“Qui non sappiamo più dove stiamo andando su questa terra. Ti chiedi il perché e il come nel mondo e miagoli nel buio. C’è grossa crisi”.

Così Corrado Guzzanti, nei panni del suo personaggio Quelo e con acuta lungimiranza, descriveva i tempi nei quali ci tocca vivere. Siamo negli anni zero, gli anni della crisi. Economica sì, ma non solo.  Dobbiamo riconoscerlo: di limiti ce ne sono, e tanti. Eppure, nonostante tutto, il cibo continua. Anzi, l’attenzione per tutto ciò che è cucina e cibo è sempre più accentuata. Che si voglia scongiurare, con l’infinita riproposizione, il pericolo della fame?  Questo non è dato saperlo. Che tutto ciò che ruota attorno al cibo sia diventato mediatico sembra, però,  evidente. Tuttavia, anche il settore ha risentito della  grande crisi. Prova ne è la diminuita presenza nei ristoranti.

Le strategie per riparare i danni sono tante, in particolare si punta su misure economiche. E allora, via con gli sconti! Come quelli proposti dalla città di Barcelona con l’iniziativa  pionieristica BCNOW, acronimo per Barcelona Opportunity Week.

La città regala in questi giorni (dal 27 gennaio al 5 febbraio), a chiunque volesse fare un salto, la possibilità di viversi intensamente la città di Gaudì e  di Montalbàn, usufruendo di sconti notevoli. Le offerte riguardano i voli, gli alberghi, i mercati e i ristoranti.

E andiamo al punto: parliamo di ristoranti. Durante la BCNOW molti locali della città offrono menu completi al prezzo esclusivo di 25 e di 35 euro (bevanda esclusa) + iva. La cucina è prevalentemente catalana e mediterranea, ma ci sono anche ristoranti “etnici”.

Non mancano gli stellati che propongono a un prezzo non superiore a 60 euro una cucina catalana e mediterranea  d’autore. Eccone alcuni.

CAELIS

Zona Eixample,  Gran via de les Corts Catalanes 668, hotel Palace. Tel. +34 935 101 130. Mail: restaurante@caelis.com,

CINC SENTITS

Zona Eixample, Aribau, 58, una stella. Tel. + 34 933 239 490. Mail: info@cincsentits.com

HOFMANN

Zona: Sarrià – Sant Gervasi, Granada del Penedès, 14-16. Tel. +34 932 187 165. Mail: restaurante@hofmann-bcn.com

E per chi non pretende solo stelle, qui trovate la lista completa dei ristoranti del BCNOW.

Che dire? Per chi volesse approfittarne, si affretti con un last minute! In bocca al lupo e bon profit!

[Cristina Rombolà]

2 Commenti

  1. Ciao Cristina,
    ho vissuto a Barcellona per sei mesi nel 2010 durante l’erasmus…
    Uscivo quasi sempre a cena, c’è tanta vita e possibilità di pagare poco per consumare un pasto. Prevalentemente frequentavo taperie, mai gourmet per ragioni economiche 🙂 ma avrei tanto voluto! Ad ogni modo, che ne pensi del fatto che ristoranti di un certo livello abbiano abbassato i prezzi, adottando una strategia “anti-crisi” di tipo orizzontale, che abbraccia la città su più versanti? Io studio marketing e comunicazione, e a mio avviso non mi pare una mossa vincente. Nel senso che nel caso di ristoranti da gourmet, di nicchia quindi, abbassare i prezzi significa perdere sul piano del posizionamento. Ok, Barcelona è una città in cui tutti i vari settori – che sia cultura musicale, cucina, arti visive – sono strettamente legati e lavorano insieme per comunicare l’immagine di una città aperta, dinamica e mediterranea. Ma che addirittura gli “stellati” propongano un prezzo non superiore a 60 euro mi pare una scelta totalmente sbagliata perchè ricade sul piano della qualità percepita, indipendentemente dalla qualità effettiva dei piatti. Sarà che anche la crisi economica sta cambiando la maniera di concepire il pasto e la fruizione dello stesso? Cioè, se io avessi un ristorante che fa un certo tipo di cose con prodotti di alta qualità, che hanno una storia particolare e una relazione con il fornitore molto stretta, non mi preoccuperei di tenermi fuori da una politica del genere, non me ne fregherebbe niente del “Barcelona opportunity week” se l’onere da pagare per avere un po’ di pubblicità è quello di abbassare i miei prezzi e avvicinare la mia immagine a quella di chi fa cose diverse!!!
    Vorrei un tuo sincero parere,

    Enza.

  2. Non sono un esperta di marketing ma non vedo che cosa ci sia di strano per un ristorante nel provare ad allargare la clientela. In fondo il rapporto prezzo qualità è spesso positivo negli stellati e quindi per pochi soldi in più rispetto a ristoranti molto meno validi ci si può permettere di mangiare davvero bene. Non parlo degli studenti, tradizionalmente squattrinati ma di quella famosa classe media che qualche soldo in più ce l’ha! Per il resto questa iniziativa mi sembra del tutto in linea con la capacità della Spagna di vendersi al meglio, strutturando la comunicazione in modo unitario e armonico senza lasciarla all’iniziativa dei singoli (come in italia) che sono molto più deboli e che parlano lingue diverse. Del resto la settimana dei ristoranti esiste anche in Gran Bretagna e non credo che abbia abbassato la percezione del valore dei ristoranti più alti. Credo che flessibilità sia ormai la parola d’ordine. Chi non l’ha capito (ristoranti e interi paesi) secondo me è destinato a non arrivare lontano…

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