11° giorno. Questa mattina a Bagamojo per fare un bagno. Anche i fenicotteri rosa hanno scelto questo territorio, prediligono come me i posti poco popolosi dove riposare.

Prima però una sosta a Francavilla Marittima dalla signora Lisa (Antichi Sapori via Nazionale, 92. Cell. 339.8505112) che porta ogni mattina frutta e verdura appena colta per comprare le mele selvatiche. Oggi mare, frutta e dieta, anche se neanche a dirlo un’allegra combricola di signore castrovillaresi aveva già pensato al pranzo della comunità con teglie di pizza fatta a casa, fichi e insalata di frutta. Ed io che ero sfuggita dalle melanzane ripiene di mia mamma. Sarà per questo che la Calabria ha pochi ristoranti , c’è l’abitudine di cucinare in casa.

Sul versante tirrenico non si scherza e io vado proprio nella tana del lupo ….di mare. Pino Lo Preiato, patron dell’Approdo, uno dei ristoranti di pesce migliori della Calabria, mi aspetta per portarmi all’asta delle 17 (perchè ce n’è anche una alla mattina) con il pescato delle 15 imbarcazioni di Vibo.

Pino dice che oggi non è stato un gran giorno di pesca. Sarà, ma passa tanto di quel ben di dio sotto gli occhi; assaggio le uova degli scampi, i gamberetti crudi.

Il pesce di qui? Alici, sauri, ricciole, pesce castagna, surici, pampani, marmore, mazzancolle, cicale, merluzzi, gronco, occhialoni, tonni, triglie, scorfai e “u cavaleri”, cioè il pesce spada. Un tempo quando si pescava a Vibo, gli si infilava un garofano in bocca e si portava in giro a mò di processione urlando “avimu u cavaleri du mari, avimu u cavaleri du mari!!!”

L’Approdo è il ristorante dell’hotel Cala del Porto, di fronte al porticciolo turistico ed è conosciuto in tutta la regione. In effetti questa sera c’è chi ha fatto un paio di centinaia di chilometri per mangiare qui. Perchè? Perchè questo posto è un miracolo. Partiamo dal servizio invidiabile e organizzato come pochi. La squadra è insieme da tanto (20 anni) e lavora come un orologio svizzero grazie all’abilità e l’attenzione continua di Pino.

Gli arredi eleganti ed essenziali non lasciano dubbi sul dove ci si trova, merito del buon gusto di Concetta Greco (moglie di Pino) che ha sparpagliato qua e là una bella collezione di sculture e oggetti di artisti calabresi. Poco prima della cena infatti mi invita a visitare la bottega Eos di Antonio Montesanti, artista che attraverso le sue sculture racconta le leggende calabresi come la storia dei giganti, dei balli, delle feste, dei riti religiosi e pagani e della pesca.

Lo chef Agostino Bilotta ha 45 anni di cui 30 passati dentro la cucina dell’Approdo. E se dico dentro intendo sei giorni su sette pranzo, cena e colazione.

Approdo sulla varietà di crudi su cui troneggiano i ricci di mare, li provo in tutti i modi “nature” con le quattro salse proposte dalla cucina (zenzero, tartare di verdure, olio al limone e soiaceto) e con piccole fettuccine (acqua e farina).

E’ proprio vero, il pesce pescato da poche ore ha proprio un altro sapore, Concetta mi confida che il marito dorme con il cellulare sul comodino per rispondere la notte alle barche che forniscono all’Approdo il tonno. La squadra in cucina (nottetempo) viene allertata (svegliata) e all’arrivo del pesce si comincia la lavorazione.

Una gran bella squadra non c’è che dire, gironzolando in cucina si sente un profumo di pane incredibile. I grissini alla cipolla rossa di Tropea sono da attacco di panico sensoriale soprattutto avvolgendoci sopra una piccola acciuga sott’olio (sempre made in Approdo).

Continuo il percorso con schiuma di patate silane e cozze e (per la serie faccio il pieno di omega tre), piccoli pesci spinati e scottati con pinoli e erbette profumate; completo il pasto con una briosche con venatura di liquirizia e un eccezionale sorbetto al bergamotto.

Dimentico qualcosa? Ah, certo le oltre 600 etichette che la cantina custodisce (oltre ad una nutrita carta di birre artigianali) e un sommelier delicato e garbato: si chiama Saverio Botta e in primis consiglia vini calabresi.

Noi abbiamo bevuto Terre di Trezzi, Greco bianco solo acciaio dell’azienda Russo&Longo in Val di Neto. Fresco, lungo, persistente ed elegante perfetto sui crudi di pesce.

Cannici, gaglioppo passito dell’azienda vinicola di Malaspina, Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria). Una vera sorpresa, chi lo avrebbe immaginato così poliedrico il gaglioppo (dal rosato ‘a Vita di Francesco Maria de Franco a questa versione passita, il gaglioppo si rivela un vitigno interessante e da riscoprire).

E poi (dove se non qui?) ho concluso con un gelatissimo Amaro del Capo.

La colazione all’Approdo non si può saltare buona e golosa a partire dalla scelta dei caffè (ce ne sono svariate miscele) torte e bocconotti e crostate fatte con le marmellate di casa frutta fresca, salumi e formaggi locali, spremute di arance.

Insomma, se non dovessi pranzare tra qualche ora con moscardini al vapore con verdurine, un fiore di zucca con un ripieno delicato di pesce. Solo essenza. Niente fronzoli.

Proseguo con un classico risotto agli scampi e penso, ma quando tempo era che non ne mangiavo uno così vero?

Concludo con un cesto di merendelle. Trascorrerà un altro anno per mangiarne ancora.

6. fine – puntate precedenti: 1, 2, 3, 4, 5

9 Commenti

  1. Visto il menu dell’Approdo: la prossima volta che passerò da quelle parti cercherò proprio d’approdare al ristorante dopo aver lasciato la prole da tua madre (oltre a fare le melanzane farebbe un po’ di focaccia per i miei piccoli?)

  2. C’è ancora la pescheria De Pinto vicina?
    E, in ogni caso sì, approdare all’Approdo è un’esperienza indimenticabile anche se per me, ahimè, ormai lontana nel tempo.

  3. ha risposto a Cristina: Cristina non sondi dove tu sia ma approdare in Calabria basta un aereo ho trovato per Lamezia da Roma 30euro a/r .
    Vibo è a 20 minuti dall’aeroporto.
    La peScheria è li. 🙂

  4. Ciao Stefania, anch’io calabrese, di Tropea, ma vivo a Bologna. Si’, in aereo si fa presto. Ma dicevo lontana nel tempo, nel senso che quando stavo li’ le mangiate all’approdo erano piu’ frequenti e un po’ mi mancano 🙁

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