La ricetta del risotto con i cachi e… la pasta di caffè

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Questo piatto nasce dal mio amore per i cachi di stagione, e dalla volontà di utilizzare un prodotto singolare come la “pasta di caffè” di Giuseppe Rossetto. La pasta di caffè è un composto completamente naturale, originato da caffè etiope sidamo macinato ed impastato con olio di girasole. Il risultato è una crema da conservare a temperatura ambiente, ricca di note aromatiche che ricordano la frutta secca e che presenta una piacevole acidità. La sua struttura mi è sembrata perfetta per completare un risotto dove l’altro protagonista insieme al cachi era un formaggio importante come il tomino di pecora biologico a crosta fiorita dell’azienda Progetti sotto il Cielo di Carsoli. Un piatto unico, che con l’aggiunta della zucca diviene un goloso concentrato di sapori e colori stagionali. Voi naturalmente potete sostituire il formaggio da me usato con un altro prodotto di carattere, possibilmente a crosta fiorita.

Ingredienti

250 g di riso carnaroli “Riserva San Massimo”
1 zucca biologica
2 cachi biologici circa (a seconda della grandezza)
1/2 cipolla bianca bio
4 cucchiaini circa di caffè sidamo in pasta (GustoTop)
Brodo vegetale (fatto in casa con crosta di zucca, sedano, carota e cipolla)
Zenzero fresco
Sale & Pepe q.b.
Burro francese demi-sel
1 tomino di pecora bio “Carsolino” (Progetti sotto il Cielo)

Preparazione

Cuoci brevemente la zucca al vapore, ricava la polpa ed aggiungi la crosta al brodo vegetale fatto in casa.

Passa la polpa della zucca insieme a quella dei cachi e allo zenzero grattugiato ottenendo una crema; tieni da parte.

In un coccio o in una pentola di rame, fai sudare la cipolla tritata sottile con poco burro, tosta accuratamente il riso ed incorpora piano piano il brodo vegetale proseguendo la cottura.

A metà cottura del riso aggiungi la crema di cachi e zucca, fai tirare il risotto e manteca fuori dal fuoco con il tomino ridotto in pezzetti.

Fai riposare un minuto circa ed aggiungi la pasta di caffè.

Impiatta il risotto ancora caldo, godendo dei sapori stagionali impreziositi dall’intensità del caffè africano.

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