Brasile | Trionfano Berton, Cecchini, Cedroni, Iaccarino e Scabin

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Neanche il tempo di assorbire le fatiche newyorchesi della Wine Experience e del volo notturno intercontinentale, ed eccomi catapultato di nuovo in Brasile. No, non sono rientrato nella mia Rio de Janeiro, ma sbarcato a São Paulo per la ‘Cena delle Origini’ che segna l’apertura del congresso di gastronomia Semana Mesa, organizzato dalla rivista Prazeres da Mesa.

Quest’anno il paese ospite è l’Italia e tra ieri e oggi sono sbarcati in Brasile quasi tutti i nomi più importanti della nostra cucina d’autore: Aimo Moroni, Moreno Cedroni, Davide Scabin, Andrea Berton, Paolo Lopriore, Ernesto Iaccarino, Valeria Piccini ed altri ancora.

Tutti arrivati qui per parlare, raccontare e cucinare un pezzo dÍtalia ad un popolo, quello brasiliano, che in questo momento ha tanta fame di conoscenza in tema di gastronomia tricolore. Bellissima la location scelta dall’organizzazione. Il Terraço Italia è infatti un luogo meraviglioso, un paio di sale con vista mozzafiato sui grattacieli paulisti all’ultimo piano di uno dei palazzi più alti della città.

Abbinamento vini affidato a Danio Braga, italiano fondatore della Associacão Brasileira Sommelier e quindi figura storica del vino qui in Brasile, e Ricardo Castilho, socio-editore della rivista Prazeres da Mesa.

Si parte con un giro di finger food, tra i quali spicca il gelato di coniglio di Iaccarino, i conchiglioni di pasta sushi di Scabin e la chiantigiana tartara a rosmarino di Dario Cecchini.

La cena vera e propria inizia con degli elegantissimi ed equilibrati cubetti di pesce spada shabu shabu con friggitelli, sedano rapa ed una dolcissima ananas di Moreno Cedroni. Piatto dove lo chef vuole e riesce perfettamente a far incontrare la mediterraneitá dei friggitelli con l’esoticitá dell’ananas. Esperimento più che riuscito che mi conferma le voci e le notizie di un Cedroni in grande spolvero. In abbinamento un Pinot grigio 2010 di Livio Felluga un po’ banale e scollato.

Paolo Lopriore decide invece di ricordare il suo Maestro Marchesi regalando una perfetta interpretazione in crescendo del Riso, Oro e Zafferano. Piatto lungo e mai banale, coadiuvato da una ottima scelta in abbinamento, il Gevrey Chambertin 2007 di Antonin Rodet.

Aimo Moroni pensa ad un secondo solido, regalandoci una bella interpretazione di un ottimo controfiletto di vitello brasiliano in crosta con salsa al rabarbaro e verbena. Il Barbaresco Reyna 2005 di Michele Chiarlo compie il suo compito a metà, nel senso che al naso è pieno e giustamente rustico, ma in bocca si scinde e diventa eccessivamente alcolico perdendo di complessitá.

A Luca Montersino ed Andrea Berton spetta il compito di chiuder la cena con rispettivamente una sfera di cioccolato adagiata su una zuppa di fragole ed una rinterpretazione del tiramisú. Tutto accompagnato da un ottimo Vinsanto 2004 di Castello di Ama.

[Foto: cuecasnacozinha.com, Nicola Massa]

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