Costa Concordia. La foto della bottiglia e quella che invece non vedremo mai

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“Il comandante era seduto di fronte alla signorina. Era in divisa scura, mentre la giovane indossava un abito nero e aveva le braccia scoperte. I due erano lì alle 21.05. Lo so con certezza perché eravamo seduti nello stesso ristorante. Per ricordo fotografavamo le portate e in quelle immagini è rimasta impressa l’ora”.

Così racconta a Repubblica il passeggero della Costa Concordia Angelo Fabbri e, per una volta, di quel gesto aborrito da qualche ristoratore nemico del flash e da tanti commensali infastiditi, si potrà dire che è davvero stato utile.

Le immagini di un decanter di vino scolato da uno sconsiderato nocchiero e le portate immortalate con l’orario del pasto dimostrano, senza ombra di dubbio, che pochi minuti prima del disastro si è consumata, a bordo della Costa Concordia, la più intempestiva delle mangiate e, soprattutto, la più improvvida delle bevute.

Quelle immagini finiranno in un imponente fascicolo, saranno guardate ennemila volte in un processo mediatico e peseranno come macigni sul destino di un uomo che ha scambiato una balena con 4200 persone a bordo per una giostra di Luna Park.

La foto che invece non vedremo mai è quella di 4200 persone che sbarcano sorridenti alla fine della crociera. Magari già tristi perché il divertimento è finito. Come recita quella pubblicità tanto famosa.

[Fonte e foto: repubblica.it]

2 Commenti

    • ha risposto a Fabrizio aka Artèteca: L’accostamento del vino (e del cibo) all’incidente, anzi come possibile causa della tragedia, fa riflettere. Non c’entra nulla il processo mediatico. Per caso hai il dubbio che Repubblica faccia anche giornalismo investigativo?

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