pur sempre impeccabile.
Qui, da oltre sessant’anni, la famiglia Nardi esercita l’arte dell’accoglienza. È il 1958 quando il direttore d’hotel Bartolomeo Nardi rileva quello che fino a pochi anni prima era stato l’Eden Hotel Savoia. Il palazzo ottocentesco, che prima di diventare un punto di riferimento dell’hôtellerie era una residenza privata, dal 2007 fa parte del circuito internazionale Small Luxury Hotels of the World, un riconoscimento che certifica l’eccellenza dell’ospitalità e dello spirito del luogo.
Ristorante Derby Grill. V.le Cesare Battisti, 1, 20900 Monza MB. Telefono: 339 791 3900. Instagram









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