Rubinetti trasparenti. Clicca e scopri se l’acqua di casa tua è buona

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Acqua. “Il pianeta ha sete perché il mondo ha fame”. E’ lo slogan di quest’anno per la Giornata Mondiale dell’Acqua che cade oggi, 22 marzo. E a vent’anni dalla sua istituzione, mentre il pianeta è arrivato al giro di boa dei 7 miliardi di abitanti, il focus è tutto nel suo legame con il cibo.

Produrne per una popolazione sempre più numerosa costa acqua, sempre di più. Da 2 a 4 litri è il consumo giornaliero e una grande quantità finisce negli alimenti che mangiamo: per produrre un chilo di carne se ne consumano 15 mila litri e per un chilo di cereali 1.500. E la crescita demografica non fa che aggravare la sete e le malattie. 2,4 miliardi di persone nel mondo non ha accesso ad un’acqua pulita e di questi 8 milioni muoiono per malattie correlate alla sua carenza.

Sprecare di meno (il 30% del cibo prodotto viene gettato via), consumare alimenti meno “idrovori”, produrre cibo con meno acqua e seguire una dieta sostenibile è l’invito che le Nazioni Unite, che questa giornata hanno istituito nel 1992, lanciano al mondo.

Tra le iniziative organizzate per sottolineare questa giornata c’è “Rubinetti trasparenti” di Federutility che ha messo online la qualità dell’acqua e i suoi parametri qualitativi regione per regione. Per sottolineare che, al netto dei casi di acqua all’arsenico, l’oro blu che esce dal rubinetto in Italia è buono. E che gli italiani, che hanno scelto con il referendum del 2011 di far restare l’acqua pubblica, ne sprecano ancora troppa, anche con la complicità di acquedotti-colabrodo (per sistemare il sistema idrico servirebbero 66 miliardi nei prossimi trent’anni).

[Fonte: unwater.org, helpconsumatori.it]

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