I turisti che si troveranno a trascorrere un soggiorno a Palazzo Caracciolo a Napoli, splendido albergo nato da una ristrutturazione di un sito ad alto tasso di tipicità (160 camere lusso all’attacco dei decumani e di Porta Capuana) riceveranno un librino gastronomico. Bando alla insipida cartina e al voi siete qui (cioè lungo l’asse rouge della novella ZTL pedonale) per leggere di ricette della tradizione napoletana. Gentiluomini e gentildonne partenopei hanno inviato i loro ricordi ed esperienze di cucina, quella di casa, per mettere in fila un repertorio da replicare.

L’intendimento del libricino è supportare un nuovo appuntamento che nell’auspicio del direttore del Palazzo, Claude Costella, dovrebbe integrare la presenza dell’hotel con le abitudini dei napoletani come già avvenuto con altri eventi.

Da sabato 15 ottobre, con orario 12.30-15.30 per ogni sabato fino a marzo, andrà in scena ‘O Brunch, appuntamento gastronomico di mezza mattinata per accompagnare lo shopping nel cuore della città con un momento gourmand. E ci sarà anche un “brunchino” per i più piccoli.

Funzionerà l’operazione di rivisitazione con data alterata rispetto al mondo americano e spostamento al sabato? La base di pietanze è quella napoletana e quindi accanto ai fiorili fritti si troveranno l’immancabile babà o le sfogliatelle. Il luogo è suggestivo con tanto di cortile e porticati, le spese natalizie si avvicinano e San Gregorio Armeno non è tanto lontano. La miscela dovrebbe funzionare.

Per far conoscere l’iniziativa al mondo gourmet napoletano è stato organizzato un brunch napoletano serale (ma giusto per rendere omaggio al patrono degli chef, San Francesco Caracciolo di cui il 13 ottobre si festeggia il nome) con inviti agli autori delle ricette, a stampa e blogger, a clienti del ristorante animato da Aldo Lanotte. Antonella Bentivoglio d’Afflitto, creative director di The Kitchen of Fashion, ha accompagnato la catena alberghiera MGallery in questo progetto di marketing gustativo e sensoriale.

Un buffet nel cortile baciato da una temperatura ancora estiva ha visto, in ordine di apparizione, un sushi napoletano,

le mega trecce di Casa Madaio di Eboli (che ha fornito anche gli yogurt e le ricotte), gli gnocchetti con il baccalà e la mista di Gerardo Di Nola in una classicissima pasta e patate azzeccate come tradizione richiede.

E per finire, babà e bombe di crema.

Tempura di zucchine e calamari (Aldo Lanotte)

Ingredienti (per 4 persone)
200 g di farina di riso
200 g farina 00
250 cl acqua gassata
4 cubetti di ghiaccio
2 zucchine medie
400 g calamari freschi
1 dl. latte

Preparazione
Fare una pastetta con le farine, l’acqua e il ghiaccio e lasciare riposare per circa 10 minuti.
Nel frattempo tagliare le zucchine a listarelle e tenerle a bagno nel latte freddo.
Tagliare i calamari a tondini e metterli su carta assorbente.
Passare in pastella i calamari e le verdure scolate e friggere in olio a 190 °C.
Servire subito.

La tempura è un tipico piatto giapponese a base di verdure e pesce fritti in una particolare pastella a base di acqua gelida e farina.
Quello che molti ignorano è che si tratta in realtà di un’antica ricetta europea del XVI secolo cucinata da marinai, missionari e mercanti spagnoli e portoghesi per lo più in occasione delle Quattro Tempora e nei giorni santi in cui era proibito mangiare carne. Infatti il termine giapponese “tempura” deriva proprio da un adattamento fonetico del termine latino “tempora”.
La mia tempura è arricchita con zucchine novelle del Cilento e calamari del canale di Procida.

Palazzo Caracciolo. Via Carbonara 111/112. 80139 Napoli. Tel. +39 081.0160111 – Ristorante La Cucina: tel. +39 081.0160757

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