Un marziano a Roma/44 Cena tra le stelle di Atlas Coelestis

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Ero in debito con Qwerty: l’ultima scorribanda mangereccia alla pizzeria al taglio di via Salaria non è stata all’altezza delle sue aspettative e a dire il vero nemmeno delle mie.

Sarà per questo che la settimana scorsa il marziano più affamato del cosmo ha preferito dirigere il suo disco volante verso altri lidi in compagnia del buon Vincenzo, ed a quanto pare l’esperienza è stata di quelle importanti. Io però dovevo e volevo sdebitarmi con Qwerty così, dopo una settimana di riflessioni e ricerche, ho avuto l’illuminazione: il birrificio con annesso ristorante Atlas Coelestis.

Chiamo Qwerty, senza badare al costo delle telefonate intergalattiche, e lo convoco per la classica cena del martedi: “Qwerty caro, vedrai che ti sentirai come a casa!”.

Già, perché Atlas Coelestis non è un ristorante comune: si entra da porte che sembrano appena smontate dal set di Star Trek e si cena in un’ampia sala che, oltre ad avere in bella mostra le caldaie per la produzione della birra, è sormontata da una volta celeste con tanto di pianeti sospesi e costellazioni disegnate nell’esatto punto in cui esse si trovano.

Cristina, Cristiano e Riccardo grazie ad una incontenibile passione tengono ben salda la barra del timone di questo locale che, oltre ad essere un buon microbirrificio artigianale, è anche un ristorante dall’interessante proposta gourmet tanto per selezione di materie prime altisonanti che per preparazioni quasi mai scontate.

Qwerty ha dei nostalgici lucciconi agli occhi, così dopo aver bevuto come aperitivo al banco la lager “The First” freschissima, ci accomodiamo al bel tavolo tondo con vista cucina ed ordiniamo la nostra cena di riconciliazione.

Durante la cena avremo la fortuna di assaggiare tutte le birre prodotte da Atlas Coelestis in un perfetto gioco di abbinamenti cibo-birra, scoprendo la validità di questo birrificio ma soprattutto innamorandoci della “Cometa”, ottima birra scura aromatizzata con il cardamomo.

Dopo un fresco ed intenso gazpacho con sale alla vaniglia e pepe di sarawak, offerto come perfetto appetizer, assaggiamo:

Lomo di baccalà, patate viola, maionese baccalà e profumo di tartufo: ottimo il baccalà spagnolo che grazie all’oliocottura risulta morbido ed umido, corretto il gioco degli abbinamenti che conferisce al piatto una dinamica vivace che invoglia di boccone in boccone e mette in bella mostra le capacità tecniche dello chef.

Raviolini di fagioli, guazzetto di crostacei e mitili: una divertente reinterpretazione della classica pasta e fagioli con le cozze dove la farcia dei raviolini è una crema realizzata con quattro tipologie di fagioli della Tuscia (purgatorio, verdolino, del secondo e ciabattino), serviti in un guazzetto di cozze, vongole, gamberi ed ombrina; nel complesso la preparazione è immediata e di pancia sebbene la cottura di alcune tipologie di pesce appaia un filo stremata.

Tortelli di ricotta e animelle di agnello, crema di topinambur, gelatina di cometa: Cristina ci avverte che il piatto in origine prevede delle chips di carciofi (qui sostituiti da una croccante julienne di porro) ed in effetti se ne sente la mancanza nel bilanciamento complessivo della preparazione; sebbene, infatti, ogni elemento preso singolarmente soddisfi per gusto e tecnica di cottura quello che manca è una dinamica verticale in grado di stimolare il palato per tutta la durata del piatto.

Petto di anatra mulard, salsa mele e cannella, gnocchetti con erbe selvatiche aromatizzati alla salvia: il petto d’anatra è da urlo, grande materia prima e magistrale cottura al giusto punto di rosa con croccante brasatura esterna, la salsa in accompagnamento spinge ancor di più il sapore del petto d’anatra mentre gli gnocchetti giocano il ruolo di ammiccante accompagnamento, il risultato complessivo è godibile ma soprattutto estremamente goloso.

Polpetta di fassona brasata alla birra con panatura romescu: Qwerty ed io abbiamo un debole per le polpette e queste sono di quelle da segnarsi in agenda: l’impasto della polpetta è grossolano ed intenso (segno che non ha visto le “maledette” lame del cutter) mentre la panatura con i profumi della salsa romescu rendono questa preparazione ghiotta e guascona, ne abbiamo assaggiato solo una ma un bis non avrebbe guastato.

Tartare di Fassona piemontese: se la carne è di spessore la tartare è una preparazione d’elezione, se la carne è la Fassona di Zivieri allora la tartare diventa irrinunciabile. Qui da Atlas Coelestis usano servire la tartare nuda insieme a tutti i possibili condimenti, lasciando al cliente la facoltà di condirla da solo o di trasferire il compito al cameriere, noi lasciamo mano libera allo chef che in cambio ci omaggia di questa ottima tartare resa esotica da un riuscito tocco di paprika dolce.

Dopo un cremino offerto come pre-dessert, vista la lunghezza e la complessità della cena, scegliamo di provare il buon gelato al pistacchio realizzato senza addensanti ed additivi in ossequio dell’originale ricetta dell’Antica Gelateria Persiani.

La piccola pasticceria è buona e ci dà la possibilità di scambiare qualche battuta con i protagonisti di questa bella realtà, così scopriamo il forte legame che unisce i titolari a tantissimi piccoli produttori laziali, la loro forte passione per il territorio ed il particolare l’amicizia che li unisce al “vignarolo” che ha un bellissimo banco in quel di Monteverde Vecchio che è il loro principale fornitore di frutta e verdura; bello scoprire che la ricerca di grandi materie prime sia anche legata ad una spiccata sensibilità sociale.

Qwerty è soddisfatto, mi ha perdonato, è pimpante quando tornando dalla toilette mi mostra questa foto.

Usciamo satolli e sorridenti da Atlas Coelestis, il disco volante di Qwerty è parcheggiato nell’ampio spazio antistante la struttura che ospita il locale… Cristina e Cristiano non sembrano stupiti dall’omino verde né tanto meno dal suo eccentrico mezzo di locomozione, probabilmente per un posto che si chiama Atlas Coelestis i marziani devono essere all’ordine del giorno, si deve essere sparsa la voce nella galassia di questo piccolo locale che con caparbietà ogni giorno si impegna per fare qualità.

Atlas Coelestis. Via Malcesine, 41. 00135 Roma. Tel. + 39 06 35072243

6 Commenti

  1. A mio modesto parere è il posto dove a Roma si mangia in maniera divina e dove l’ospite è trattato
    con una attenzione certosina – complimenti a questi ragazzi che ,con la loro passione e amore per la ricerca pongono sulla tavola piatti da sogno abbinati a delle birre stupende per armonia e piacevolezza – un amante delle cose buone e ricercate -Frank

  2. ho assaggiato la birra – molto buona – e da tempo mi riprometto di visitare il locale. devo dire che questa recensione mi convince ulteriormente…

  3. Si la loro birra è molto buona, e la cucina è di buon livello.

    Ma … il locale a me sembra (ovvio esprimo una opinione personale) un pò “freddo” ed il servizio “asettico”, seppur corretto, non aiuta ad aumentare la temperatura complessiva.

    Non si fa menzione dei prezzi, che a mio avviso sono altini per un locale che trovasi (come direbbe mio figlio) in … culonia. Insomma un buon posto ma complessivamente un rapporto q/p non particolarmente buono

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