Miracolo a Milano/16 Lo Schuman con Silvio Battistoni brilla a Legnano

“Schubert? Ma non era un sarto famoso, ai miei tempi?”

(Le premesse non erano delle migliori – Totò era già sulla difensiva.) Certo, è stato il sarto di Soraya e della Loren, della Hayworth e della Magnani. Ed era anche un famoso compositore (“Lo so, cosa credi!”). Ma tu vai da Schuman, a Legnano – un altro nome di compositore, ma anche il nome di un ristorante. E ti accompagna Christian – io me ne sto a casa, col raffreddore.. e sarete voi due a raccontare la serata.

Mi ricordo ancora l’incredulità di fronte alla notizia: lo Schuman si trasferisce a Legnano?? Quando vivi vicino a Legnano, e sei abituato a spostarti di qualche chilometro per poter trovare uno chef stellato, non puoi che restare estasiato da una notizia del genere – lo chef già stellato che viene da te!

Ormai è passato un anno da quando Silvio Battistoni, chef e patron dello Schuman, ha messo le radici in zona.  La location è una villa patrizia del primo Novecento, Villa Jucker, condivisa con la sede dell’associazione culturale Famiglia Legnanese. Negli ultimi vent’anni la villa ha ospitato ristoranti prestigiosi, ma mai uno proveniente da un ristorante michelinato.

Gli ambienti sono molto ampi e l’arredamento è piuttosto “importante”, interamente in stile impero.  Un po’ troppo  per i miei gusti.
“A me invece non sembra eccessivo, e l’effetto generale è piuttosto elegante, no?”
Ci accolgono i signori dello staff, e ci lasciamo guidare dallo chef e dal maître per quanto riguarda il percorso gastronomico e per il vino.

Partiamo con una piccola entrèe: salmone affumicato in casa – “Buono questo burro di alici!” – morbido e scioglievole, accompagnato con il cestino del pane (molto morbido e gustoso) e appunto con del burro alle alici, anch’essi homemade.

L’antipasto:  terrina di galletto “nostrano” e foie gras con misticanza e marmellata di cipolle al balsamico, che il gentile Battistoni in persona ha fatto gocciolare  sul nostro piatto con un gesto live.

Segue uno dei piatti caratteristici dello chef: “vitellino tonnato” con crema di melanzane alla brace e vellutata di capperi. Davvero sorprendente! Vitello e tonno crudi che si sciolgono in bocca dopo l’esplosione di sapori assieme alle creme di accompagnamento.

Seguono due primi di pasta freschissima: per iniziare, tagliolini all’acqua di cozze e vongole e i frutti di mare. Siamo rimasti colpiti dall’esecuzione e dal gusto di questo primo piatto – e la cucina ha voluto riproporci un’altra pasta fresca per stupirci nuovamente: tagliatelle ai porcini e parmentier.

“Stupende senz’altro… ma io avrei preferito  bissare con un risotto o degli gnocchi.”
Sarà per la prossima volta, quando verremo con Emanuele.

Per il secondo: petto di faraona con demiglace. Un classico di pregio.

Come pre dessert, sorbetto alla pesca bianca.

Terminiamo il nostro percorso con una ganache di cioccolato fondente e caramello con mousse di ricotta di pecora che è di incredibile bontà.

“Mamma mia – è veramente ottima. Posso averne un’altra?”

Lo chef, molto disponibile e di gran simpatia, è sempre pronto a scambiare due parole, ad ascoltare le nostre opinioni..

La cucina che ci hanno proposto questa sera non ha forse particolari guizzi di fanta-cucina (il vitello tonnato è quello che spicca maggiormente come abbinamenti) – però la stella è pienamente meritata per l’esecuzione magistrale.

Era la nostra prima volta qui, e la prossima speriamo di trovare anche qualche proposta un po’ meno classica – “Sì, forse lo chef potrebbe osare qualche cosa di più”.

Le dolci cortesie sono dei mini pasticcini che ci fanno concludere il nostro pasto ed alzare da tavola con il sorriso. Sorriso che ci resta stampato per un bel po’ sul volto, leggendo il guest book all’ingresso con una scritta in grande: Meno male che Silvio c’è!!

Schuman Ristorante. Via Matteotti 3. 20025 Legnano (Milano). Tel. +39 0331.1777350

Con Emanuele Bonati

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