Simone Rugiati non la manda a dire ai foodblogger che si improvvisano giudici

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Faccio outing. A me Simone Rugiati sta simpatico. Dall’altra parte della barricata, in qualità di commensale, è persona assai gradevole. Oltre all’evidente interesse che scatena nel genere femminile, è tipino che parla diretto. Forse me ne vorrà se riporto il suo facebook-pensiero, ma anche no (può darsi che si incavolerà il press office e voi potete votarlo come personaggio dell’anno).

Mi sembra un buon ingrediente per comprendere la ricetta pepata della blogosfera enogastronomica.

Prendete il pensiero di Simone Rugiati

…pare ovvio e dovuto il poter giudicare (e spesso offendere) sul web….I nuovi e improbabili blogger/giudici…..ascoltate ME…..Ora mi avete rotto le (bip)……Prima di parlare, sciacquatevi la bocca….poi provate a mangiare prima di parlare…..tornate a fare il vostro lavoro di giornalisti, e non rompete i (bip) a chi vi fa fare un giro sulle montagne russe con i propri piatti…….sfigati!
…..Il mio PressO non vuole che lo dica, ma caro il mio “amico”…………..
………a befana arriva il carbone…..ma da spalare!

Aggiungete questa riflessione, sempre da FB, che ha generato un bel po’ di commenti:

i blogger non possono essere considerati giornalisti, ma i giornalisti ora si improvvisano tutti blogger

Mescolate con una precisazione di Maurizio Serva de La Trota di Rivodutri a seguito della sua video-intervista

Cucinate tutto a fuoco lento su una graticola e girate spesso chef, giornalisti, (food)blogger. Servite lo show e guarnite con un po’ di informazione e molto consenso. Spuntate like, twitterate, mandate mail e spammate nei commenti

18 Commenti

  1. Sbaglio o è lui (non vivo in Italia ma mi pare di ricordare una cosa del genere) che conduce/conduceva un programma insieme ad una blogger/giudice? Che 00 ‘sta gente saputella…

  2. Io a simpatia/empatia preferisco Alessandro Borghese, sarà che siamo coetanei, sarà anche per via della mamma…. Ma mi sta più simpatico assai.
    Rugiati però non mi sta antipatico, e trovo che quello che ha scritto, per quanto forte e deciso, non sia sbagliato, tutt’altro.
    La gente non sa mangiare, (e bere) è assodato.

  3. Mi ripeto, la precisazione/ritrattazione di Maurizio Serva è fantastica. Il web è micidiale e non fa distinzione tra blogger e giornalisti, tra progetti e pubblicità, tra dichiarazioni e riflessioni. Tutto accade ora e subito ed è alla portata di tutti.

  4. C’è chi si improvvisa giornalista, chi si improvvisa blogger, chi si improvvisa intenditore di cibo.. da tutte le parti si trova il peggio ma si trova anche il meglio. Non avrei accettato una sparata del genere da uno chef che passa le serate a contare le stelle Michelin dei suoi ristoranti, figurati se lo accetto da un cuoco come ce ne sono tanti che si improvvisa conduttore televisivo.

  5. tutti purtroppo si improvvisano tutto oggigiorno, e chi studia o lavora solo per continuare ad imparare e veramente fare si trova poi raggirato e sorpassato da pirla, e questo è vero in tutti i campi, quindi non sono di parte nè con simone che non amo sinceramente nè con i blogger che amo ancora meno perchè non si capisce cosa facciano realmente nella vita…

  6. ha risposto a Erica Petroni: ha risposto a Mi vien da ridere: Purtroppo Erica la rete è anche questo e come giustamente dice “Mi vien da ridere”, il web è micidiale, tutto accade ora e subito ed è alla portata di tutti. Sarà bene farci pace o rischiamo di diventare anzitempo vecchi, snob e brontoloni, ancorati a un’idea di cultura per strati che è fuori dai tempi. Circa il fatto che non si sappia che mestiere facciano i blogger, mi sembra un’osservazione puntigliosa in eccesso. Chi se ne importa? In genere lavorano perchè coi blog non si guadagna un becco d’un quattrino. Alcuni sono giornalisti di settore, alcuni filosofi, altri impiegati. Qualcuno parla perchè conosce, qualcun altro per passione, poi c’è chi le spara a tutta birra…Ma qual è il problema? Io sono per l’informazione aperta e libera, sta in noi scegliere, discernere, filtrare e scartare. Ognuno con la propria testa, col proprio buon senso per chi ce l’ha, in modo che ciascuno sia veramente libero di accedere all’informazione e decidere se farla sua, assimilarla, renderla simile a sè, tradurla in formazione, che è poi cultura vera.

  7. Questo sfogo ci può anche stare ma se il blogger/giornalista PAGA quello che mangia non vedo il motivo di fare così lo spocchioso…
    Se mi piace lo elogio se non mi piace lo critico. punto.

  8. I fratelli Serva e in particolare Maurizio (visto che di lui si parla) sono avanti, come cucina e come velocità nel capire e cogliere i cambiamenti del mondo.

    Detto ciò alla Trota ho mangiato molte volte e ho avuto l’onore di farne la recensione per Cibando, mentre non ho avuto la stessa opportunità da Rugiati (nel senso di non ave r mai assaggiato la sua cucina).
    Quello che noto è una differenza di capacità comunicativa tra Murizio e Simone, magari i pensieri sono simili, però dalle parole è difficile capirlo, sinceramente.
    Simone non è nuovo a esternazioni facilmente mal intertpreatbili su Fb, chissà… magari è la spomtaneità dell’età o dell’essere toscano. Potrebbe essere solo irruenza giovanile in fondo. 🙂
    Sta di fatto che non si può certo lodare per l’efficacia comunicativa.
    O forse sì, di sicuro basare la comunicazione sulla polemica è efficace a modo suo nel portare lettori 🙂

  9. ha risposto a Daniela (SenzaPanna): La capacita comunicativa elevata non è sicuramente un elemento per giudicare positiva la cucina, ma ovviamente nemmeno per denigrarla.

    Altrimenti sarebbe per assurdo ritenuta negativa la cucina di Bottura solo perché sa comunicare.

    Mi sembra significativa la testimonianza di Maurizio Serva di aderire al progetto di Cibando, che, ricordiamo, prevede il pagamento della cena ai blogger incaricati della recensione e la produzione di un ampio servizio fotografici a corredo, indica come il tam tam della rete sia ritenuto necessario dagli operatori del settore.

    E mi sembra interessante anche una certa insofferenza per lo stesso mondo blogger da parte degli chef che le parole di Simone Rugiati ha fotografato.

    Come anche la contrapposizione blogger/giornalisti.

    Tutti sintomi di una realtà in evoluzione in cui cogliere esclusivamente l’aspetto polemico mi sembra riduttivo!

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