Il basilico di Prà e la ricetta per l’abbronzatura perfetta

Tempo di lettura: 3 minuti

In una mattina di agosto si parte…
Sembriamo le famiglie degli anni ’70 con canarino al seguito… Quest’anno vacanza stanziale, lo stress la richiede.
Puntata la macchina sull’Aurelia alla volta del Golfo del Tigullio per fermarsi a circa 30 km da Genova: ci si sente già riposati, il cervello ha fretta.
Chiacchiere… musica seria e faceta… tormentoni estivi…
Nei miei  pensieri e nei miei desideri c’è la voglia di  trovare tracce di tradizione e prodotti genuini “del posto”.
Il basilico di Prà tra tutti, dal momento che sembra meno rintracciabile dell’Araba Fenice.
All’arrivo l’indigestione di focaccia è d’uopo.

Programma del  primo giorno: commissioni nei caruggi di Chiavari.
E’ venerdì e c’è il mercato…. il centro è invaso.
Ok….  oggi trovo per forza qualcosa di tipico…..
Il mercato appare classico dei nostri anni : abbigliamento per lo più…

Sbuco nella piazza del tribunale… ecco quello alimentare.
Cerco come l’acqua nel deserto: basilico, basilico… anche un po’ di preboggion (erbe miste, borragine, radicchio selvatico, ortica, bietola, tarassaco cicoria… ed altre… serve per il ripieno dei Pansotti ed altre preparazioni)..
Niente.. neanche l’ombra.
La globalizzazione ci sta uniformando un po’ tutti… i prodotti sui banchi sono anche un po’ simili a quelli delle grandi città.
Faccio ancora qualche giro….

I banchi del pesce sono però fornitissimi e bellissimi.
I posti dove rimpinzarsi di focaccia e focaccette (frisceu) sono sempre tanti e invitanti.

Per ora, anche se i menù sono galeotti, resisto.
Torno a S. Margherita un po’ sconsolata e faccio spesa dai soliti negozianti … un po’ di basilico
lo abbiamo rimediato e parte il test…

Giorno successivo spesa a Rapallo…. altro giro altro basilico…che mi assicurano di Prà.
Ma non c’è modo di avere un pedegree sicuro per le fresche fogliette ?
A casa il confronto… Quello che porta l’indicazione DOP è più chiaro, inebriante sembra più turgido…Chissà se manterrà la promessa e chissà se lo abbiamo trovato….
Dovrò setacciare la zona a caccia di segreti…

Nel frattempo….
Merito  il mio primo bagno al mare!
Giro la macchina e mi dirigo a S. Margherita Ligure, Punta Pedale.
Tuffo fresco, l’acqua è davvero blu (malgrado le troppe barche ).
Mi lancio sull’asciugamano per cominciare il “lavoro” della tintarella.
Penso..

A pranzo devo proprio mangiare qualcosa che sia alleato dei raggi….
La frutta estiva ci aiuta…. non dovremmo mai fare a meno di ananas , albicocche, melone, pesche, fragole.
Difatti,  non appena  a casa esploro il frigo….

Tutto ok… mi preparo una bella insalata.

1 carota
2 fette di melone
1 pesca noce
1/2 peperone giallo

Taglio tutto e condisco con olio e sale.

Cosa c’è di più fresco e gratificante dopo 3 orette di mare ? Questi sono alimenti ricchi di betacarotene che aiuta la produzione di melanina e di antiossidanti che prevengono l’invecchiamento della pelle… del resto col sole il problema è dietro l’angolo.
Vi consiglio anche di cominciare prima dell’esposizione al sole, oltre a giovarne esteticamente, la pelle reagirà bene all’esposizione.

Raccomandazioni
Non esagerate con l’assunzione però… rischierete che piante dei piedi e palmi delle mani diventino arancioni.
Non dimenticate anche di mettere creme protettive, qui in Liguria c’è un bel po’ di vento, si rischia di prendere un sacco di sole e non accorgersene !!!

Ancora relax al sole….
Medito e pianifico le prossime mete gastronomiche…
In questi giorni sagre e inviti ed io non ho nessuna intenzione di perdere nulla….

Restate collegati.

7 Commenti

  1. ha risposto a Claudia-Cloo: Non faccio il botanico, però il basilico deve essere un pianta abbastanza particolare perché riprende profumazioni molto diverse a seconda del terreno sulla quale viene coltivata. E’ comunque sicuramente una pianta erbacea annuale, e quindi non credo possa dare il meglio di se tutto l’anno, ma nonostante ciò il Liguria si trova in vendita tutto l’anno. Allora succede che venga coltivata diversamente dalle migliori condizioni. La pianta richiede almeno cinque ore di sole al giorno. Luglio-agosto è il periodo migliore per la raccolta delle foglie. Preferisce un suolo fresco e ben drenato. Invece delle profumazione classica, che fonderebbe aromi che si richiamano al gelsomino, la liquirizia e qualche tono agrumato, a volte vira sorprendentemente verso il mentolato, a volte verso un inquietante torbato ammuffito, più o meno quello che possiamo sentire quando entriamo in un cimitero in novembre, aroma associato al crisantemo solo perché è la pianta più utilizzata in quel luogo in quel periodo, non perché il crisantemo abbia esattamente quell’aroma preciso che prende il basilico fasullo, ma solo come forzatura del concetto;-)

  2. Per integrare quello che dice il Guardiano , la variante principale per la qualità del basilico a mio parere non è la varietà ma il modo con qui è coltivato . Prà è un quartiere in periferia di Genova , collinare con terreni tutti coperti da serre ed è proprio quello il punto . Il basilico ha bisogno di sole , non troppo e di spazio cosa che nelle serre non ci sono , nell’ orto ha bisogno di pochissimi trattamenti mentre nelle colture intensive ha bisogno di protezioni e ” acceleratori ” Ricordiamo pure che nella preistoria quando non esistevano i frighi il pesto non c’ era d’ inverno , al massimo durava qualche mese coperto d’ olio . Detto questo a Prà hanno un ottima varietà che dà il massimo nel loro microclima ma se lo porti via saprà di camomilla , di menta e mille altre cose e anche se lo metti in altri posti vocati cresce in modo diverso , per fortuna e per la salvaguardia delle microzone .

  3. ha risposto a Il Guardiano del Faro: caro Guardian….. non so dove abiti tu… ma escluso il finto basilico di Roma (che è una pianta ornamentale praticamente)…. ed altri cloni…. quando in liguria trovi il basilico VERO non sa ne di mentolato, ne di torbato ne di ammuffito e non ricorda il cimitero…. è per questo che son qui alla ricerca….. Se assaggi il vero diventi dipendente !!!

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