El Coq. Guardate lo chef Lorenzo Cogo stupire a soli 25 anni

Tempo di lettura: 4 minuti

Il tam tam è incessante, da questa estate, vola di bocca in bocca tra quelli che sanno. Il nome è quello di un ragazzo di 25 anni: Lorenzo Cogo, che a Marano Vicentino, come dire nel mezzo del nulla, ha aperto un suo ristorante nel maggio scorso. Il curriculum è quello giusto: esperienze australiane da Testuya e Marque Restaraunt di Sidney. Poi il Giappone, infine rientra in Spagna alla corte di Extebarri e l’immancabile Renè Redzepi del Noma.

Insomma a soli venticinque anni un curriculum di tutto rispetto. Lui l’ho incrociato a Vico Equense, mi ha colpito per determinazione e mi sono ripromesso di andarlo a trovare. Così mi trovo di sabato mattina all’alba su un treno direzione nord, assonnato ma terribilmente curioso.

Marano Vicentino è una delle tante cittadine del nord est operoso, linda e raccolta. Arriviamo verso l’una e le strade sono stranamente deserte, saranno tutti a pranzo. Trovare El Coq non è un’impresa così semplice, nascosto in un dedalo di vie contorte. Quando arriviamo, non ci stupisce: una location molto curata e senza troppi grilli per la testa, la lezione danese è stata raccolta, anche troppo. Molto nitore e semplicità. Tavoli di legno, sedie bianche, niente tovaglie , tutto nitido quasi monacale, con uno stile di contemporaneità ingenuo, un po’ Ikea.

Si inizia con delle chips adagiate su una pietra. Una di patate, l’altra di baccalà, discrete ma un poco unte, non da sballo. Buonissimo il baccalà netto e con bel piccante verticale. Alla moda.

Sfera di lardo ricotta e noci. Un boccone  di autunno, pieno e rotondo, morbido e fresco. Stagionale.

Acquario. Una zaffata di mare, tra freddo e fumo. Il mitile è fragrante sa di onde e spiagge, il freddo della granita di dashi di inverno, il tutto legato dall’aroma di fumo. Elegante.

Il burro El Coq. si parte da 500 25 litri di latte di capra per arrivare a 500 grammi di burro. In bocca una zaffata di latte e il vigore dell’affumicato. Essenziale.

Insalata, essiccata nel forno. Piena, intensa, primaria, arcaica. Una dialettica continua, tra amaro, acidità e grassezza. Probabilmente il piatto che più mi ha convinto, da fuoriclasse. Tra pancia e cervello, Alla fine un piatto goloso.

Omaggio alla Barbabietola. Oramai la barbabietola è immancabile su ogni tavolo, colpa dei danesi, ma noi mediterranei abbiamo tante verdure. Tutto gira sul dolce, tra il vegetale che sa di humus e terra, lo yogurt che non rinfresca abbastanza e il Martini. Una bella portata molto pensata ma che non ce la fa. Trendy.

Shabu shabi di Waggyu e tartufo. Un bellissimo piatto. Il manzo è suadente e delizioso, la salsa di acciughe è gagliarda e da ritmo, persino i germogli di alfa alfa hanno un senso con quel bel tono di humus. Materico.

Tortello di taleggio, radicchio e pepe verde. Un piatto semplice ed efficace: sapori netti, puliti, persino nitidi. Prima l’amaro della salsa di radicchio, poi il taleggio che sa di casa e da conforto. La pasta è millimetrica. Essenziale.

Linguine Verrigni pesci fuor d’acqua. Un primo intenso dalla sapidità importante e un profumo di iodio netto, l’intuizione è quella di unire i pesci di mare e quelli di lago, il risultato è piacevole. Scolastico.

Sgombro ad Oriente. Convincente, sapori pieni e ricchi. Lo sgombro scottato, morbido e pieno, la crema di miso e aglio è grassa e lo veste alla perfezione, il basilico rinfresca e lenisce. Elegante.

Costata di manzo alla griglia. Si chiude in semplicità, secondo l’insegnamento di Extebarri. Una grande materia, accarezzata dalla griglia e accompagnata dalla semplici verdurine scottate. Sapore e sostanza. Minimale.

Cagliata di capra, fagioli e caffè. Un dolce non dolce che si nutre di contaminazioni: dalla cagliata di capra alla basca, al gelato di fagioli nipponico, sino allo zucchero filato che ci fa tornare bambini. Convincente.

Undici piatti, più qualche intermezzo, nel complesso sono impressionato! Una capacità non banale per un ragazzo così giovane. Di questi alcuni portate erano già perfette, altre in via di elaborazione, nessuna sbagliata. E non si sbaglia a El Coq.

Segnatevi questo nome: Lorenzo Cogo, ne sentiremo ancora parlare!

Ristorante El Coq. VIA Canè,2/C • 36035 Marano Vicentino (Vicenza). Tel. +39 0445.1886367

Foto: ritratto da Facebook
Video: Bocchetti/Sponzilli

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20 Commenti

  1. Perfettamente in linea con le mie valutazioni. Grande talento in fieri. Ma sbaglia chi lo considera già ora un grande in assoluto. Lo diventerà, se manterrà le premesse. E se svilupperà la sua personalità, oltre a quella dei suoi maestri

  2. ha risposto a alby:

    Sui 55 alla carta. Bel menu degustazione a 65 euro

    Sempre che non abbiano ulteriormente aumentato i prezzi: a maggio il degustazione veniva 50, ad agosto 55, a settembre 65

  3. ha risposto a Antonio Scuteri: Grazie per la celerità…i prezzi mi sembrano giustamente contenuti,ma questi continui e così ravvicinati aumenti non sono proprio un bel segnale a mio parere.
    Grazie ancora.Rinnovo i saluti!

  4. ha risposto a alby: allora noi in quattro mangiando quello che leggi e un paio di fuori menù (per cui presumo fuoriconto) bevedo 1 birra bruton di bruton, un lambrusco ancestrale di Bellei e un lagrein di Baron Salvatori 380 € complessivi…
    @ Antonio, sono d’accordo, ma è assai promettente 😀

  5. però fica l’idea della viedeorecensione… Ma perché non avete usato la versione originale degli Oasis, era molto più fica!

  6. Il NOME dice TUTTO :-P…

    Bravi, belli è golosoni come al solito: BEATI VOI! 🙂
    Tanto prima o poi riuscirò anche io a far parte di queste belle scorribande… più POI che prima se aspetto sponzillo…

  7. ha risposto a jpjpjp: È quanto ci ha detto il giovane chef… La cosa ci ha assai stupito, ma non abbiamo avuto maggiori informazioni se non quelle palatali… Da sballo! Giriamo la domanda allo chef che ci segue 😉

  8. ha risposto a jpjpjp:

    Scusate l’intrusione, c’è stata un’incomprensione riguardo il mio burro.
    La partenza è di 25 L di latte di capra. Il risultato finale è di 500 gr.

    Buona serata a tutti e grazie ancora a scatti di gusto per aver dato spazio anche alla mia piccola realtà.

  9. A scanso di equivoci il mio era un commento ironico (visto il video), non penso proprio che alcuni giornalisti o blogger in generale possano passare inosservati. Da cliente normalissimo e sconosciuto, posso dire che a “El Coq” sono sempre stato molto bene.

  10. ha risposto a Cris: hai ragione Cris, questo tipo di recensioni non sono MAI in incognito… e come potrebbero, però non arrivano mai la prima volta 😉
    La mia passione per i video è dovuta al fatto che con l’avvento degli ipad, però sono molto meno invasivi delle foto…

  11. Sono convinto che tutte queste cose sono buonissime ma noi abbiamo una grandissima tradizione culinaria in Italia e ci perdiamo in queste ‘chiccherie’ da nouvelle cuisine? Il cibo da noi è stato sempre un fatto conviviale e raramente soprattutto estetico… Invece di imitare ad nauseam i modelli vincenti nelle nazioni che non hanno mai saputo cucinare ma che ora fanno tendenza (USA, UK ecc), perché non valutiamo di più la nostra tradizione e l’arricchiamo per aumentare la convivialità e non i solipsismi estetici? Non c’è forse un messaggio in più da dare al mondo al di là del cibo stesso? Un modo di stare al mondo e con gli altri che si perde sempre di più?

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