In un’epoca gastronomica flagellata da sapori delicati, micro-porzioni studiate al bilancino, spume, pinzette e fiori commestibili, c’è un uomo in salopette che cucina di sostanza. Giorgio Barchiesi, aka Giorgione, non è solamente oste o volto televisivo. È il manifesto della classica cucina ruspante.

Il suo approccio è in contrapposizione al “fine dining” e agli impiattamenti geometrici. La sua proposta si declina in un’abbondanza che sa di casa, di domeniche in famiglia e di sapori antichi che non hanno bisogno di traduzioni concettuali per essere compresi.

Ma come ci è arrivato Giorgione a diventare l’oste più famoso d’Italia? La sua è una storia che non passa per accademie stellate, ma nasce affondando le mani nella terra. Romano di nascita e studente di veterinaria, negli anni ’80 molla tutto e si trasferisce nella campagna umbra per rincorrere la sua vera passione. Inizia facendo l’agricoltore, alleva animali e gestisce un frantoio.

Il destino bussa letteralmente alla sua porta nel 2006. Un gruppo di giovani aveva aperto un locale in un vecchio mulino a Torre del Colle, all’indirizzo “Via di Mezzo n° 1”, ma gli affari andavano male. Propongono a Giorgione di rilevare l’attività e lui accetta la follia. Arruola in cucina un gruppo di cuoche tra le amiche di famiglia, mette in sala la moglie Marianna e stravolge le regole.

Niente piatti alla carta, ma una locanda a menù fisso: si mangia quello che offre il territorio, a oltranza e in abbondanza. L’intuizione è geniale tant’è che il ristorante è sempre sold out. Un successo che nel 2013 lo porterà a spostare il ristorante, l’ormai celebre Alla Via di Mezzo, nella sede attuale di Montefalco.

Come nasce Giorgione stella della televisione

Giorgione nel 2014.

È proprio grazie a questo clamoroso passaparola che nasce il fenomeno televisivo. Una sera del 2012, si siedono ai tavoli della locanda dei clienti apparentemente normali. Mangiano, si godono il pasto e a fine serata si palesano: sono giornalisti e autori del Gambero Rosso, andati a cena in incognito per cercare volti nuovi per la rete.

Stregati dalla sua stazza, dalla schiettezza e dall’oste che si siede a mangiare con i clienti, gli chiedono a bruciapelo: “Cosa vuoi fare in tv?”. La risposta di Giorgione è fulminea e ribalta le regole della televisione: “Venite a casa mia”. È così che le telecamere entrano a Villa Selva, la grande tenuta agricola a Grutti che nel frattempo era diventata di sua proprietà.

Giorgione decide di usare direttamente il suo casale per le riprese. Niente studi finti, niente copioni, solo il suo orto e la sua cucina. Nasce così Giorgione – Orto e Cucina. Grazie alla televisione Giorgione diventa un idolo indiscusso restando se stesso.

Grazie anche al suo particolare vocabolario, come l’aggiunta del “nonnulla” di olio: mentre altrove il condimento viene usato col contagocce, a Giorgione piace metterlo in abbondanza.

Immancabile anche “laido e corrotto” per definire piatti ricchi, estremamente conditi e peccaminosi. Il modo di fare e la genuinità dell’oste conquistano presto tutta Italia. Il ristorante Alla Via di Mezzo diventa tappa immancabile non solo per i suoi fan, ma anche per gli addetti ai lavori e i visitatori più curiosi.

I tre figli e la sfida al fine dining

l'ingresso del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

Per anni c’è stato un paradosso: Villa Selva era il set tv più famoso d’Italia e un posto dove alloggiare, col lato ristorazione dedicato solo alla ventina di ospiti che vi pernottavano, mentre per gli altri restava il locale a Montefalco. Il Covid però ha cambiato tutto. Le severe misure di distanziamento sociale rendevano difficile accogliere molti clienti nella sede storica a Montefalco.

Giorgione e la sua famiglia hanno quindi deciso di “ripartire” sfruttando gli ampi spazi verdi esterni di Villa Selva a Grutti, permettendo di cenare in totale sicurezza e all’aria aperta. I posti a Montefalco sono da sempre limitatissimi e registrano tempi di attesa molto lunghi per le prenotazioni. Replicare la medesima formula proposta nel locale storico ha permesso di creare una vera e propria succursale.

In questo modo, la struttura riesce ad assorbire l’enorme flusso di clientela che altrimenti non troverebbe posto nella sede principale. Villa Selva ad oggi è gestita dai tre figli di Giorgione — Giuseppe (lo è di fatto), Michele e Maria. Sono loro che guidano la tenuta di famiglia.

A Villa Selva il fine dining non sanno cosa sia, e va benissimo così. Qui si cerca la sostanza, con l’idea di ritrovare i sapori netti di casa, quelli che ti ricordano i pranzi della domenica dalla nonna. L’orto c’è per davvero e fa da contorno a un’atmosfera rustica e casereccia. Ci si aspettano taglieri di salumi, proposte tradizionali, porzioni ignoranti (nel senso buono del termine) e quell’abbondanza che ti fa godere ancor prima di impugnare la forchetta. È il preludio perfetto a una cena che promette di farti capire quanto sia ancora bello l’eccesso.

Ma se volete scoprire se la tavola dei figli mantiene alta la bandiera del “laido e corrotto”, dovete stare seduti, fare silenzio, e iniziare a mangiare. Come ho fatto io.

Non c’è carta, ma solo la formula a 40 euro

Sedersi alla tavola della famiglia Barchiesi non è un capriccio dell’ultimo minuto. Dimenticatevi le prenotazioni lampo: qui bisogna organizzarsi con largo anticipo.

Al momento della prenotazione, puoi scegliere se prenotare un tavolo al locale storico a Montefalco, oppure optare per le campagne di Villa Selva.

La scelta è ricaduta su Villa Selva. Nonostante avessimo prenotato a gennaio 2026 le ultime disponibilità per Montefalco erano tra fine novembre e dicembre.

Subito viene messa in chiaro la formula della serata: antipasto a buffet, due primi, due secondi, contorni e dolci. Alla modica cifra di 40 euro. E se sono dichiarate intolleranze o allergie al tavolo, organizzano i piatti in totale sicurezza. Inutile però chiedere cosa si mangerà. A Villa Selva lo scopri solo quando vedi arrivare i piatti. L’unica carta è dedicata ai vini e al beverage.

“Vi consigliamo di arrivare per le 20:30”. Il motivo è semplice: dalle 20:00 alle 21:00 a fare gli onori di casa c’è Giorgione. Pronto a salutare ed intrattenere i tavoli, prima di filare via verso Montefalco e lasciare le redini della serata ai figli.

Quando varchi il cancello, l’impatto è di un grande e verace agriturismo nel verde dell’Umbria. Niente design o luci soffuse da bistrot di città. Gli interni sono orgogliosamente spartani, caldi e rustici, nel più classico stile della locanda di campagna. Ad accoglierti all’ingresso c’è un angolo che fa sorridere, un piccolo spazio dedicato ai libri di ricette di Giorgione e al merchandising ufficiale, dove troneggia, inevitabilmente, la mitica salopette in jeans.

Una volta entrati in sala c’è l’oste per antonomasia che accoglie e fa scappare qualche risata per farti sentire a tuo agio, mentre gironzola per i tavoli a sincerarsi che tutto vada per il verso giusto.

Come si mangia dai figli di Giorgione

Ve lo dico subito: alzarsi da questa tavola con ancora un po’ di appetito è fisicamente impossibile. A fronte dei 40 euro pattuiti (bevande escluse), il riassunto della cena è semplice: si mangia tanto e, soprattutto, si mangia bene.

Per gli amanti della ristorazione, fatta di convivialità, sostanza e tegami da svuotare in compagnia, Villa Selva rappresenta una tappa irrinunciabile.

L’idea e la forza propulsiva restano quelle di Giorgione, ma la vera vittoria del format è un’altra: l’oste più famoso d’Italia può tranquillamente lasciare la sala, perché i figli hanno dimostrato di saper gestire la macchina alla perfezione, dimostrando che l’eredità del “laido e corrotto” è in ottime mani.

Gli antipasti

gli antipasti del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

A Villa Selva la cena si apre alzandosi da tavola per puntare dritti all’ampio antipasto a buffet. Davanti ti trovi una proposta concreta, di quelle che fanno subito capire l’andazzo della serata.

Si parte con una distesa di rassicuranti tegami in terracotta, traboccanti di sott’oli come peperoncini ripieni, cipolline e acciughe.

testina e lingua del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

Poi, lo sguardo cade sui tagli meno nobili, quelli per palati che badano al sodo e cercano la tradizione verace: pirofile ricolme di coppa, testina e lingua di vitello.

la nduja del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

Accanto, i pani caserecci chiamano i sapori decisi da spalmare, dal classico patè di fegatini a quello di peperoni, fino alla ‘nduja.

Scorrendo il bancone, si incontra una sezione ben fornita di formaggi e taglieri in legno carichi di insaccati del territorio.

Poi c’è l’angolo dedicato a chi cerca carboidrati: panzanella, la pizza in pala e un casatiello napoletano di quelli che non lesinano sul condimento.

la trippa alla romana del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

E siccome le origini romane dell’oste non mentono mai, non manca un grande classico della sua cucina: un bel tegame fumante di trippa alla romana. Niente di costruito, nessun fronzolo, solo materia prima di qualità e sapori sinceri

I primi

le tagliatelle alla norcina del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

Terminato l’antipasto, inizia il servizio ai tavoli. Giorgione saluta tutti e se ne va verso Montefalco. Ma noi restiamo in buona compagnia dei figli e dei primi piatti. Le portate arrivano in grandi vassoi direttamente al centro della tavola, da cui ognuno si serve da solo. Su ogni singola portata vige inoltre la regola base del locale: se il vassoio si svuota, si può chiedere liberamente il bis.

Il piatto migliore della serata sono le tagliatelle alla norcina: belle cremose, con il sapore del tartufo ben presente ma non invadente, e la salsiccia apprezzata in tutte le sue sfumature, in cui spiccavano il vino bianco e l’aromaticità data dal finocchietto. I funghi, dal canto loro, donano rotondità e profondità a garanzia di un equilibrio ben definito.

gli gnocchi alla bolognese del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

Ottima anche la resa degli gnocchi alla bolognese, avvolti da un ragù saporito e grasso al punto giusto. Con scarpetta obbligatoria.

I secondi

il brasato di maiale del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

Condivisione dei vassoi anche per i secondi. Il brasato di maiale è tenerissimo, con la cipolla in agrodolce capace di aggiungere carattere alla portata. Un equilibrio al palato da manuale, risultato per nulla scontato quando si ha a che fare con i contrasti di sapore.

il cappone del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

Il cappone è tenero e succoso grazie a una cottura ben eseguita, anche se la salsa all’aglio nero in accompagnamento è risultata un po’ anonima rispetto alla spinta degli altri piatti.

A chiudere il cerchio i due contorni classici. Insalata per rinfrescare e sgrassare la bocca, patate arrosto perfettamente condite, croccanti fuori e così morbide dentro da sciogliersi in bocca.

La dolce chiusura

i dolci del ristorante Giorgione Villa Selva Country House a Grutti in Umbria

A fine pasto, la regola dell’eccesso si prende una saggia pausa. I dolci arrivano in porzioni decisamente più ridotte. Al tavolo viene servito un tris composto da un biscottino al vino a testa, un quadrotto di brownie e una piccola porzione di tiramisù.

Una scelta che si rivela una vera salvezza, considerando che a questo punto della serata si è già ampiamente sazi. Niente fuochi d’artificio da pasticceria gourmet, ma sapori schietti e casalinghi che chiudono bene il cerchio.

Il tiramisù fa esattamente quello che deve fare, con il suo gusto classico e rassicurante. I biscottini sono rustici e perfetti da sgranocchiare, mentre il brownie si fa notare in positivo per la sua consistenza umida e morbida, ben lontana dal solito mattoncino asciutto.

Una conclusione azzeccata e misurata, ideale per alzarsi da tavola senza dare il colpo di grazia allo stomaco.

Giorgione: orto e cucina ma anche libro e ristorante in Umbria

24 giugno 2014 – di Giulia Nekorkina

In mezzo alle colline umbre, sulla strada del vino Sagrantino, nel cuore di Montefalco, c’è un ristorante che si chiama Alla Via di Mezzo.

Ma vi dico di più se aggiungo il nome magico di Giorgione, l’oste più famoso d’Italia.

Proprio l’anno scorso Giorgio Barchiesi, in arte Giorgione (ma quanto gli sta bene questo “nomignolo”?), ha inaugurato il suo nuovo ristorante nell’antico frantoio del XIV secolo, dove mangiare “come una volta”, assaporare la cucina semplice di campagna e dell’orto.

La cucina che, appunto, vediamo nel suo famoso programma in onda su Gambero Rosso Channel, “Giorgione Orto e Cucina”.

Giorgione, romano di nascita e umbro di adozione, è un personaggio che non può non piacere, vuoi per la sua stazza, imponente e rassicurante, vuoi per il carattere spontaneo e d’impatto, vuoi per la sua cucina, laida, come la definisce con orgoglio. E’ amato da tutti, uomini, donne e bambini. Le sue ricette sono replicate con successo, in quanto semplici, ma goduriose ed estremamente fattibili, in case di tutti gli italiani, e ne è la prova la sua pagina Facebook, piena di ringraziamenti, di commenti e di domande.

Il libro di Giorgione

librogiorgione

Le conseguenze di tutta questa popolarità erano scontate: ci voleva un libro. Anche Giorgione ha capitolato e si è buttato nell’avventura editoriale con  “Giorgione Orto e cucina”, 80 ricette “laide e corrotte”, andato letteralmente a ruba. Tanto che durante l’evento di presentazione non c’è stato verso di procedere con il show cooking causa fila per fare l’autografo a dir poco infinita.

librogiorgiobarchiesi

Le parole come “cucina di stagione” e “prodotti km 0” sono, forse, le più scontate e banali degli ultimi tempi, usate a proposito e a sproposito.

Ma che ci posso fare se Giorgione alleva per davvero ogni tipo di animali compresi i pavoni e cucina utilizzando solo quello che coltiva  nell’orto o raccoglie nei boschi?

carbonara di giorgione

Al suo ristorante potrete gustare tanti antipasti a base di verdure e legumi, almeno due-tre tipi di paste caserecce fatte a mano conditi abbondantemente con i sughi ruspanti.

Non mancano la buona carne sulla brace, i salumi e i dolci fatti rigorosamente in casa. Per accompagnare degnamente la cena, oltre il rinomato Sagrantino di Montefalco, avete un’ampia scelta di vini e di birre. E, dopo cena, potete fermarvi a dormire nel piccolo ma carinissimo b&b, situato nello stesso edificio.

carbonara
antipasti

Quanti altri motivi volete per andare da Giorgione in Umbria?

P.S. Eccone un altro: al ristorante si accettano anche gli animali.

Ristorante alla Via di Mezzo da Giorgione. Via Santa Chiara da Montefalco, 52, 06036 Montefalco PG. Telefono: 0742 362074. Instagram

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Villa Selva
Villa Selva
Indirizzo
Via Loreto, 1
Grutti (PG)
06035 - Italia
Numero di Telefono
Proposta
Tradizionale
Fascia di prezzo
€€
Orari di apertura
Lunedì
Chiuso
Martedì
Chiuso
Mercoledì
Chiuso
Giovedì
Chiuso
Venerdì
20:00 - 22:00
Sabato
13:00 - 15:00
20:00 - 22:00
Domenica
13:00 - 15:00
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Ristorante alla Via di Mezzo da Giorgione
Ristorante alla Via di Mezzo da Giorgione
Montefalco-Sito Web ->
Indirizzo
Via Santa Chiara da Montefalco, 52
Montefalco (PG)
06036 - Italia
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Tradizionale
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€€
Orari di apertura
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Sabato
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Domenica
13:00 - 16:00
Angelo Castaldo

Angelo Castaldo

La mia missione è semplice: trovare posti che meritino davvero di essere visitati. Sono sempre alla ricerca di locali che sappiano sorprendermi e mi piace raccontare il cibo senza troppi giri di parole, con curiosità e spirito critico, perché sono convinto che siano i piccoli dettagli a fare la differenza. Ho un debole per i dolci: il dessert è sempre gradito... soprattutto se è più di uno.

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