Le buone ragioni per andare al Taste of Milano 2011

Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo le critiche rivolte dal popolo del web alla manifestazione Taste of Milano per il quasi unanime disastro (ma anche no) dell’edizione 2010 causa pioggia, affollamento, file, cambio euro/ducati, piatti irricevibili sembrava impossibile fare peggio.

Ma nessuno pensava che ci potessero essere (tante) buone ragioni per andare a questa edizione 2011.

1. Location. Con un caldo che sembra di essere a luglio piuttosto che a ridosso dell’autunno, l’ippodoromo di San Siro si è rivelata una scelta adeguata. Area ampia e la sera anche con un minimo di ossigeno fresco. Ma durante le ore di luce il sole non risparmia. Scegliere piatti freschi tra quelli proposti dai 20 ristoranti presenti può essere la strada giusta.

2. Il biglietto di ingresso standard ha un costo elevato: 25€ contro i 22€ dell’anno scorso e poco lenisce la formula famiglia da 50€ che permette l’ingresso a 2 adulti e a 2 bambini (fino a 13 anni). Sa un poco di movida sborona il biglietto Premium da 55€ che da diritto all’ingresso nell’area VIP. Ma la logica è di filtrare gli accessi alle persone veramente interessate ad un’esperienza food. L’effetto sagra super incasinata altrimenti sarebbe garantito.

3. La guida che viene consegnata all’ingresso permette di scegliere a colpo d’occhio il menu pizzicando singoli piatti dall’offerta di uno dei ristoranti (3 piatti per ciascuno).

4. Il prezzo del singolo piatto è contenuto, dai 4 ai 6 €. Permette di assaggiare portate di ristoranti che hanno prezzi ben superiori.

5. Il livello di gastrofighetteria e di food porn sarebbe da considerare elevato. Macchine fotografiche a go-go mentre a giudicare dai commenti e dagli ululati pre-post-durante fila i ristoranti di Milano saranno costantemente sold out. L’indice di nuova chiccosità potrebbe essere calcolato sulla base delle scarpe (sneaker e ballerine in primis) che hanno calpestato il gastroprato?

6. La teoria vorrebbe che, dopo aver acquistato i gastroducati (1€ =1 ducato), si costruisse il percorso. In pratica resistere agli altri 2 piatti scartati. Regola difficile da applicare se acchiappi un molto tonico Nicola Cavallaro (auto confrontatosi con il romano Arcangelo Dandini per via della promessa Stella Michelin e dell’80 della Guida del Gambero Rosso).

Risultato: assaggiati tutti i 3 piatti proposti.

Buonissima l’oca in onto con purè di patate allo zenzero.

Sfiziose le crocchette di baccalà mantecato in crosta di mandorle, pistacchi e nocciole con chips di polenta soffiata.

Rinfrescante e goduriosa la gelatina di latte alle spezie streusel di mais e albicocca.

7. Dove avevamo lasciato Matias Perdomo del Pont de Fer? Alla cipolla di Tropea caramellata che era nella carta del Taste.

Ma avete qualcosa da dire sulla pluma di maiale iberico, crema di burrata e ricci di mare se non che il mare&monti non passa mai di moda? Ovvio, se realizzato a questi livelli.

8. A proposito di lasciare e trovare, abbiamo re-incontrato lo chef partenopeo Andrea Aprea che, abbandonato il Romeo, è approdato al VUN Park Restaurant.

Consistente e profumato al punto giusto il suo uovo con patata, bitto e tartufo ben poco mediterraneo (scomparso il caciocavallo podolico).

Da far seguire con il suo napoletano e rinfrescante ananas con limone e cocco.

9. Siete fermi a spaghetti e spaghettoni? Allora il Taste è l’occasione giusta per assaggiare i superspaghettini di Viviana Varese con brodo affumicato, vongole, julienne di seppie, polvere di tarallo e limone candito (fila lunghissima).

Se avete voglia di dolce esotico, allo stand danno una martellata a Che Palla!! gelato alla vaniglia del Madagascar, gelato al cioccolato amaro e zabaglione.

10. Tappa al Don Carlos per il Calamaretto farcito di baccalà alla vicentina con crema leggera di patate affumicate e vele di riso venere all’acciuga leggermente scomposto.

11. Bel giapponese il ristorante Osaka con il suo Dengaku, ossia spiedini di melanzane impanate, ripiene di manzo e foie gras, insaporite con miso bianco e rosso.

12. Da portare via un dolce della bottega storica (ha 80 anni) Bollani e condividere con chi non è riuscito a raggiungervi.

13. Assistere a qualche laboratorio o show cooking cui partecipano foodblogger come Anna Maria Pellegrino di lacucinadiqb che sul blog ha spiegato che se vuoi una cosa fatta bene falla da te e a Milano l’ha messa in pratica. Sfornati i brownies che abbiamo diviso con la squadra di Cibvs, partner di Taste of Milano 2011.

Ma vuoi scommettere che ci saranno altri ennemila motivi per andare al Taste alla sessione serale di stasera (dalle 18,30 alle 23,00) e anche domani? Avrei voluto chiederlo ad una graziosa donatrice di post come Sara Porro, ma forse qualcun altro potrà fornire ulteriori consigli.

[Aggiornamento] Mi sa che per stasera il Taste of Milano è out of order: una specie di tornado si è abbattuto su San Siro scoperchiando gli stand e poi una pioggia torrenziale ha fatto il resto (Foto: Cibvs).

5 Commenti

  1. Sopravvissuto alla tromb(ett)a d’aria che ha fatto volar via ombrelloni e staccionate, sacchetti e suppellttili, cappelli da cuoco e bandiere, rovinosa ma senza danni alle persone, sembra (erano le 18, appena prima dell’apertura), e dopo aver aiutato a risollevare e chiudere qualche ombrellone, proporrei:
    13. I sorrisi che comunque tutti hanno e con cui accompagnano i piatti, grandi chef compresi, la gentiliezza e la disponibilità: se lo scopo è attirare clienti nei propri locali, ci siamo.
    14. I sorbetti di vino della gelateria Paganelli. Anche i gelati, certo; ma i sorbetti… meritano una puntata, anche sotto la pioggia.
    15. Il divertimento: scoprire i menu, decifrare le proposte, passare da un ristorante all’altro, correre da un capo all’altro per abbinare primo secondo dolce ma un altro secondo ci sta bene tanto il dolce il gelato poi però…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui